Scoperta una maxi frode dietro il paravento del “Fondo Nazionale” per gli alluvionati


L’impatto della pandemia Covid-19 sul comparto aziendale del nostro Paese, in particolare sulle PMI (piccole e medie imprese italiane), è stato ed è tutt’ora significativo. Mai come oggi è importante che lo Stato stia vicino alle imprese. Una delle principali forme di intervento a sostegno del tessuto industriale è il Fondo Nazionale Sviluppo, che si impegna a distribuire risorse economiche alle realtà in difficoltà“.

Dilazione debiti

Saldo e stralcio

 

Così esordiva nel 2021 un annuncio pubblicitario del “Fondo Nazionale per lo Sviluppo Economico”, che negli anni passati si era fatto pubblicità online persino comprando spazi sui quotidiani nazionali, ma dietro al quale si nascondeva un meccanismo fraudolento. Almeno secondo quanto emerso nell’inchiesta svolta dalla Guardia di Finanza di Modena e coordinata dalla Procura della Repubblica. Inchiesta che vede nuovamente coinvolto il noto imprenditore Massimiliano Sciava, già finito più volte al centro delle cronache e di procedimenti giudiziari per reati fiscali.

Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle hanno eseguito una nuova ordinanza di misura cautelare in carcere nei confronti dell’imprenditore di Mirandola. Allo stesso tempo sono stati sequestrati circa 2,6 milioni di euro nei confronti di quattro società e di sei persone, indagate con l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di indebite compensazioni di crediti inesistenti, riciclaggio, autoriciclaggio, falso in bilancio e abusivismo finanziario.

La frode

Il provvedimento giunge all’esito di un’indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena, nell’ambito di un procedimento penale che vede indagate complessivamente 32 persone e coinvolte 18 società. Nel dettaglio, i finanzieri avrebbero individuato una compravendita di crediti d’imposta inesistenti generati mediante artifizi contabili, ricorrendo all’uso fraudolento di norme sulle agevolazioni fiscali, e nell’illecita attività di somministrazione di manodopera, in merito alla quale nessuna imposta o contributo veniva concretamente versato, ma indebitamente compensato con crediti insussistenti.

Ancora una volta Sciava sarebbe stato individuato come promotore ed organizzatore, che si avvaleva di prestanome per le numerose società schermo create, nonché di professionisti giuridico-contabili per la predisposizione di consulenze compiacenti. Tutto questo nonostante l’imprenditore si trovasse già agli arresti domiciliari per le contestazioni degli anni precedenti.

Cessione crediti fiscali

procedure celeri

 

Particolarmente imponenti le ricadute economiche di questa operazione: sarebbero stati creati a livello “cartolare” oltre 600 milioni di euro di crediti d’imposta inesistenti da cedere a terzi, che, procedendo alla compensazione, avrebbero comportato un mancato incasso di somme di pari importo per l’Erario.

Il paravento del “Fondo Nazionale”

Dalle indagini è emerso che sarebbero già stati stipulati contratti con circa 40 imprese, dislocate su tutto il territorio nazionale, per la cessione di una parte dei crediti fittizi a un costo pari alla metà del loro valore nominale. Una modalità di commercializzazione illecita dei crediti in parola interessava anche l’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile – Regione Emilia Romagna, all’insaputa di quest’ultima, che, appena avuto il sospetto di possibili irregolarità, procedeva ad effettuare tempestiva segnalazione.

A seguito dell’alluvione che ha colpito in particolare la Romagna nel maggio 2023, l’imprenditore mirandolese aveva rispolverato il suo “Fondo Nazionale per lo Sviluppo Economico” creato nel 2011, che a discapito del nome evocativo è in realtà un ente di diritto privato. Sciava aveva aperto un bando nel quale pubblicizzava online l’opportunità per le imprese di versare somme su un conto corrente intestato al Fondo e su un conto in Irlanda a lui riconducibile, con l’obiettivo di supportare le opere di ricostruzione e, nel contempo, maturare un credito d’imposta per importi notevolmente superiori. Alcune imprese a livello nazionale aderivano al bando per un valore nominale dei crediti acquistati superiore a 1,5 milioni di euro.



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