L’obbligo di stipulare una polizza assicurativa contro i
rischi catastrofali
è una delle novità più discusse degli ultimi mesi. Ma chi riguarda
esattamente? Cosa copre? E soprattutto, quali sono le implicazioni
pratiche per imprese e cittadini?
Domande più che legittime, considerato che il tema della
protezione dal rischio sismico e idrogeologico in Italia è stato
per troppo tempo sottovalutato, salvo poi riemergere in occasione
di emergenze e tragedie. Adesso, a seguito della pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale del
Regolamento attuativo, l’assicurazione obbligatoria
per il rischio catastrofale diventa una realtà concreta, ma le
criticità non mancano.
Obbligo di polizza catastrofale: cosa dice la legge
L’assicurazione obbligatoria per i rischi catastrofali è stata
introdotta con la Legge di Bilancio 2024 (art. 1,
commi 101-111, Legge n. 213/2023), che ha previsto
l’obbligo per le imprese di stipulare una polizza contro
eventi naturali come terremoti, alluvioni e frane.
L’obiettivo dichiarato è duplice:
- tutelare il patrimonio immobiliare e
produttivo dalle conseguenze economiche dei disastri
naturali; - ridurre il peso della ricostruzione sulle casse dello
Stato, incentivando la prevenzione attraverso strumenti
assicurativi privati.
Per rendere operativo l’obbligo, il Ministero dell’Economia e
delle Finanze ha emanato il Decreto 30 gennaio 2025, n. 18 (il
Regolamento attuativo), entrato in vigore con la pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale il 29 febbraio 2024, che definisce i dettagli
operativi delle polizze e le modalità di applicazione
dell’obbligo.
Ma c’è un problema: i termini previsti per l’adeguamento sono
obiettivamente troppo stretti, molte imprese rischiano di trovarsi
scoperte e a nulla sono valse le richieste di proroga. La norma
prevede, infatti, che le imprese debbano stipulare la polizza
catastrofale entro il 31 marzo 2025, una tempistica che diverse
associazioni di categoria hanno già definito irrealistica.
Come anticipato, il regolamento attuativo del MEF ha già
definito:
- le modalità di individuazione degli eventi calamitosi e
catastrofali; - le modalità di determinazione e adeguamento periodico
dei premi, anche tenuto conto del principio di
mutualità; - i limiti alla capacità di assunzione del
rischio da parte delle imprese assicuratrici; - l’aggiornamento dei valori;
- le modalità di coordinamento in relazione agli atti di
regolazione e vigilanza prudenziale di competenza
dell’IVASS.
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