MODENA. Impossibilità di indire bandi per i banchi vuoti del Mercato Albinelli? Prova a fare chiarezza la consigliera regionale Ludovica Carla Ferrari, membro della Commissione politiche economiche della Regione e già assessora del Comune.
«Governo fermo»
«La situazione di stallo che sta vivendo il Mercato Albinelli stretto nella morsa del blocco bandi e dunque nell’impossibilità di favorire il rinnovamento commerciale e la piena occupazione dei posteggi (valori sui quali in questi anni abbiamo investito), è di totale responsabilità del Governo, non del Comune di Modena o della Regione – tuona Ferrari – L’impossibilità di indire bandi è nata dalla pubblicazione in extremis (30 dicembre 2023) in Gazzetta Ufficiale della “Legge Concorrenza”, la n. 214/2023 che all’articolo 11 definisce le nuove modalità di assegnazione delle concessioni per il commercio su aree pubbliche. Va ricordato che il mercato Albinelli è equiparato ai mercati che occupano i suoli pubblici e i commercianti associati al Consorzio appartengono alla categoria ambulanti. Questa legge prevedeva che entro tre mesi dalla data di pubblicazione venissero adottate “linee guida” ad opera del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per procedere ai bandi. Ma cosa è successo di fatto? Il Governo è rimasto fermo, ha avviato in ritardo il dialogo con le Regioni per costruire le linee guida nonostante le numerose sollecitazioni e ha proposto bozze poco centrate tanto che le Regioni, in prima fila quelle governate dalla destra, le hanno giudicato inadeguate».
«Mancano le linee guida»
Ferrari sottolinea quanto la questione sia delicatissima: «Mancando le linee guida per poter emettere nuovi bandi, se per i mercati in generale si è provato a mettere qualche toppa a questa situazione attraverso il meccanismo delle “spunte” ovvero assegnazioni temporanee giornaliere per i posteggi vuoti, per l’Albinelli questo non è ovviamente fattibile. Ed ecco i banchi vuoti con l’impossibilità di assegnarli a nuovi ambulanti con le conseguenze negative che sappiamo tra cui cinque soggetti in meno con cui poter dividere le spese di gestione condominiale, per esempio».
«La Regione all’opera»
L’ex assessora informa però che in Regione, in attesa delle linee guida, non si sta fermi: «La Regione si è messa avanti con una ricognizione delle aree da assoggettare alla norma, come previsto dalla norma stessa, con un provvedimento assunto nel settembre dell’anno scorso peraltro personalmente sto lavorando per trovare soluzioni percorribili fra Regioni e Comuni per sostenere il commercio nelle more della riattivazione dei bandi. In ogni caso – conclude Ferrari – trovo davvero vergognoso che il ministero di Adolfo Urso abbia trascurato a lungo questa vicenda, arrivando tardi e male al percorso verso la Conferenza unificata, nonostante le molteplici sollecitazioni e senza preoccuparsi del fatto che sta bloccando il mondo del commercio su suolo pubblico che è fisiologicamente in difficoltà e che avrebbe bisogno di velocità e flessibilità. Ma trovo anche vergognoso che nemmeno i parlamentari e i consiglieri regionali dei partiti di governo, esponenti politici della destra sul territorio che dovrebbero in qualche modo rappresentare i bisogni del commercio ambulante presso gli organi di Governo, se ne siano mai fatti carico. Il mercato Albinelli, in particolare, deve essere sempre più valorizzato sul piano commerciale locale e turistico. Mi adopererò perché venga riconosciuto come mercato storico anche proponendo una specifica norma».
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