Il Bando Metalmeccanica 2026 della Regione del Veneto paga fino all’80% della spesa per sostituire o mettere in sicurezza le macchine più vecchie di un’impresa metalmeccanica, fino a 20.000 euro IVA compresa. Lo gestisce Azienda Zero, un ente del servizio sanitario regionale, con le somme che le imprese pagano dopo le prescrizioni degli SPISAL (i servizi di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro delle ULSS). Il termine iniziale delle 23:59 del 22 ottobre 2026 è stato spostato dalla deliberazione di Azienda Zero n. 663 del 21/10/2026: le domande si inviano fino alle 23:59 di domenica 22 novembre 2026, solo sulla piattaforma indicata dal bando. Il motivo scritto nella delibera è «l’esiguo numero di istanze pervenute».
Due numeri contano più del titolo. Il tetto si tocca con 25.000 euro di spesa: oltre, la percentuale reale scende. E l’80% massimo è lordo: dopo IRES e IRAP una società di capitali ne trattiene circa il 58% (calcolo nostro, più sotto). Il terzo numero è quello che decide chi entra: in alcune ULSS, per le imprese oltre i 25 addetti, i contributi pieni disponibili sono due.
In sintesi, il Bando Metalmeccanica 2026 in 30 secondi
- Cosa è: un contributo a fondo perduto della Regione del Veneto per sostituire macchine non marcate CE o mettere in sicurezza quelle costruite secondo la vecchia direttiva macchine.
- Per chi: imprese con un codice ATECO dell’elenco del bando, anche come attività secondaria, e almeno un’unità locale in Veneto (non serve la sede legale).
- Quanto: fino all’80% della spesa rendicontata, al massimo 20.000 euro IVA compresa; consulenze coperte fino al 20% del contributo.
- Quando: domande entro le 23:59 del 22/11/2026 (delib. 663/2026); interventi già fatti nei 36 mesi prima della scadenza o da fare entro 12 mesi dalle graduatorie.
- Come: una sola domanda per impresa, sulla piattaforma Net4market del bando, valutata a punteggio in 18 graduatorie per ULSS e dimensione.
Hai dubbi? Contattaci ora.Ti richiamiamo noi.
fino all’80%della spesa, circa il 58% dopo le imposte
20.000 eurocontributo massimo, IVA compresa
22/11/2026ultimo giorno, fino alle 23:59
| Voce | Cosa prevede | Dove sta scritto |
|---|---|---|
| Atto | Deliberazione del Direttore generale di Azienda Zero n. 322 del 22/05/2026, Allegato 1 (bando) e Allegati da 2 a 6; bando pubblicato il 22/09/2026 | Delib. 322/2026 |
| Scadenza | 23:59 del 22/11/2026 (era il 22/10/2026) | Delib. 663/2026, punto 2 |
| Dotazione | 4.000.000 euro IVA compresa, divisi in 9 Linee (una per ULSS) e in due fasce: 70% fino a 25 addetti, 30% oltre | Bando art. 2, Tabella 1 |
| Contributo | Fino all’80% del rendicontato, massimo 20.000 euro IVA compresa, erogato in un’unica soluzione dopo la rendicontazione | Bando artt. 3 e 11 |
| Regime di aiuto | De minimis, Reg. (UE) 2023/2831, con verifica nel Registro nazionale aiuti | Bando art. 3 |
| Selezione | Graduatoria a punteggio (massimo 200 punti), non sportello | Bando artt. 9 e 10 |
| Rendicontazione | Entro 15 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie | Bando art. 11 |
La base giuridica è una catena corta. L’art. 13, comma 6, del D.Lgs. 81/2008 destina a un capitolo del bilancio regionale le somme che le imprese pagano in via amministrativa dopo una prescrizione degli organi di vigilanza; l’art. 8 della L.R. Veneto 23/2007, come modificato dalla L.R. 1/2020, ne affida la gestione ad Azienda Zero, e le delibere di Giunta 911/2024 e 204/2025 (che approva il Piano strategico 2025-2027 per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro) ne destinano una parte ai bandi regionali. Per il 2026 la Regione ha scelto il settore metalmeccanico, per diffusione sul territorio e incidenza degli infortuni. Ne esce un bando regionale sulla sicurezza delle macchine che non è un bando INAIL, né per ente né per regole né per piattaforma: dell’INAIL usa solo il numero delle posizioni assicurative, per dividere i fondi fra le ULSS.
