La rivoluzione dell’intrattenimento urbano per artisti emergenti – StartUp Magazine


In questa intervista, Stefano Frosi, founder di Openstage, racconta come l’innovativa piattaforma di stage-sharing stia trasformando gli spazi pubblici e dando visibilità agli artisti emergenti. Dalla rigenerazione urbana alla creazione di collaborazioni internazionali, Openstage propone un innovativo punto di vista per la musica e l’intrattenimento urbano, creando nuove opportunità per giovani talenti in tutta Europa.

Alessandra D’Amato: Salve Stefano! è un piacere per noi poter approfondire la sua storia e quella di Openstage, grazie per questa intervista!

Vuoi acquistare in asta

Consulenza gratuita

 

Stefano Frosi: Grazie a voi!

Alessandra D’Amato: Iniziamo!Openstage è nato come un progetto sociale di rigenerazione urbana. Come è evoluto il progetto nel tempo e qual è la sua visione a lungo termine?

Stefano Frosi: L’idea di Openstage nasce nel 2018. Allora ero al primo anno d’università, osservavo con curiosità le smart city e l’arte di strada di Milano. L’intuizione era quella di creare dei totem tecnologici, dotati di impianto audio, mixer e sensoristica intelligente a cui gli artisti si potevano connettere facilmente
tramite un’applicazione. A marzo del 2019 ho presentato l’idea al Comune di Milano che mi ha messo in contatto con Ugo Vivone, fondatore della no-profit Officine Buone, che dal 2013 si occupa di mettere il talento dei giovani al servizio del sociale attraverso format come Special Stage, primo talent musicale realizzato in 50 ospedali italiani. Si realizza così il primo totem, il 26 settembre del 2020 nel comune di Pioltello, dove hanno suonato più di 60 artisti.
I principali obiettivi per il futuro sono sicuramente il consolidamento di Openstage nel mercato
italiano e portoghese, dove già sono presenti diverse installazioni. Fedele alle sue origini, Openstage vorrebbe diffondersi nei centri, grandi e piccoli, delle aree considerate. La visione a lungo termine della società è di diventare, attraverso i suoi totem e le sue reti di artisti, una realtà europea a tutti gli effetti, rappresentando una piattaforma meritocratica e inclusiva aperta a tutti, dove gli artisti emergenti possono esibirsi senza barriere.

Alessandra D’Amato: Quali sono stati gli impatti più significativi che Openstage ha avuto sulle comunità periferiche e sui giovani talenti?

Finanziamenti e agevolazioni

Agricoltura

 

Stefano Frosi: Openstage è un progetto che parte dal basso per democratizzare il mondo della musica e dare un’opportunità di emergere a qualsiasi artista talentuoso voglia. In questo senso gli impatti più evidenti si possono vedere nelle città periferiche dove abbiamo realizzato le prime installazioni, dando così nuova vita a spazi pubblici attraverso la musica. La primissima installazione, infatti, è stata realizzata a Pioltello, comune dell’hinterland est milanese, con il quale abbiamo vinto un bando proprio per riqualificare le periferie urbane. Un altro importante intervento l’abbiamo realizzato nella metropolitana di Milano, in collaborazione con ATM, dove siamo presenti in 3 fermate (Garibaldi, Loreto, Bicocca) con il progetto Sound Underground. In questo modo gli artisti possono realizzare un vero e proprio concerto grazie all’impianto audio presente all’interno dei totem installati nelle postazioni e dare così nuova vita agli spazi della metropolitana.

Alessandra D’Amato: Come riesce Openstage a bilanciare l’aspetto sociale e quello imprenditoriale in un settore così competitivo come quello dell’intrattenimento urbano?

Stefano Frosi: Nel 2024 l’azienda ha fatturato 850 mila euro (nel 2023 750mila) con un team di 12 persone. Il modello di business prevede che l’artista non paghi. Abbiamo fatto profitti dal primo anno. L’artista usufruisce del palco gratuitamente e se fa esibizioni ed eventi speciali lo paghiamo. A investire
sono le città o le aziende in cui organizziamo spazi e in più è possibile brandizzare i totem. L’idea di Open Stage quindi è win-win: all’esigenza dell’artista di strada si affianca quella delle amministrazioni di rilancio delle periferie e di miglioramento della qualità dell’intrattenimento urbano e dei brand in cerca di modalità innovative di promozione.

Alessandra D’Amato: Cosa distingue Openstage dai tradizionali eventi musicali o dalle piattaforme di intrattenimento per artisti emergenti?

Stefano Frosi: Open Stage funziona come un portale di prenotazione per artisti, che individuano i palchi virtuali e fisici disponibili, si prenotano e possono far sapere al pubblico luogo e orario dell’esibizione.
Mettiamo a disposizione spazi diversissimi tra loro, anche non convenzionali: dalla metro, alle stazioni, ai centri commerciali, alle piazze, sono tutti luoghi dove poter emergere e portare la propria musica.
La differenza la fa la community: infatti lo stage-sharing reso possibile da Openstage crea di fatto una grande community di artisti che usufruiscono gratuitamente del servizio, unendo tante città italiane e permettendo così anche di sviluppare il turismo musicale. Ad oggi l’app Openstage conta più di 10.000 artisti, favorendo la creazione di un network fra professionisti e mediando anche il rapporto con i brand, le etichette musicali e in generale tutti gli stakeholder potenzialmente interessati, per la creazione di opportunità lavorative, che possano fare veramente la differenza per chi vuole emergere.

