Confapi e Unindustria, la santa alleanza. Le imprese firmano il patto per l’economia del Lazio
Ufficialmente si chiama “Tavolo tecnico”, in realtà segna la data storica in cui i “giganti” di Unindustria e l’esercito delle piccole e medie imprese aderenti a Confapi studieranno insieme eventuali correttivi e modifiche al “Piano industriale del Lazio” che sembrava solo appannaggio dei confindustriali regionali.
Regione Lazio ha messo in campo fondi per 1 mld
Per la regione di Roma, dove lavoro e Pil sembrano legati esclusivamente al settore del Turismo, Regione Lazio ha deciso di mettere insieme imprenditori e imprese, pressata dai “piccoli” che spingono per dire la loro sulla massa di denaro a sostegno all’economia. Si tratta di 550 milioni di euro di risorse europee del PR FESR per sostenere il piano industriale, 274 milioni destinati alle sovvenzioni per le imprese e 149 per l’accesso al credito, oltre al finanziamento di credito agevolato della Banca europea degli investimenti di circa 120 milioni di euro.
I punti del Patto
Su come usare i fondi, Confapi ha le idee chiare: facilitare l’accesso al credito, Qualifica delle Competenze necessarie, sostegno all’innovazione, promozione dell’internazionalizzazione e valorizzazione del sistema logistico regionale. Cinque punti che diventano “il patto per il Lazio”.
Gli attori che hanno deciso la Fase2
E da Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio; Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore a Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria, Internazionalizzazione della Regione Lazio; Massimo Tabacchiera, presidente Confapi Lazio; Lorenzo Tagliavanti, presidente Camera di Commercio di Roma; Francesco Marcolini, presidente Lazio Innova è arrivato il via libera alla fase 2, quella in cui i soggetti decideranno insieme.
Accordo fatto per il rinnovo dei vertici di Camera di Commercio
Prima del tavolo, sembra che sia arrivato anche l’accordo per le prossime elezioni della Camera di Commercio di Roma, governata negli ultimi 5 anni da Lorenzo Tagliavanti, ormai in scadenza. Cambiati gli equilibri politici, l’effetto si vedrà presto anche nel Commercio.
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