Il futuro cancelliere Friedrich Merz avverte che per il prossimo governo si dovrà attendere Pasqua, che quest’anno è alta, il 20 aprile. La crisi della coalizione guidata da Olaf Scholz è cominciata il cinque novembre e dunque la Germania rimarrà senza una guida sicura per quasi sei mesi, se andrà bene. I cristianodemocratici e i socialdemocratici dovranno trovare una difficile intesa.
Già, il presidente della Spd, Lars Klingbeil minaccia: «Merz dovrà cambiare chiaramente la sua linea e il suo tono, e non è sicuro che si potrà giungere a un accordo». Normale che in una trattativa si alzi il prezzo e si pongano condizioni pesanti, ma anche il tono di Klingbeil è troppo aggressivo. Tocca a lui guidare i colloqui, dato che Scholz, dopo la sconfitta, si tira indietro.
Nessuna alternativa a Große Koalition
Minacciare di far fallire le trattative è da irresponsabili. Non ci sono alternative a una Große Koalition che ha già una minoranza risicata di seggi, 328 contro il minimo di 316. Anzi i politologi tedeschi mi avvertono che sbaglio a scrivere Grande Coalizione, che sarebbe quella tra i due primi partiti, mentre la Spd è arrivata terza, superata dall’Afd. Non ci sono alternative al patto tra Cdu/Csu e Spd. Allearsi con i verdi a Merz non basterebbe. Si dovrebbe indire una nuova elezione con il rischio che l´Afd, il partito dell´estrema destra,giunga al primo posto. Nel 2017, le trattative tra Angela Merkel e Scholz durarono quasi due mesi, e le posizioni tra i due partiti erano molto più vicine. Merz era uscito dalla politica per darsi (con successo) agli affari, accusando Frau Angela di essere quasi una socialdemocratica. Dopo, lealmente, i due partiti mantennero il patto firmato. Nella prima coalizione a tre, fallita a novembre, verdi e liberali hanno continuato a litigare bloccando il governo. La storia non si fa con i se, ma la Germania avrebbe evitato di rendere gli ultimi tre anni ancora più difficili, se nel ´21 Scholz avesse scelto di allearsi con la Cdu/Csu, battuta per poco più di un punto. Ma a un’alleanza quasi alla pari, preferì verdi e liberali più piccoli, convinto di poterli controllare.
Oggi, la Cdu/Csu ha il 28,5 contro il 16,4 della Spd, il peggior risultato per la socialdemocrazia dal 1890, dai tempi del Kaiser Guglielmo. Klingbeil minaccia Merz solo per tenere buoni i suoi compagni, su 120 deputati, una settantina appartengono all’ala sinistra, ai fondamentalisti guidati da Frau Saskia Esken che ha sempre complicato la vita a Scholz.
Il tema più scottante: l’immigrazione
Sono diversi i punti problematici, dal riarmo all’Ucraina, da come affrontare la crisi economica al reddito di cittadinanza, che Merz intende cancellare per chi rifiuta un lavoro e per milioni di profughi, e che i socialdemocratici vogliono invece aumentare, ma il tema scottante è l’immigrazione. Molti tedeschi hanno votato per l’Afd anche a causa degli ultimi gravi attentati compiuti da profughi islamici. Merz non intende deportare gli stranieri pericolosi in manette come fa Trump, ma vuole un controllo rigoroso alle frontiere, e l´espulsione immediata per gli elementi pericolosi e per quanti rifiutano l´integrazione. Il compromesso preteso dai socialdemocratici renderebbe difficile il controllo. Il giovane afgano che ha compiuto l´attentato a Monaco pochi giorni dal voto (una giovane madre e la figlia d due anni uccise, e diversi feriti gravi), sembrava integrato, lavorava come detective in un grande magazzino e come body builder in una palestra, ma era giunto in Germania già militante dell’Isis.Chi arriva senza diritti resta per anni grazie alla burocrazia e ai cavilli legali. E di attenuare la divisione del paese. Non si riesce a contrastare l´Afd, per cui votano dieci milioni di tedeschi. E quasi sette milioni di elettori non verranno rappresentanti al Bundestag, perché i liberali e il partito di Sahra Wagenknecht hanno fallito di poco lo sbarramento del cinque per cento.
Nella ex Ddr l’Afd supera il 30%
A 35 anni dalla riunificazione (il prossimo ottobre), la Germania è divisa in due. Nella ex Ddr quasi due terzi votano contro i partiti che entreranno al governo: l´Afd supera ovunque il 3O per cento, in certe zone raggiunge il 35 e il 40, e la Linke è al 15 (all´8,6 a livello nazionale), come il Bws di Frau Wagenkencht. A chi andranno i voti di quasi 2,5 milioni di tedeschi che hanno scelto Sahra? In parte alla Linke, e ancor di più all´Afd. Prima che scendesse in campo la moglie di Oskar Lafontaine il partito estremista era al 23, a meno di tre milioni di voti dai cristianodemocratici.
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