La confusione costa cara su un punto preciso: le stesse fatture non possono finire in due bandi. Chi sta preparando anche il Bando ISI INAIL, con i suoi assi e la soglia di punteggio, deve decidere a monte quale macchina va su quale misura.
Chi può partecipare: ATECO, unità locale e la macchina giusta
I requisiti dell’art. 4 vanno posseduti due volte, alla domanda e alla rendicontazione, a pena di esclusione. La selezione vera la fanno la sede, il codice ATECO e la macchina.
Dove: basta un’unità locale in Veneto
Serve la sede legale, la sede operativa o almeno un’unità locale in Veneto (art. 4, lettera a). Un’impresa lombarda con un capannone a Verona rientra; il sottotitolo della notizia della Regione, che parla di «imprese venete», semplifica troppo (il testo richiama l’unità locale). La domanda va sulla Linea della ULSS in cui si trova l’unità locale con la macchina: se le macchine sono in due ULSS diverse, se ne sceglie una sola (art. 3).
Cosa fai: l’elenco ATECO è selettivo
Il codice ATECO 2025 deve essere fra quelli dell’Allegato 2, come attività prevalente o anche solo secondaria: 24.31, 24.32, 24.33 e 24.34; 25.1, 25.2, 25.4, 25.53, 25.6, 25.9 con i sottocodici da 25.91 a 25.94 (il 25.99 non è elencato); 28.1, 28.2 con i soli sottocodici 28.21 e 28.22, 28.3, 28.4 e 28.9; le divisioni 29 e 30. Restano fuori, fra gli altri, il 25.3 (armi e munizioni), il 25.51 e il 25.52, le divisioni 26, 27 e 33. Chi ha il 25.99 o un codice da 28.23 a 28.29 chieda conferma per PEC prima di presentare. Chi ripara, manutiene e installa macchine (divisione 33) resta fuori anche se lavora tutto il giorno su macchine metalmeccaniche: la visura va controllata prima di qualsiasi altra cosa.
Attenzione al codice aggiunto per l’occasione. Il codice va posseduto anche alla rendicontazione, e il 5% delle imprese riceve un controllo nei locali prima del pagamento (art. 12). Aggiungere in visura un’attività secondaria che non si esercita espone all’esclusione proprio quando la macchina è già pagata. Se l’attività aggiunta viene davvero esercitata può cambiare anche la posizione INAIL dell’impresa: va valutata con chi segue le paghe, non solo con chi prepara la domanda.
Che macchina: non CE oppure conforme alla vecchia direttiva
L’art. 5 ammette due tipi di intervento. Il primo è la sostituzione, con rottamazione, di una macchina non CE con una nuova di natura simile, cioè analoga per denominazione, funzioni e caratteristiche tecniche. Il secondo è il miglioramento o la sostituzione di una macchina costruita secondo la direttiva 89/392/CEE (recepita con il DPR 459/1996) e immessa sul mercato prima del 29/12/2009 a livello europeo o del 06/03/2010 in Italia.
Sono esclusi i semoventi con operatore a bordo, i veicoli a motore, gli impianti non a bordo macchina, le macchine nuove senza una sostituzione collegata, le macchine conformi alla direttiva 2006/42/CE, l’acquisto di soli accessori e le macchine di cui l’impresa non può documentare possesso o proprietà.
Qui c’è una trappola di lettura. La tabella dei punteggi assegna punti alle macchine marcate CE fino al 31/12/2010, ma l’art. 5 esclude quelle conformi alla 2006/42/CE: una macchina marcata nel 2010 entra solo se è stata costruita e immessa sul mercato secondo la vecchia direttiva, entro le due date. Lo dice la dichiarazione di conformità della macchina, non l’anno sulla targhetta.
