Catanzaro, presentato il volume “Il Cardinale Ruffo e la straordinaria avventura del 1799”

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Da sinistra: Giuseppe Caridi, Alfredo Focà, Donatella Monteverdi


  21 febbraio 2025 09:46

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di IACOPO PARISI

Nell’ambito della rassegna “Parole, voci e suoni di Calabria”, la Biblioteca De Nobili di Catanzaro ha ospitato la presentazione del libroIl Cardinale Ruffo e la straordinaria avventura del 1799″ di Giuseppe Caridi. L’evento è stato aperto dai saluti istituzionali di Michele Marullo, Direttore della Biblioteca, e Donatella Monteverdi, Assessora alla Cultura al Comune di Catanzaro.

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L’autore ha dialogato con Alfredo Focà, rappresentante della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, offrendo una panoramica approfondita sul volume. Il libro analizza la figura del Cardinale Fabrizio Ruffo, personaggio centrale della spedizione sanfedista, inserendolo nel contesto storico e politico dell’epoca

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L’Assessora Monteverdi ha sottolineato come il XVIII secolo sia stato un periodo cruciale per il Meridione, caratterizzato dall’incontro e dallo scontro tra culture diverse. Ha inoltre evidenziato la necessità di riscoprire e rivalutare aspetti della storia spesso dimenticati, facendo riferimento alle sfaccettature del pensiero illuminista e alle attuali dinamiche culturali occidentali.

Al centro dell’incontro vi è stata l’analisi storica condotta da Giuseppe Caridi, che ha contestualizzato il periodo nel quale operava il Cardinale Ruffo. Caridi ha evidenziato come il regno di Napoli fosse scosso dagli eventi della Repubblica Giacobina del 1799 e dall’instabilità politica che ne derivò. La spedizione sanfedista, guidata da Ruffo con il sostegno di volontari locali, è stata descritta come un’operazione complessa e articolata, dettata tanto da necessità strategiche quanto da dinamiche politiche interne.

Caridi ha sottolineato il ruolo determinante del Cardinale Ruffo nel ristabilire il controllo borbonico, operando tra difficoltà logistiche e tradimenti. Ha tracciato il percorso della spedizione, dalla Calabria fino alla riconquista di Napoli, soffermandosi sulle fasi cruciali dell’avanzata sanfedista. In particolare, ha descritto le tattiche adottate da Ruffo, come il reclutamento di volontari attraverso simboli religiosi e proclami mirati alla popolazione calabrese.

Un punto chiave trattato dall’autore riguarda le divergenze tra Ruffo e la monarchia borbonica. Sebbene inizialmente avesse il pieno appoggio di Re Ferdinando IV, il Cardinale si trovò presto in disaccordo con la linea di intransigenza e repressione promossa dalla corte e dall’ammiraglio Nelson. Questo contrasto culminò nella mancata ratifica della capitolazione firmata da Ruffo per consentire ai repubblicani napoletani di lasciare la città, un evento che segnò profondamente la sua posizione politica e la sua successiva emarginazione.

Alfredo Focà ha ribadito l’importanza del Cardinale Ruffo, spesso sottovalutata, e ha evidenziato come il libro di Caridi permetta di riscoprire il ruolo centrale di questo personaggio nella riconquista del Regno di Napoli. Il Cardinale, infatti, fu nominato Vicario Generale da Re Ferdinando IV con pieni poteri per guidare la riconquista del territorio, affrontando numerose difficoltà, tra cui la mancanza iniziale di fondi e armi. Nonostante ciò, riuscì a radunare volontari e a intraprendere una campagna militare che culminò nella riconquista di Napoli.

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Caridi ha descritto le fonti utilizzate per la stesura del volume, distinguendo tra fonti volontarie (testimonianze favorevoli o critiche) e involontarie (corrispondenze ufficiali tra Ruffo, il re e la regina, nonché il diario di Ferdinando IV e le lettere dell’ammiraglio Nelson). Un tratto distintivo del Cardinale emerso dalla documentazione è la sua clemenza, spesso in contrasto con la spietatezza degli altri attori coinvolti.

Un aspetto cruciale del dibattito ha riguardato il confronto tra Ruffo e l’ammiraglio Nelson. Mentre il primo cercava una soluzione che garantisse la resa dignitosa ai repubblicani, il secondo impose una linea di condanna e repressione, contribuendo all’esecuzione di intellettuali calabresi come Giuseppe Logoteta. Il ruolo di Nelson è stato definito da Caridi come una strategia politica volta a rafforzare l’autorità britannica nella regione e a minare il peso politico di Ruffo all’interno della corte borbonica.

La serata si è conclusa con una riflessione sull’attualità della storia e sull’importanza di rileggere figure come quella di Ruffo senza pregiudizi ideologici, riconoscendone il ruolo complesso e controverso nel panorama storico dell’epoca. L’incontro ha offerto al pubblico un’importante occasione di approfondimento, confermando la necessità di riscoprire eventi e personaggi chiave della storia meridionale per comprenderne le implicazioni anche nel presente.



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