“Prolungare il Pnrr oltre il 2026? Non è che lo escludo io, lo esclude l’Europa. Per modificare il Pnrr bisogna modificare tre regolamenti europei di cui uno all’unanimità dei 27 Paesi”. Così si è espresso il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, rispondendo a chi chiedeva se fosse possibile prolungare il Pnrr oltre la scadenza fissata dall’Europa del 2026. Rispetto all’attuazione del Piano, il ministro ha sottolineato che “l’Italia è l’unico Paese d’Europa che, aderendo al Pnrr, ha raggiunto il numero di rate più alte 7, l’importo assegnato più elevato, 120 miliardi e, quando arriverà la settima rata saremo a 142 miliardi incassati e abbiamo i livelli di spesa più alti in rapporto sia ai fondi incassati che a quelli eventualmente assegnati dei 194,4 miliardi”. Rispetto allo stato di attuazione del Pnrr in Italia, il ministro ha evidenziato che “i dati ad oggi ci dicono che abbiamo fatto un buon lavoro. E’ evidente che sulla spesa bisogna accelerare ma questo non è un problema solo del governo: le amministrazioni centrali devono recuperare i loro ritardi, ma lo devono fare anche altre amministrazioni. Ho fatto un incontro con il presidente dell’Unione province italiane – ha proseguito – e ne farò uno a breve con il sindaco di Napoli, anche nella sua veste di presidente nazionale Anci, per cercare di vedere quali sono le difficoltà e come intervenire per rimuoverle”. Rispetto ai risultati delle Regioni, Foti ha detto: “Avevano due punti dolenti: uno relativo alle strutture sanitarie e uno ai piani riguardanti il lavoro. Abbiamo fatto due cabine di regia e i presidenti o gli assessori regionali ci dicono che tutti e due gli obiettivi saranno raggiunti”.
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