Addetti, non ULA: come si sceglie la fascia
Fascia e punteggio dipendono dagli addetti risultanti in visura camerale: titolari e soci che lavorano, dipendenti a tempo pieno e parziale, contratti di formazione lavoro, anche se temporaneamente assenti (nota alla Tabella 1). Non è il conteggio in unità lavorative annue che si usa per la qualifica di PMI: un’impresa con 24 dipendenti e due soci operativi risulta con 26 addetti e passa in Fascia 2, con un’altra dotazione e un altro punteggio dimensionale.
Quanto si ottiene: fino all’80% con il tetto a 25.000 euro di spesa
Il contributo arriva fino all’80% del rendicontato, con due tetti: 20.000 euro IVA compresa (artt. 3 e 11) e la spesa preventivata indicata in domanda, che il contributo non può superare. Il tetto dei 20.000 euro si raggiunge con 25.000 euro di spesa (20.000 diviso 0,80). Non ci sono maggiorazioni per tipo di impresa o territorio: percentuale e tetto sono uguali per tutti.
Quello che resta davvero all’impresa si vede solo togliendo le imposte che il contributo fa pagare negli anni (il meccanismo sta nella sezione fiscale). Ipotesi nostre: società di capitali con utili, IRES al 24%, IRAP all’aliquota base statale del 3,9% (il Veneto applica maggiorazioni e agevolazioni per settore: va verificata quella dell’impresa), spesa senza IVA nel calcolo dell’80%, imposte non attualizzate.
| Spesa rendicontata | Contributo | Imposte sul contributo negli anni (27,9%) | Contributo netto | Netto sulla spesa |
|---|---|---|---|---|
| 10.000 euro | 8.000 euro | 2.232 euro | 5.768 euro | 57,7% |
| 15.000 euro | 12.000 euro | 3.348 euro | 8.652 euro | 57,7% |
| 25.000 euro | 20.000 euro | 5.580 euro | 14.420 euro | 57,7% |
| 40.000 euro | 20.000 euro | 5.580 euro | 14.420 euro | 36,1% |
Calcolo nostro. Chi investe 40.000 euro non prende 32.000 euro: prende 20.000, e in termini netti copre poco più di un terzo della spesa. Il bando conviene su un intervento mirato, una o due macchine fino a 25.000 euro. Per rinnovare tutto il parco macchine è lo strumento sbagliato.
Le consulenze: il 20% si calcola sul contributo, non sulla spesa
L’art. 11 consente al contributo di coprire consulenza tecnica, assistenza e installazione «per un massimo del 20% dell’importo del contributo stesso». Con un contributo pieno di 20.000 euro la parte destinata a queste voci non supera 4.000 euro. Un esempio con 25.000 euro di spesa, di cui 19.000 di macchina e 6.000 di progettazione e installazione: la parte macchina vale 15.200 euro (80% di 19.000), mentre la parte consulenze, che all’80% varrebbe 4.800 euro, si ferma a 3.800, cioè il 20% del contributo totale di 19.000 euro. Il contributo scende di mille euro rispetto al tetto (calcolo nostro, nella lettura più prudente della norma). La regola pratica: le consulenze sono coperte fino all’80%, come il resto, finché non superano un quinto della spesa complessiva.
Come si tassa e come si contabilizza il contributo
Il bando parla di contributo «in conto capitale» (art. 3), ma in bilancio il nome non decide. I contributi commisurati al costo di immobilizzazioni materiali sono contributi in conto impianti (OIC 16, paragrafo 86), e questo lo è: copre fino all’80% della spesa per acquistare o mettere in sicurezza macchinari.
Quando si iscrive. Quando c’è ragionevole certezza che le condizioni sono rispettate e che il contributo sarà erogato (OIC 16, paragrafo 87). Qui il contributo «è concesso solo» se l’impresa in graduatoria ha realizzato e rendicontato l’intervento (art. 3): secondo noi non prima della graduatoria definitiva e della rendicontazione.
IRES. Non è una sopravvenienza da tassare tutta nell’anno dell’incasso: l’art. 88, comma 3, lettera b, del TUIR esclude da quel trattamento i contributi «per l’acquisto di beni ammortizzabili». Si tassa come lo rileva il bilancio, cioè un po’ ogni anno lungo la vita utile della macchina, attraverso ammortamenti più bassi o quote di ricavo rinviate. È la ragione della colonna «imposte negli anni» della tabella sopra: su 25.000 euro di spesa, senza contributo l’impresa dedurrebbe l’intero costo; con il contributo deduce solo i 5.000 euro non coperti. La differenza di imposta, 5.580 euro, si distribuisce sugli anni di ammortamento.
