McCartney, Elton John e Lennox album silenzioso

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Un intero album silenzioso – o quasi: ascoltando bene si sente un debole rumore di fondo. È questo Is this what we want?, la protesta contro l’intelligenza artificiale promossa dai principali musicisti britannici, riuniti sotto il cappello 1,000 UK Artists. Fra i nomi di primo piano che hanno dato vita alla campagna ci sono Paul McCartney, Hans Zimmer, Elton John, Annie Lennox, Damon Albarn dei Blur e molti altri.

I motivi della campagna Is this what we want?

Le 12 tracce dell’album silenzioso hanno titoli che formano la frase-manifesto degli artisti: “The British government must not legalise music theft to benefit AI companies”, ovvero: “Il governo britannico non deve legalizzare il furto di musica per favorire le aziende di intelligenza artificiale”.

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È un chiaro riferimento al progetto di legge del governo di Keir Starmer che autorizza le aziende ad addestrare gli algoritmi di intelligenza artificiale utilizzando la musica protetta da diritto d’autore. Il silenzio varrà come assenso: i musicisti che non esprimono la loro contrarietà vedranno automaticamente la loro musica “prestata” alle Ai. Le quali, come sappiamo, sono ormai in grado di inventare testi, comporre, simulare gli strumenti musicali e perfino la voce umana.

Ma siamo sicuri di volere davvero questo? Se lo chiedono molti artisti, come hanno fatto i Duran Duran nella conferenza stampa del Festival di Sanremo 2025, quando Simon Le Bon ha parlato dell’impatto potenzialmente devastante che l’Ai potrebbe avere sul panorama musicale.

L’impatto dell’Ia sull’industria musicale

L’Intelligenza artificiale ha già avuto un impatto significativo sull’industria musicale ben prima dell’album silenzioso uscito nelle ultime ore. Basti pensare ai brani postumi, come Now and Then dei Beatles, che di recente ha anche vinto un Grammy. Si tratta di un’opera in cui, grazie all’Ai, è stata ricostruita la voce di John Lennon a partire da brani già pubblicati.

Un fenomeno talmente dirompente da far parlare di necromanzia digitale. Ma ci sono molti ambiti dell’industria musicale nei quali l’intelligenza artificiale è già una realtà. Algoritmi vengono utilizzati per generare melodie, armonie e arrangiamenti musicali. Ci sono piattaforme come OpenAI Jukedeck, AIVA e Amper Music che generano tracce musicali personalizzate in base a parametri come il genere, il mood o la durata. Le Ai possono assistere nella scrittura di testi, nella creazione di nuovi suoni o nel mixaggio. Alcuni artisti usano strumenti simili come partner creativo, per mescolare l’intuizione umana con le capacità algoritmiche ed esplorare nuove frontiere musicali. Ad esempio, Holly Herndon ha utilizzato l’intelligenza artificiale Spawn per generare voci corali elettroniche nel suo album PROTO.

C’è poi il capitolo dedicato alla fruizione musicale: le piattaforme streaming si affidano sempre più spesso a questi strumenti per offrire agli utenti playlist che rispondono in tempo reale allo stato d’animo o alle attività di chi ascolta.

La protesta degli artisti britannici

La base però è sempre la stessa: gli algoritmi delle Ai vanno addestrati a partire da materiale di base. Ecco perché è fondamentale per le aziende che programmano questi software poter attingere dalle opere già esistenti. Ed è qui che arriva la protesta dell’album silenzioso.

Il governo britannico sta valutando modifiche alle leggi sul copyright per facilitare l’uso di opere protette da parte delle aziende di intelligenza artificiale. La proposta iniziale prevedeva che gli sviluppatori potessero utilizzare contenuti protetti senza necessità di licenza, a meno che i titolari dei diritti non scegliessero di escludersi esplicitamente. A fronte della mobilitazione degli artisti, l’esecutivo Starmer sta considerando concessioni per proteggere settori chiave, come l’esenzione di determinate categorie dall’obbligo di opt-out e l’accesso preferenziale per le aziende di Ia britanniche.

Le decisioni definitive sono attese entro la fine dell’anno, ma il dibattito sull’impatto delle nuove tecnologie sulla creatività umana è aperto e sarà sempre più incalzante.

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