Detenute e vittime di violenza, l’esito dell’incontro a Gianico

Effettua la tua ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#finsubito

Contributi e agevolazioni

per le imprese

 


Chi sono le donne vittime di violenza? Tendiamo a crearne un’immagine che vada bene per tutti i casi, una sorta d’identità che coincide con la forma di una donna sempre fragile e sottomessa, spezzata dentro e fuori dagli abusi subiti.

È una visione che preclude la possibilità di dare voce alle singole storie, tutte diverse l’una dall’altra. E, alle volte, ci impedisce addirittura d’immaginare che la persona che ci troviamo di fronte – proprio perché fragile non ci sembra – abbia subito violenza. Punti di vista che è bene riuscire a scardinare.

Martedì 25 febbraio si è tenuto l’incontro “Donne, carcere e violenza di genere”, organizzato presso Casa Felicia Bartolotta a Gianico. Due operatrici della Cooperativa Generazioni FA hanno raccontato come, grazie al teatro, sono venute a conoscenza del fatto che diverse detenute del carcere di Verziano (Brescia) sono arrivate lì anche a seguito di un vissuto carico di violenze fisiche e psicologiche.

Microcredito

per le aziende

 

Il laboratorio di teatro sociale che ha scoperchiato il vaso di Pandora è un progetto che va avanti da 15 anni. Senza un copione prestabilito, si decide insieme su cosa lavorare, testi e temi, valutando se poi portare lo spettacolo anche fuori dalle mura carcerarie.

Emerge, sempre forte, il tema dei legami e del bisogno di ricucirli, oltre che di viverli appieno. Parte allora prima un’attività di laboratorio teatrale aperta ai figli, con un occhio specifico sul tema genitorialità.

Con l’avvento del Covid, per ragioni di sicurezza è necessario dividere il laboratorio in due gruppi: uomini e donne. Verziano, che fa esperienza di un turnover consistente, ospita in media tra le 30 e le 40 detenute. Queste ultime si sentono così più libere di raccontarsi. Dai loro vissuti a poco a poco emergono situazioni al limite, tanto da spiazzare le operatrici.

“È la prima volta che mi posso fare la doccia tutto il tempo che voglio.”

“Se brucio il sugo non mi succede niente.”

“Io in carcere è la prima volta che mi sento libera in vita mia”.

Racconti di manipolazioni e violenze di ogni sorta, spesso intrecciate al percorso di vita che le ha portate in carcere. E, soprattutto, emerge una profonda mancanza di consapevolezza che quel pugno o quell’ossessione verso il controllo da parte del partner fossero, a tutti gli effetti, forme di violenza.

Parte allora un nuovo progetto, che s’innesta sull’esperienza teatrale e che permette di creare una rete ancora più vasta: fuori e dentro dal carcere. Nasce un protocollo ad hoc che coinvolge enti, associazioni e CAV, i Centri Anti Violenza.

Prestito personale

Delibera veloce

 

A poco a poco, donne che si sono identificate sotto l’etichetta di “detenute colpevoli di reato” iniziano a prendere consapevolezza di essere anche vittime di abuso.

Si pensa a come affrontare il momento della scarcerazione e il reinserimento in un contesto che spesso si presenta difficile, per il quale oltre alla consapevolezza e alla rielaborazione delle emozioni nel frattempo emerse servono nuovi strumenti.

Le operatrici Jole Villa e Carla Coletti

Il progetto si rivela essere un’esperienza positiva per tutti, capace d’innestarsi in un contesto, quello del carcere, fortemente maschile e, per definizione, legato a dinamiche di potere.

Dinamiche di potere cui, in contesti certamente diversi, devono far fronte anche le operatrici di Donne e Diritti – Centro Antiviolenza (che nei 10 anni di attività in Valle Camonica ha accolto 800 donne) e di Casa Felicia Bartolotta, le due realtà organizzatrici dell’incontro.  

Un incontro come questo non solo ha permesso di aprire il dibattito sugli stereotipi legati alla figura della vittima. Ma ha contribuito a rendere quest’immobile confiscato alla criminalità un punto di vita, cultura, aggregazione. Uno spazio di donne per le donne all’insegna dell’equità di genere.

Della storia che vi abbiamo raccontato, resta una nota dolente. Come tante altre esperienze positive nate in contesti difficili, rese possibili grazie anche alla visione lungimirante di chi dirige le strutture penitenziarie, questi progetti restano appunto dei progetti. Vivono di bandi, non di risorse strutturali. Un aspetto che, almeno nel caso raccontato, finora non ha pregiudicato la continuità dell’operazione.

E ci auguriamo che non la pregiudichi mai.

Assistenza per i sovraindebitati

Saldo e stralcio

 

Al termine dell’incontro abbiamo intervistato Jole Villa e Carla Coletti (della Cooperativa Generazioni FA) e Valentina Rinaldi (Centro Antiviolenza Donne e Diritti). Le ascolteremo durante la puntata di VocePRESENTE in onda venerdì 28 febbraio alle ore 10:05. La puntata si potrà poi riascoltare dalla pagina della trasmissione e anche su Spotify.





Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link