IRAP. Pesa con entrambi i metodi contabili, perché la base è la differenza fra valore e costi della produzione (art. 5, comma 1, D.Lgs. 446/1997).
Ritenuta del 4%: non si applica. L’art. 28, comma 2, del DPR 600/1973 esclude dalla ritenuta d’acconto i contributi «per l’acquisto di beni strumentali». Dal 01/01/2027 la stessa regola, con testo identico, sta nell’art. 43, comma 2, del testo unico allegato al D.Lgs. 33/2025: conta perché il pagamento arriverà quasi certamente nel 2027. La quota che copre consulenze e installazione segue la stessa sorte se quelle spese entrano nel costo della macchina come oneri accessori; per una consulenza che non si capitalizza la lettura è incerta, e la decide l’ente al momento del pagamento.
Due metodi, stesso utile. Con il metodo diretto il contributo riduce il costo della macchina; con quello indiretto la macchina resta al costo pieno e il contributo va fra gli altri ricavi (voce A5), con risconti passivi per la parte degli anni futuri (OIC 16, paragrafo 88). L’utile non cambia, il valore della produzione sì: chi deve rispettare indici bancari o soglie di altri bandi calcolate sul valore della produzione ottiene numeri diversi. Esempio con 25.000 euro di spesa, contributo di 20.000 e ammortamento in 10 anni (aliquota ipotetica: il coefficiente fiscale vero dipende dal tipo di macchina).
| Primo anno di ammortamento | Metodo diretto | Metodo indiretto |
|---|---|---|
| Macchina iscritta in bilancio | 5.000 euro | 25.000 euro |
| Ammortamento (B10) | 500 euro | 2.500 euro |
| Quota di contributo fra i ricavi (A5) | 0 | 2.000 euro |
| Risconto passivo a fine anno | 0 | 18.000 euro |
| Effetto sull’utile prima delle imposte | meno 500 euro | meno 500 euro |
| Valore della produzione | invariato | più 2.000 euro |
L’IVA dentro il massimale: il punto che il bando non chiarisce
Dotazione, massimale e contributo sono tutti «IVA compresa» (artt. 2, 3 e 11). Per un’impresa metalmeccanica l’IVA sugli acquisti è detraibile (art. 19 DPR 633/1972) e non è un costo. Il bando non dice se l’IVA che l’impresa recupera entra nella spesa su cui si calcola l’80%, e le due letture cambiano molto il conto (calcolo nostro, spesa di 25.000 euro, IVA al 22%).
| Voce | Se l’IVA detraibile è ammessa | Se l’IVA detraibile non è ammessa |
|---|---|---|
| Fattura | 20.491,80 più IVA 4.508,20 = 25.000 euro | 25.000 più IVA 5.500 = 30.500 euro |
| Contributo | 20.000 euro | 20.000 euro |
| Costo della macchina in bilancio | 20.491,80 euro | 25.000 euro |
| Costo che resta all’impresa | 491,80 euro | 5.000 euro |
Finché Azienda Zero non risponde, il preventivo va costruito sulla seconda colonna. Il contributo in sé è fuori dal campo IVA (art. 2, comma 3, lettera a, DPR 633/1972).
Un ultimo dettaglio di calendario, utile al revisore: per gli interventi già fatti la macchina è in ammortamento da mesi o anni quando il contributo diventa certo. L’OIC 16 non dice se la parte riferita agli ammortamenti già fatti va tutta nell’anno della certezza o sulla vita residua; la scelta sposta imposte fra esercizi.
