Due imprenditori sono finiti al centro di un’inchiesta per corruzione legata alla compravendita dell’ex ospedale civico S.S. Prospero e Caterina di Camogli. Secondo le accuse, avrebbero tentato di favorire l’operazione attraverso il pagamento di somme di denaro di circa 20-25 mila euro a un pubblico ufficiale per ottenere agevolazioni burocratiche e amministrative.
L’indagine ha portato alla luce un presunto piano orchestrato per facilitare l’acquisto dell’immobile, di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare s.r.l., società controllata al 100% da Cassa Depositi e Prestiti e quindi di diritto pubblico. In particolare, l’imprenditore interessato all’acquisto, avrebbe agito in concorso con l’altro imprenditore, che avrebbe avuto il ruolo di intermediario nella gestione delle pratiche tecniche e burocratiche.
Le accuse: corruzione e pressioni su enti pubblici
Gli inquirenti contestano ai due imprenditori, che sono stati rinviati a giudizio di aver cercato di ottenere l’annullamento di una sanzione amministrativa che gravava sull’immobile e di aver fatto pressioni per ottenere l’attestazione di regolarità urbanistica ed edilizia. Questo passaggio era cruciale per cambiare la destinazione d’uso dell’ex ospedale, trasformandolo da struttura turistico-ricettiva e sanitaria in residenziale. L’operazione si sarebbe basata sulle disposizioni della Legge Regionale n. 30/2019, che consente tale mutamento per immobili inutilizzati da almeno cinque anni, purché “legittimamente realizzati o regolarmente legittimati”.
Secondo le indagini, le manovre per agevolare la compravendita si sarebbero svolte tra aprile 2021 e maggio 2022 tra Genova e Montecatini.
Il ruolo di un dirigente di Cassa Depositi e Prestiti
Elemento chiave dell’inchiesta è il coinvolgimento di un pubblico ufficiale dipendente di Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare s.r.l. Quest’ultimo, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto offerte di denaro per favorire l’operazione, in cambio della sua influenza nelle pratiche di vendita. L’inchiesta sta cercando di chiarire l’entità delle somme promesse e se effettivamente siano state versate.
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