Alessandra D’Amato: Nel corso degli anni, Openstage ha lavorato con artisti e brand noti come Ed Sheeran, Durex, Cupra, Tuborg. Ci puoi raccontare qualche dettaglio in più su come sono nate queste collaborazioni?

Stefano Frosi: Sono state tutte collaborazioni molto interessanti e che ci hanno reso orgogliosi. In particolar modo la collaborazione con Ed Sheeran è nata da un contatto con Warner Music Italia, che ha
presentato il progetto all’entourage dell’artista, il quale ha accolto molto volentieri il progetto Openstage, ricordandosi dei suoi primi passi in cui suonava in strada e per le metropolitane di Londra.

Alessandra D’Amato: I totem Openstage sono una delle innovazioni principali dell’azienda. Come sono stati progettati e come sono riusciti a rispondere a una necessità del mercato dell’intrattenimento urbano?

Dilazione debiti

Saldo e stralcio

 

Stefano Frosi: Openstage costruisce totem di arredo urbano che vengono installati in spazi pubblici (outdoor e indoor) come metropolitane, piazze, strade, parchi, grazie ai quali giovani artisti possono esibirsi live. I totem sono progettati con un impianto audio integrato, mixer e sensoristica intelligente, sono prenotabili gratuitamente con l’app omonima, consentendo agli artisti di sbloccarli automaticamente avvicinando il proprio smartphone e collegare strumenti e microfono. L’app consente così agli artisti di creare autonomamente i propri eventi, con costi e consumi minimi.
In questo senso, i totem rispondono a una necessità per gli artisti di strada di esibirsi prenotando
un palco pronto all’uso, senza la necessità di portarsi il proprio impianto, contribuendo a una
democratizzazione della musica, che si rende così accessibile a tutti.
All’interno del mercato, inoltre i Comuni sono interessati alla piattaforma Openstage per un tema di
riqualificazione di spazi urbani attraverso il totem, che abilita la creazione di veri e propri concerti in
maniera facile e controllata, rigenerando spazi attraverso la musica. Per i brand, il totem risulta un
elemento di arredo urbano altamente customizzabile, attorno al quale si crea inoltre un progetto di
promozione e campagna di comunicazione a 360 gradi, in base alle diverse necessità.

Alessandra D’Amato: Nel 2024 Openstage si espanderà in Spagna e in Portogallo. Cosa vi ha spinto a scegliere questi mercati e quale tipo di riscontro vi aspettate?

Stefano Frosi: Nel 2024 abbiamo iniziato la nostra fase di espansione verso nuovi paesi europei e siamo partiti da Spagna e Portogallo perché si tratta di paesi molto simili a noi proprio per cultura, musica e
regolamentazione. Di conseguenza, abbiamo visto coerente una nostra espansione in quei paesi.
Ci aspettiamo che possa crescere sempre di più, anche nell’ottica di dare la possibilità a tutti gli artisti emergenti che vogliano di creare un proprio tour europeo in maniera totalmente autonoma, semplicemente prenotando i vari Openstage nei diversi paesi, contribuendo così ad una democratizzazione della musica sempre più alla portata di tutti.

Alessandra D’Amato: Come descriveresti il team di Openstage? Cosa rende il tuo team speciale nel portare avanti questi progetti così ambiziosi?

Stefano Frosi: Il team fondatore di Openstage riunisce competenze nel settore industriale e ingegneristico con conoscenze sociali e culturali, rendendo il progetto unico nel panorama della cultura giovanile urbana. Io sono Business Developer laureato in Economia & Management, da sempre appassionato all’innovazione, uno dei fattori critici di successo più importanti per Openstage. Ugo
Vivone (1980), CEO, ingegnere meccanico, per 18 anni si è distinto nel management di progetti
complessi sia in ambito industriale (per clienti come Ferrero, Barilla, Michelin, etc.) sia in ambito
sociale e culturale.
In generale, la carta vincente del team è la giovane età dei membri, quasi tutti under 30, con tanta
voglia di fare, creatività e passione per i progetti che realizziamo.

Alessandra D’Amato: Quali sono i progetti futuri che più ti entusiasmano per Openstage? Ci sono nuove città o collaborazioni che stai pianificando?

Stefano Frosi: Stiamo lavorando tanto su nuove collaborazioni e nuove città per rendere Openstage una realtà sempre più importante. Il progetto a cui stiamo lavorando proprio ora e a cui teniamo particolarmente è la collaborazione con il Comune di Sanremo, città della musica per definizione,
per la gestione dell’arte di strada e la realizzazione di un primo festival di artisti emergenti che si
terrà a luglio proprio nelle strade di Sanremo e davanti all’iconico teatro Ariston.

Aste immobiliari

l’occasione giusta per il tuo investimento.

 

Alessandra D’Amato: Grazie infinite Stefano! E ti saluto lasciando un grande in bocca al lupo a te e al tuo team!

Stefano Frosi: Grazie a voi!!



Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link

Opportunità uniche acquisto in asta

 ribassi fino al 70%

 

La tua casa dei sogni ti aspetta

partecipa alle aste immobiliari!