Quante domande ci stanno nella tua ULSS
Il bando non fa una graduatoria regionale: ne fa 18, una per ciascuna delle 9 ULSS e per ciascuna fascia. Le quote sono fissate in proporzione alle posizioni assicurative INAIL di ogni territorio (dato 2024) e il 70% di ogni Linea va alle imprese fino a 25 addetti (art. 2). La colonna dei contributi pieni è un calcolo nostro: quante imprese entrano se tutte chiedono 20.000 euro. Nella Tabella 1 del bando le ULSS 2 e 4 compaiono solo come «Marca» e «Veneto»: qui usiamo i nomi completi delle due aziende.
| Linea | Fascia 1 (fino a 25 addetti) | Contributi pieni | Fascia 2 (oltre 25 addetti) | Contributi pieni |
|---|---|---|---|---|
| ULSS 1 Dolomiti | 106.708,56 euro | 5 | 45.732,24 euro | 2 |
| ULSS 2 Marca Trevigiana | 502.172,08 euro | 25 | 215.216,61 euro | 10 |
| ULSS 3 Serenissima | 323.286,80 euro | 16 | 138.551,49 euro | 6 |
| ULSS 4 Veneto Orientale | 139.100,95 euro | 6 | 59.614,69 euro | 2 |
| ULSS 5 Polesana | 118.511,65 euro | 5 | 50.790,71 euro | 2 |
| ULSS 6 Euganea | 555.850,89 euro | 27 | 238.221,81 euro | 11 |
| ULSS 7 Pedemontana | 218.813,85 euro | 10 | 93.777,37 euro | 4 |
| ULSS 8 Berica | 290.173,25 euro | 14 | 124.359,96 euro | 6 |
| ULSS 9 Scaligera | 545.381,96 euro | 27 | 233.735,12 euro | 11 |
Con tutti i contributi al massimo entrerebbero 189 imprese in Veneto, 135 piccole e 54 più grandi. In Fascia 2 nelle ULSS 1, 4 e 5 i posti pieni sono due. Il numero cresce se le domande chiedono meno: un’impresa che chiede 8.000 euro occupa meno della metà di un posto.
Le risorse non usate dopo la rendicontazione tornano prima alla Fascia 1 della stessa Linea, poi a livello regionale alla Fascia 1 delle ULSS 1, 4 e 5, in quest’ordine (art. 11). Il bando non destina residui alla Fascia 2: per le imprese oltre i 25 addetti conta, in pratica, solo la quota della propria fascia nella Linea.
Come si costruisce il punteggio
Una commissione tecnica assegna fino a 200 punti in sei sezioni (art. 9 e Tabella 2). Le due che pesano di più, 130 punti su 200, guardano la macchina e non l’impresa.
| Sezione | Cosa premia | Punti |
|---|---|---|
| 1. Dimensione | Meno addetti, più punti: in Fascia 1 da 25 (1 a 5 addetti) a 5 (21 a 25); in Fascia 2 da 25 (26 a 50) a 5 (oltre 200) | fino a 25 |
| 2. Condivisione | Verbale con parti sociali, ente bilaterale o organismo paritetico (5); relazione firmata dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, RLS o RLST (15); si sommano | fino a 20 |
| 3. Età della macchina | Non CE 65; CE fino al 2000 60; dal 2001 al 2005 50; dal 2006 al 2010 40 (conta la più vecchia) | fino a 65 |
| 4. Tipo di intervento | Rottamazione di una non CE 65; sulle CE si sommano i requisiti di sicurezza migliorati (protezioni degli elementi mobili 50, comandi 45, caduta e proiezione di oggetti 40 e altri) fino a 60 | fino a 65 |
| 5. Conformità | Dichiarazione di un tecnico abilitato su almeno una macchina | 10 |
| 6. Piano mirato di prevenzione metalmeccanica 2023 | Coinvolta e ha risposto 15; non coinvolta 10; coinvolta e non ha risposto 0 | fino a 15 |
Due profili, calcolo nostro sulla Tabella 2. Un’officina con 4 addetti che rottama un tornio non CE, con la relazione firmata dall’RLS, senza dichiarazione del tecnico e non coinvolta nel piano mirato: 25 più 15 più 65 più 65 più 10, cioè 180 punti. Un’impresa con 40 addetti che migliora protezioni e comandi di una pressa marcata CE nel 2004, con la dichiarazione del tecnico e una risposta al piano mirato: 25 più 0 più 50 più 60 più 10 più 15, cioè 160 punti. Le due non si incontrano mai, perché stanno in fasce diverse. Dentro la stessa fascia, la firma dell’RLS sulla relazione (15 punti) vale più del salto fra una macchina marcata nel 2006 e una del 2001 (10 punti), e costa solo il coinvolgimento del rappresentante prima di scrivere il progetto.
