Il Consiglio dei Ministri ha approvato una legge delega per il ritorno del nucleare “sostenibile” in Italia. Il Governo punta a coprire così fino al 22% della produzione elettrica nazionale ma la Coalizione 100% Rinnovabili contesta: “Scelta antistorica e costosa, le rinnovabili sono il futuro”
Il Governo Meloni scommette sul nucleare “sostenibile” per ridurre la dipendenza energetica estera e favorire la decarbonizzazione dell’Italia. Ma ambientalisti e scienziati avvertono: la vera svolta è nelle rinnovabili. Chi ha ragione?
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha approvato una legge delega che segna un potenziale punto di svolta per il panorama energetico italiano: il ritorno al nucleare, ma “in chiave sostenibile”. La decisione, che mira a disciplinare la produzione di energia attraverso i nuovi moduli SMR (Small Modular Reactors), lo smantellamento delle vecchie centrali, la gestione dei rifiuti e del combustibile esaurito, nonché la ricerca e lo sviluppo sull’energia da fusione, ha riacceso un dibattito che sembrava sopito, contrapponendo sostenitori e oppositori di questa fonte energetica.
Il percorso della legge: dalla proposta all’approvazione
Il disegno di legge, ha spiegato Fratin, nasce dalla necessità di diversificare il mix energetico italiano, riducendo la dipendenza dalle importazioni e rafforzando la produzione interna. Dopo un primo confronto tecnico con esperti e rappresentanti del settore, il testo è stato sottoposto a un processo di revisione interna, coinvolgendo la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e il Ministero dell’Economia.
Con il #nucleare di nuova generazione, insieme alle rinnovabili, saremo in grado di raggiungere gli obiettivi della decarbonizzazione, garantendo la piena sicurezza energetica del Paese. Così l’Italia è pronta ad affrontare le sfide del futuro. pic.twitter.com/QonbMXomJr
— Gilberto Pichetto (@GPichetto) February 28, 2025
A seguito di una serie di consultazioni, il Consiglio dei Ministri ha approvato la legge delega, che ora dovrà essere attuata tramite decreti legislativi entro 12 mesi dalla sua entrata in vigore. Il provvedimento prevede l’adozione di un Programma nazionale per la sperimentazione, costruzione ed esercizio dei nuovi impianti, fino alla gestione dei rifiuti e del combustibile esaurito, in un’ottica di economia circolare.
Il Governo prevede che il nucleare possa contribuire dall’11 al 22% della richiesta di energia elettrica nazionale, affiancandosi alle rinnovabili per raggiungere la neutralità carbonica al 2050 e garantire energia sufficiente a prezzi accessibili per famiglie e imprese.
Il ritorno del nucleare: obiettivi e strategie del Governo
Secondo Fratin, il nuovo nucleare potrà affiancare le fonti rinnovabili per raggiungere i target ambientali stabiliti dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). “Con il nucleare di ultima generazione, insieme alle rinnovabili, saremo in grado di raggiungere gli obiettivi della decarbonizzazione, garantendo la piena sicurezza energetica del Paese”, ha dichiarato il ministro.
Un altro aspetto centrale del piano è la formazione di tecnici specializzati per il nucleare, con programmi educativi e incentivi economici per le aree che ospiteranno gli impianti. L’obiettivo è garantire una produzione energetica sufficiente a prezzi competitivi, riducendo la dipendenza dall’estero e stabilizzando i costi dell’energia.
Le critiche della Coalizione 100% Rinnovabili: “Decisione antistorica”
La decisione del Governo ha suscitato forti reazioni da parte della Coalizione 100% Rinnovabili Network, che riunisce esperti del mondo accademico, della ricerca, delle imprese, del sindacato e del terzo settore, tra cui la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente e WWF.
Secondo la Coalizione, le centrali nucleari a fissione, anche se aggiornate e di dimensioni ridotte, sono una tecnologia obsoleta, costosa e pericolosa, che genera rifiuti altamente radioattivi per migliaia di anni. Inoltre, i costi del nucleare, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, sono superiori di tre volte rispetto a quelli delle rinnovabili, e l’Italia non dispone né di uranio né di impianti di arricchimento, rendendo il Paese dipendente dalle importazioni.
La Coalizione contesta anche l’operazione di greenwashing con cui il Governo cerca di far passare il nucleare come innovativo e sostenibile, basandosi solo sulle dimensioni degli impianti e su alcuni aggiustamenti costruttivi.
Futuro dell’energia: nucleare o rinnovabile?
Mentre il Veneto ha già respinto l’ipotesi di installare un reattore SMR a Marghera e il Paese non ha ancora individuato un sito per il deposito di rifiuti radioattivi, il Governo accelera sul nucleare. Dall’altra parte, la Coalizione 100% Rinnovabili propone un modello basato esclusivamente su fonti di energia rinnovabile, affermando che l’integrazione tra solare, eolico, idroelettrico e sistemi di accumulo può garantire la stabilità della rete.
Per ribadire la fattibilità di un futuro 100% rinnovabile, la Coalizione ha comunicato che presenterà uno studio realizzato da docenti universitari e ricercatori durante un convegno pubblico l’11 marzo a Roma, in occasione dell’anniversario dell’incidente nucleare di Fukushima. Lo studio analizzerà gli scenari possibili, dimostrando come la crescita delle rinnovabili, con investimenti adeguati in reti e stoccaggi, possa garantire la sicurezza energetica e la decarbonizzazione del Paese, senza ricorrere al nucleare.
In audizione alla Camera, anche il Premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi ha spiegato: “L’Italia deve puntare sul solare, più produttivo e competitivo. Servono investimenti sulla rete di distribuzione, non sul nucleare, e regole più semplici per installare impianti”. E sul nucleare ha spiegato: “Questa opzione potrà essere valutata quanto le relative tecnologie saranno disponibili. Al momento sono sulla carta. È certamente un’opzione interessante per il futuro, ma un investimento adesso sarebbe azzardato”.
Il dibattito sul futuro dell’energia in Italia è ormai acceso: la sfida tra nucleare e rinnovabili è solo all’inizio.
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Fonte: ScienceDirect
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