Auto connessa: benefici e rischi per la privacy

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L’innovazione tecnologica comporta, necessariamente, anche una rivoluzione culturale e sociale, e ai molteplici benefici che garantisce affianca anche potenziali rischi. Nello specifico, quelli legati alla privacy e alla protezione dei dati, un aspetto particolarmente rilevante quando si parla di auto connesse.

Di questo si è parlato nel corso del talk «L’auto connessa: chi possiede i tuoi dati?», organizzato da Promotec in vista dell’appuntamento con Autopromotec, la biennale internazionale delle attrezzature e del postvendita automobilistico in programma a Bologna dal 21 al 24 maggio.

Il dibattito sull’auto connessa: dati e privacy al centro
Quello sull’auto connessa è stato l’ultimo dei talk che accompagnano verso l’evento di Bologna, un appuntamento interamente dedicato a capire le complesse dinamiche che regolano la gestione dei dati nei veicoli moderni. L’interconnessione tra sistemi di intelligenza artificiale e tecnologie di connettività ha infatti aperto la strada a nuove opportunità, ma anche a interrogativi cruciali: chi possiede realmente i dati generati da ogni veicolo? E come possono essere gestiti per garantire sicurezza, innovazione e tutela dei diritti?

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L’incontro si è svolto nella sede dell’Automobile Club Milano e ha riunito esperti di diverse discipline, dalla ricerca accademica al diritto, dalla gestione del Registro Automobilistico fino alle tecnologie di precisione applicate all’assetto dei veicoli e alla diagnostica. Obiettivo, fornire diversi punti di vista su un tema complesso e non di facile gestione, tenuto conto della necessità di conciliare privacy ed esigenze di mercato.


L’auto connessa e l’evoluzione del mercato automobilistico
Secondo i dati raccolti infatti un’ampia maggioranza di automobilisti, con un’età media di 34 anni e un reddito medio inferiore a 30.000 euro, è pronta ad abbracciare l’era della mobilità intelligente. Oltre il 50% degli intervistati si è detto predisposto ad accettare un veicolo dotato di sistemi di intelligenza artificiale capaci di prendere decisioni autonome e di ottimizzare l’esperienza di guida quotidiana. La familiarità con le tecnologie IA è elevata: quasi il 70% dei partecipanti dichiara un livello medio-alto di conoscenza, mentre il 75,8% ritiene la tecnologia estremamente innovativa.

Alla luce di questo entusiasmo, seppur riferito a un prodotto ancora in fase embrionale, emerge come la cosiddetta «automobile sapiens» sia precursore di un nuovo ecosistema: quello dei dati. Ogni veicolo, infatti, diventerà un «gemello digitale» in cui la raccolta, l’analisi e l’utilizzo tempestivo delle informazioni saranno il motore che guiderà funzioni operative, sicurezza e personalizzazione dei servizi.

Dati e diritti: chi possiede davvero le informazioni generate dai veicoli?
Come spiegato da dal professor Enrico Al Mureden, docente dell’Università di Bologna, con quasi 18 milioni di veicoli connessi in Italia (il 45% del parco circolante) l’auto connessa si impone come una «Disruptive Technology», un’innovazione che stravolge il mercato e richiede un intervento regolatorio organico. Le automobili connesse generano e trasmettono una quantità imponente di dati – informazioni sulla posizione, lo stile di guida, la diagnostica del veicolo e, in alcuni casi, dati biometrici – elementi che sollevano interrogativi fondamentali riguardanti la proprietà e l’utilizzo delle informazioni.

I dati, pur essendo prodotti dal veicolo, risultano intrinsecamente legati all’utente, ma le case automobilistiche spesso rivendicano il controllo su di essi generando una discussione su chi, tra costruttore, conducente e proprietario, debba effettivamente detenerne i diritti. Occorre quindi distinguere i dati utili per migliorare servizi di mobilità, sicurezza stradale ed efficienza del traffico e tutelare la privacy attraverso una nuova normativa specifica.

Un nuovo ecosistema digitale per la mobilità del futuro
Ci sono poi altre questioni da sciogliere, dal consenso informato e chiaro per l’uso dei dati alla garanzia di sicurezza e il rischio di cyber-attacchi, passando per le responsabilità per violazioni e la sicurezza informatica e l’uso commerciale e la profilazione degli utenti, con possibili impatti su pubblicità mirata o vendita a terzi.

Le possibili soluzioni prospettate includono modelli di gestione condivisa dei dati tra case automobilistiche, proprietari e terze parti, con diritti chiaramente definiti per l’utente finale, nonché l’adozione di tecnologie innovative per la tutela della privacy. Una possibile soluzione è una gestione condivisa dei dati con tecnologie per la tutela della privacy. Poiché i dati non rientrano nelle tradizionali categorie di proprietà, diventa cruciale un’interpretazione giuridica capace di connettere le diverse discipline, garantendo un equilibrio tra mercato e diritti della persona.


Verso Autopromotec a Bologna
Di questo e di molto altro si parlerà ad Autopromotec, come confermato dall’amministratore delegato Renzo Servadei: «L’edizione del 2025 sarà un appuntamento imperdibile per tutti i professionisti dell’aftermarket che vogliono confrontarsi con le sfide e le opportunità di un settore in continua evoluzione. Con un’area espositiva ancora più ampia e un’offerta di altissimo livello in termini di innovazioni, dibattiti e soluzioni tecnologiche, la 30esima edizione della biennale sarà il modo migliore per celebrare i suoi 60 anni».

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«In Autopromotec, quello dell’auto connessa è un tema di straordinaria importanza, non solo per l’industria, ma anche per l’automobilista – prosegue Servadei -. In fiera sarà possibile, oltre a vedere l’evoluzione delle norme che in questo momento sono in fase di definizione e di promulgazione, anche toccare con mano i tools che gestiscono i software che giocano un ruolo da protagonisti in questa rivoluzione del Software Defined Vehicle. La trentesima edizione vuole farsi portavoce e spazio di dibattito per tutte le tematiche che sono di estrema attualità ed importanza per l’aftermarket automotive. Ci tengo a ricordare che questo roadshow di Autopromotec Talks, che si è concluso con l’incontro di oggi, ha voluto mettere a tema questioni cruciali come sostenibilità, made in Italy, intelligenza artificiale e connettività».



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