A parità di punti passa chi ha meno addetti, poi chi ha più punti nelle sezioni 4, 3, 2 e 6, infine chi ha caricato prima la scheda di iscrizione. L’ordine di invio conta quindi solo come ultimo spareggio: non è un bando a sportello.
Spese ammesse e finestra temporale dopo la proroga
Sono ammessi l’acquisto dei beni e l’attività di consulenti, progettisti o aziende esterne per realizzare l’intervento (art. 7). L’intervento può essere già fatto, se realizzato nei 36 mesi prima della scadenza delle domande (fa fede la data della fattura), oppure da fare entro 12 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie (art. 6). Il bando è in de minimis e non chiede che la domanda preceda i lavori.
Tre date che la proroga non ha chiarito. I 36 mesi, la visura «aggiornata agli ultimi 6 mesi» e il possesso della macchina «da almeno 3 anni» si contano tutti dalla scadenza. La delibera 663 sposta il termine al 22/11/2026 ma non dice se questi riferimenti lo seguono, e non è determinabile da quello che Azienda Zero ha pubblicato al 30 ottobre 2026. In pratica: le fatture emesse fra il 22/10/2023 e il 21/11/2023 stanno nella zona grigia (dentro con il vecchio termine, fuori con il nuovo); una visura estratta dopo il 22/05/2026 soddisfa entrambe le letture; una macchina posseduta solo dall’autunno 2023 va verificata giorno per giorno. Nei casi dubbi conviene chiedere per PEC, come spiegato sotto.
Come presentare la domanda sulla piattaforma
Si presenta una sola domanda per impresa, su una sola Linea e una sola fascia, a pena di esclusione (art. 3). Il canale è solo la piattaforma Net4market indicata all’art. 8 del bando (indirizzo app.albofornitori.it, sezione albo_bandiSPISAL).
- Registrazione dell’impresa sulla piattaforma e compilazione delle sezioni previste dall’Allegato 3.
- Allegati obbligatori: documento d’identità; visura camerale aggiornata negli ultimi 6 mesi; prova di proprietà o possesso della macchina (certificato di proprietà, oppure dichiarazione sostitutiva di proprietà per le non CE, oppure dichiarazione di possesso da almeno 3 anni sul modello dell’Allegato 4); organigramma della sicurezza (Allegato 5); relazione tecnica di progetto (Allegato 6); prova del bollo da 16 euro (F24 con codice tributo 1552, bollo virtuale, @e.bollo oppure marca con il numero di serie dichiarato).
- Allegati facoltativi: verbale di condivisione con le parti sociali e dichiarazione di conformità del tecnico abilitato, che portano punti (sezioni 2 e 5); copia della denuncia INAIL della macchina, se dovuta, che punti non ne porta.
- Scheda di iscrizione generata dalla piattaforma, firmata dal titolare, dal legale rappresentante o da un procuratore (con la procura, salvo poteri già in visura) e ricaricata, a pena di inammissibilità.
Se manca un documento, l’ente concede 3 giorni lavorativi per integrarlo. La relazione tecnica di progetto non si sana (art. 8). Il modello dell’Allegato 6 va compilato per ogni macchina: dati e marcatura, foto d’insieme e della targhetta, attività svolte, miglioramenti di sicurezza con un’analisi del rischio prima e dopo l’intervento su matrice probabilità e magnitudo, preventivo diviso fra acquisti e consulenze. Da lì la commissione ricava le sezioni 3 e 4 del punteggio, ed è lì che si vede se le consulenze superano il 20% del contributo. Va scritta da chi conosce la macchina e la norma, non compilata all’ultimo.
Consiglio operativo. Le domande di chiarimento si mandano a [email protected] entro 10 giorni lavorativi prima della chiusura (art. 13), e le risposte escono in forma anonima nelle FAQ della piattaforma. La delibera 663 non ricalcola questo termine: contando dal 22/11/2026 cade fra venerdì 6 e lunedì 9 novembre, secondo come si contano i giorni. Chi ha un dubbio su IVA, fatture del 2023 o codice ATECO scriva entro venerdì 6 novembre 2026. Per i problemi tecnici della piattaforma c’è il call center Net4market, 0372 080703, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30.
