Una persona già fermata e due per le quali si sta valutando l’arresto.
Le indagini di Carabinieri e Guardia di Finanza hanno portato alla luce un’associazione a delinquere composta da cinque trentini e attuata con due società no-profit con sede a Trento.
Un prima associazione riusciva ad ottenere fondi pubblici indebiti dalla Provincia di Trento. Risultavano farne parte oltre 200 imprese. Molte a loro insaputa e altre fatte creare da giovani che venivano contattati dall’organizzazione. Proprio la denuncia di alcuni di loro ha fatto partire l’inchiesta. Prima prestavano la loro attività per aprire una partita Iva e un’attività imprenditoriale. E poi si rendevano conto di essere alle prese con una truffa. Questa prima associazione, attraverso fatture e rendiconti fittizi, è riuscita a ottenere contributi pubblici per 340mila euro, ora sequestrati.
C’era poi una seconda associazione, convenzionata a vari tribunali italiani, che supportava illecitamente imputati in alcuni procedimenti per i quali certificava ore di lavori di pubblica utilità e messa alla prova mai effettuati. Così in alcuni casi si arrivava alla sospensione dei procedimenti o all’estinzione della pena. Complessivamente l’indagine coinvolge al momento 60 persone e 15 imprese, delle quali si sta vagliando la posizione.
Nell’inchiesta sono coinvolte 66 persone e 15 imprese operanti nelle province di Trento, Vicenza, Padova, Latina, Siracusa, Modena, Vercelli e Lecco.
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