“La proroga è un segnale concreto di attenzione verso le PMI. Ora un confronto stabile per tutelare le imprese”


4′ di lettura
05/04/2025
– La pubblicazione del Decreto-Legge n. 39 del 31 marzo 2025, che proroga l’obbligo per le imprese di stipulare una polizza assicurativa contro eventi catastrofali, rappresenta un risultato importante per le piccole e medie imprese italiane. Confapi – la Confederazione italiana della piccola e media industria privata – esprime soddisfazione per un provvedimento che accoglie le richieste presentate nei mesi scorsi e che si muove nel solco del buon senso, della proporzionalità e della sostenibilità per le imprese.

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“La proroga è un gesto concreto di attenzione verso le PMI – dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa –. Riteniamo positiva la decisione del Governo, che tiene conto della diversità del tessuto produttivo italiano e della necessità di tempi adeguati per l’applicazione della normativa. Le imprese avranno ora più tempo per comprendere, pianificare e adeguarsi agli obblighi previsti, evitando inutili rigidità e difficoltà operative.”

Entrata in vigore scaglionata per dimensione aziendale

Il decreto prevede una gradualità nell’applicazione dell’obbligo, sulla base della classificazione dimensionale delle imprese:

Grandi imprese (che superano almeno due dei seguenti tre criteri: totale dello stato patrimoniale > 25 milioni di euro, ricavi netti > 50 milioni di euro, oltre 250 dipendenti): l’obbligo di stipula decorre dal 31 marzo 2025, ma le sanzioni per mancato adempimento sono sospese per 90 giorni.

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Medie imprese (con parametri compresi tra 5 e 25 milioni di euro di patrimonio, 10-50 milioni di ricavi e 50-249 dipendenti): l’obbligo e le sanzioni decorrono dal 1° ottobre 2025.

Micro e piccole imprese (patrimonio fino a 5 milioni di euro, ricavi fino a 10 milioni e massimo 49 dipendenti): obbligo e sanzioni in vigore dal 1° gennaio 2026.

Un Tavolo di Monitoraggio per un confronto costante

Durante la recente riunione convocata presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del Capo di Gabinetto del Ministro, dott. Federico Eichberg, Confapi ha ribadito la necessità di accompagnare la nuova normativa con strumenti di confronto permanenti.

“Siamo particolarmente soddisfatti – prosegue Camisa – perché è stata accolta una nostra proposta storica: l’istituzione di un Tavolo di Monitoraggio, operativo fin da subito, che non solo seguirà l’implementazione della normativa, ma sarà anche la sede per condividere proposte di modifica e chiarimenti interpretativi.”

Il Tavolo avrà il compito di:

• garantire un’applicazione coerente e sostenibile della norma;

• condividere una circolare interpretativa che fornisca indicazioni chiare e univoche;

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• raccogliere e risolvere le criticità che emergeranno nella fase di avvio;

• proporre, se necessario, interventi legislativi correttivi durante la fase di conversione del decreto.

Altri aspetti chiave emersi

Nel corso della riunione sono stati affrontati anche altri punti rilevanti, tra cui:

• la totale deducibilità fiscale del premio assicurativo, considerato a tutti gli effetti come costo di produzione;

• la possibilità di liquidazione anticipata fino al 30% dell’indennizzo in caso di evento catastrofale, come previsto dall’art. 23 della Legge Quadro sulla ricostruzione post-calamità;

• l’attribuzione dell’obbligo assicurativo all’utilizzatore del bene, indipendentemente dalla proprietà o dalla natura giuridica del proprietario;

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• la conferma che la definizione di PMI debba applicarsi a ciascuna impresa singolarmente, e non a livello di gruppo.

Focus sulle criticità ancora aperte

Resta invece irrisolta la questione della definizione di “abuso edilizio”, che continua a generare incertezza interpretativa. Confapi ha ribadito l’importanza di un chiarimento normativo su questo punto, che sarà oggetto di ulteriore confronto sia al Tavolo tecnico sia nelle sedi legislative competenti.

Infine, la Confederazione ha proposto una riduzione dell’aliquota fiscale sulle polizze catastrofali (attualmente al 22,25%). Tale intervento, oltre a ridurre l’impatto economico diretto sulle imprese, potrebbe consentire la creazione di un fondo pubblico per il cofinanziamento delle misure di prevenzione adottate volontariamente dalle imprese stesse.

“L’obiettivo – conclude Camisa – è costruire una norma che tuteli le imprese senza gravarle eccessivamente, valorizzando il ruolo della prevenzione e della responsabilità sociale nel sistema produttivo italiano. Il confronto non finisce qui: continueremo a rappresentare la voce delle PMI in tutte le sedi opportune.”

Per ulteriori informazioni:

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