Il bando non fissa tempi per la valutazione né date per le graduatorie. Le graduatorie provvisorie escono con un provvedimento di Azienda Zero sulla sua pagina degli avvisi; i requisiti si verificano solo sulle imprese in posizione utile, e chi risulta escluso viene tolto e la graduatoria si riscrive (art. 10).
Dopo la graduatoria: rendicontazione, controlli, pagamento
Entro 15 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie l’impresa carica le fatture, il certificato di rottamazione rilasciato da un centro autorizzato (D.Lgs. 152/2006) e i documenti di vendita della vecchia macchina e di acquisto della nuova, con i dati identificativi (art. 11). Il testo introduce questi documenti con le parole «in alternativa», che non si conciliano con l’elenco: per una sostituzione di macchina non CE conviene averli tutti. Per chi deve ancora fare l’intervento, i 12 mesi per realizzarlo stanno dentro i 15 per rendicontarlo.
Il pagamento avviene in un’unica soluzione, dopo la rendicontazione, sul conto indicato in piattaforma e con la tracciabilità della legge 136/2010. Non è previsto anticipo: l’impresa paga tutta la macchina e incassa, nel caso più lungo, oltre un anno dopo le graduatorie. Prima del pagamento la piattaforma sorteggia il 5% delle imprese per un controllo con accesso nei locali (art. 12); l’autorizzazione all’accesso è già data con la domanda.
Il bando non ha un articolo sulle revoche e non prevede un obbligo di mantenere la macchina per un certo periodo dopo il pagamento. Che il bando non disciplini il vincolo non vuol dire che il vincolo manchi: prima di vendere la macchina finanziata conviene avere una risposta scritta dell’ente.
Cumulo, de minimis e Registro nazionale aiuti
Il contributo è un aiuto de minimis: il tetto di aiuti pubblici di piccolo importo che un’impresa unica può ricevere, pari a 300.000 euro nell’arco di tre anni su base mobile (Reg. UE 2023/2831, art. 3, paragrafo 2). Il bando cita anche il vecchio Reg. 1407/2013, ma solo per gli aiuti ricevuti in passato da sommare. Per l’impresa unica contano anche le società collegate: due metalmeccaniche controllate dallo stesso socio hanno un solo plafond. Prima della domanda conviene fare il controllo della visura aiuti e della visura Deggendorf sul Registro nazionale, e capire come si calcola il plafond de minimis disponibile.
Una conseguenza che pochi considerano, deduzione nostra: l’aiuto si considera concesso quando nasce il diritto a riceverlo, e qui il contributo «è concesso solo» dopo realizzazione e rendicontazione. Il controllo del plafond cade quindi fino a 15 mesi dopo le graduatorie, e un altro de minimis ricevuto nel frattempo può ridurre o annullare questo.
Il cumulo è vietato con altri finanziamenti pubblici nazionali, regionali o europei sulle stesse spese (art. 3 e art. 4, lettera l). Su macchine e fatture diverse si può avere, per esempio, l’ISI INAIL su un’altra linea produttiva o la Nuova Sabatini in Veneto su un altro bene. Sulla stessa macchina no. Resta non determinabile il rapporto con l’iperammortamento: il bando vieta altri «finanziamenti pubblici» sulle stesse spese, ma non dice se una maggiorazione fiscale lo sia.
Se non rientri: le strade per finanziare la stessa macchina
Chi ha un ATECO fuori elenco, una macchina conforme alla 2006/42/CE o un investimento molto sopra i 25.000 euro ha altre strade. Il confronto fra ISI INAIL, Sabatini e iperammortamento per il macchinario aiuta a scegliere in base all’obiettivo; il quadro delle misure per i macchinari, Nuova Sabatini e bandi regionali dà i numeri a confronto. Per le imprese venete che guardano anche ai programmi FESR e agli strumenti finanziari regionali ci sono i canali dei fondi europei gestiti in Veneto, e le scadenze dei prossimi mesi sono nel calendario dei bandi a fondo perduto con le date del mese.
