I social network determinano il successo di un’impresa. Questa prassi è ormai consolidata per le aziende, mentre quando si parla di Professionisti, è ancora poco considerata. Da molto tempo, però, le nuove generazioni (e non) cercano informazioni e chiarimenti sui social network. Ma cosa trova un utente quando cerca un Professionista? Qual è l’idea che si fa? Raccontarsi correttamente permette di incrociare l’offerta con la domanda, sviluppando possibilità da entrambe le parti. Un Consulente del lavoro che presidia correttamente i social media raggiunge una serie di obiettivi: si fa conoscere, crea awareness e lead generation di contatti acquisiti proprio attraverso questi strumenti. Nei paragrafi che seguono forniremo una serie di suggerimenti per la gestione dei canali social di un Professionista e dello Studio da Consulente del lavoro.
L’importanza dei social network per il Consulente del lavoro
La ricerca di un servizio professionale non passa più soltanto attraverso i metodi tradizionali. Se un tempo il passaparola era la corsia preferenziale, negli anni, l’avvento di Internet e dei social media ha contribuito a ridefinire queste modalità. Le piattaforme come Facebook, Instagram, LinkedIn e TikTok sono diventate uno spazio ideale per i seguenti obiettivi.
- Interagire con il pubblico: un Professionista può dialogare direttamente con i clienti e rispondere ai loro dubbi.
- Costruire autorevolezza: diffondere contenuti utili e informativi aiuta a dimostrare la competenza di un Professionista.
- Creare awareness: ovvero farsi conoscere come professionista e far emergere il proprio Studio.
- Generare lead: strategie mirate consentono di ottenere nuovi contatti interessati ai servizi offerti.
Consulenza lavoro social media: le sfide moderne
In un mercato competitivo, la presenza sui social media costituisce un fattore determinante per distinguersi dalla concorrenza. La recente pandemia ha sviluppato nelle persone l’abitudine a informarsi contattando Consulenti attraverso la rete, che in quel periodo si è rivelata uno strumento obbligato. Le persone hanno maturato l’abitudine a informarsi sui social network e, soprattutto nel primo biennio pandemico, i Consulenti del lavoro hanno prodotto un servizio di qualità, guidando gli utenti nei momenti di caos e fornendo loro informazioni rilevanti in maniera semplice e immediata. Anche il linguaggio è mutato: i Consulenti sono diventati più empatici, hanno imparato a fornire un aiuto e un sostegno mettendo a disposizione di tutti – e non solo dei loro clienti – informazioni di cui erano già a conoscenza (ad esempio, sull’utilizzo del Green Pass o sulle chiusure obbligatorie). Il linguaggio si è trasformato da strettamente informativo/divulgativo a positivo, creando un nuovo modo di intendere la professione sui social media.
Ma non tutti i social network sono uguali
Presidiare i social serve ad acquisire visibilità attraverso la condivisione delle proprie esperienze. Ma non tutti i social sono uguali e la scelta è tipicamente influenzata da una serie di fattori.
- Professione: quale lavoro svolgo e quale servizio a valore aggiunto posso offrire ai clienti?
- Trend di mercato: qual è il social network che sta andando per la maggiore in questo momento?
- Dove si trovano i clienti: acquisire lead dipende dall’uso dei social network e dalla possibilità di intercettare utenti in target sulle singole piattaforme.
I social network da presidiare sono in genere i seguenti.
- LinkedIn: per un Professionista è sempre utile e serve a presentarsi. Attenzione, però, a renderlo l’unico veicolo comunicativo. Questa piattaforma, infatti, è indispensabile per gli utenti che hanno un network di business importante, ma rischia di escludere le realtà B2C (non aziendali) perdendo una potenziale fetta significativa di mercato.
- Facebook: è il social “storico” e sul quale sono presenti tanto i privati quanto le imprese. Rimane ancora oggi utile per condividere contenuti informativi destinati a un pubblico ampio.
- Instagram: va considerato, oggi, un social maturo e in costante espansione. La media dell’età degli iscritti è più alta e viene percepito come uno strumento informativo. Instagram è, al momento, il social d’elezione da presidiare, in quanto permette di pubblicare post informativi, utili e strategici.
- TikTok: in rapida ascesa, è utile per raggiungere un target più giovane. Permette, attraverso video brevi e accattivanti, di spiegare concetti complessi in modo semplice ed efficace.
- YouTube: sebbene sia da considerare un motore di ricerca (e non un social network) si rivela una soluzione utile per pubblicare video lunghi come, ad esempio, tutorial, spiegazioni di normative o guide per i datori di lavoro.
La gestione efficace dei social network
Strutturare una strategia chiara è la conditio sine qua non per “dare inizio ai lavori” sui social network. Un Consulente del lavoro deve innanzitutto definire i propri obiettivi e identificare un pubblico da raggiungere. Si può essere presenti sui social per aumentare la propria visibilità, per ottenere nuovi clienti o, semplicemente, per educare il pubblico su argomenti complessi. Dopo aver definito questi step, è indispensabile preparare un piano editoriale che comprenda il tipo di contenuti (articoli, infografiche, reel, video, post interattivi) e la frequenza di pubblicazione in base al social da presidiare.
Il tone of voice da utilizzare deve essere sempre adattato al pubblico e alla piattaforma, mentre i contenuti pubblicati non devono rinunciare alla qualità, risultando utili e interessanti.
Per fare lead generation, inoltre, può essere utile organizzare webinar e live streaming, o ancora fare pubblicità mirate (campagne social per B2B o B2C). Non va trascurato neppure il cosiddetto lead magnet, uno strumento di lead generation che consiste nell’offerta di un contenuto gratuito (come un ebook su un tema specifico) in cambio del rilascio di un lead con le informazioni di contatto.
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