Gli errori che fanno perdere il contributo
- Usare la scadenza vecchia o quella della notizia. Il PDF del bando dice ancora «30 giorni»: il termine vigente è nella delibera 663, le 23:59 del 22/11/2026.
- Allegare una relazione tecnica debole. È l’unico documento che non si integra, e descrive macchina e intervento su cui si assegnano fino a 130 punti tra le sezioni 3 e 4.
- Scegliere la fascia sui dipendenti. Contano gli addetti della visura, soci operativi compresi.
- Presentare due domande, magari una per stabilimento: è causa di esclusione.
- Rendicontare una macchina conforme alla 2006/42/CE perché marcata entro il 2010: non è ammessa.
- Mettere la stessa fattura su ISI o Sabatini. Il cumulo con altri finanziamenti pubblici sulle stesse spese è vietato, ed è anche un requisito da dichiarare (art. 4, lettera l).
- Dimenticare la rottamazione. Per le non CE il certificato del centro autorizzato fa parte della rendicontazione.
- Rispondere al piano mirato a metà. Un’impresa coinvolta nel piano mirato di prevenzione 2023 che non ha risposto prende 0 punti nella sezione 6, meno di chi non è mai stata coinvolta (10).
La scadenza del Bando Metalmeccanica 2026 è stata prorogata?
Sì: con la deliberazione n. 663 del 21/10/2026 Azienda Zero ha spostato il termine dalle 23:59 del 22/10/2026 alle 23:59 del 22/11/2026, su richiesta della Regione.
Un’impresa con sede in Lombardia e un’unità locale a Padova può partecipare?
Sì, se ha un codice ATECO dell’Allegato 2 e la macchina si trova nell’unità locale veneta. Presenta la domanda sulla Linea della ULSS 6 Euganea.
Posso chiedere il contributo per una macchina già comprata?
Sì, se la fattura cade nei 36 mesi prima della scadenza. Dopo la proroga non è chiaro se la finestra parta dal 22/10/2023 o dal 22/11/2023: per le fatture di quel mese conviene chiedere chiarimento per PEC.
Il contributo è soggetto alla ritenuta del 4%?
No, per la parte che finanzia l’acquisto di beni strumentali (art. 28, comma 2, DPR 600/1973 e, dal 2027, art. 43, comma 2, del testo unico del D.Lgs. 33/2025). Resta incerta solo la quota per consulenze che non entrano nel costo della macchina.
Si può sommare all’ISI INAIL?
Non sulle stesse spese. Su una macchina diversa, con fatture diverse, il bando non lo vieta.
Ci sono anticipi sul contributo?
No. Il contributo si paga in un’unica soluzione dopo la rendicontazione, che si chiude entro 15 mesi dalle graduatorie, e dopo l’eventuale controllo a campione.
Una ditta con 25 addetti e una con 26 competono fra loro?
No. Fino a 25 addetti si sta in Fascia 1, con il 70% della dotazione della Linea; da 26 in Fascia 2, con il 30%, e il bando non le destina i residui delle altre fasce.
Come procedere entro il 22 novembre
Nell’ordine: controlla codice ATECO e addetti in visura; prendi la dichiarazione di conformità della macchina e verifica direttiva e data; chiedi il preventivo tenendo l’IVA fuori dal calcolo dell’80%; manda per PEC i dubbi entro il 6 novembre; fai scrivere la relazione tecnica e, se c’è, falla firmare dall’RLS. Poi registrazione, allegati e firma della scheda, senza aspettare la domenica sera del 22.
Vuoi sapere se la tua macchina entra e quanto vale il contributo dopo le imposte? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per guardare visura, macchina e preventivo con te.
Fonti verificate il 30 ottobre 2026: Bando Metalmeccanica 2026 con la deliberazione di Azienda Zero n. 322 del 22/05/2026 (PDF); deliberazione n. 663 del 21/10/2026, differimento del termine (PDF); pagina Altri avvisi di Azienda Zero; notizia della Regione del Veneto sulla proroga; Reg. (UE) 2023/2831; OIC 16; art. 88 TUIR; art. 28 DPR 600/1973.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link







