La Regione Calabria rimborsa in parte il carburante comprato da marzo a settembre 2026 alle imprese di trasporto merci su strada: per il gasolio si va da 0,133 euro al litro di giugno a 0,278 euro al litro di settembre, sulle quantità che finiscono nei mezzi delle sedi calabresi. È l’avviso «Caro Carburante», approvato con il decreto dirigenziale n. 18546 del 30/10/2026: 10 milioni di euro, contributo a fondo perduto, domande dalle 10:00 di mercoledì 4 novembre 2026 sulla piattaforma di Fincalabra, a sportello in ordine di arrivo fino a esaurimento dei fondi.
Il requisito che seleziona è uno solo: il codice ATECO 49.41.00 iscritto in Camera di commercio. Non servono l’iscrizione all’Albo degli autotrasportatori, il conto terzi o mezzi oltre le 7,5 tonnellate. La parte che richiede tempo è un’altra: il calcolo va fatto fattura per fattura su un foglio Excel ufficiale e certificato da un commercialista, un revisore legale o un consulente del lavoro. Chi arriverà al 4 novembre senza la certificazione firmata perderà posizioni in coda.
Il Caro Carburante Calabria in cinque righe
- Cosa è: un contributo a fondo perduto in conto esercizio che restituisce il 60% dell’aumento del prezzo medio dei carburanti fra marzo e settembre 2026, rispetto alla media di gennaio e febbraio.
- Per chi: imprese con codice ATECO 49.41.00 (trasporto merci su strada) e sede legale o unità operativa in Calabria, senza limiti di dimensione.
- Quanto: un importo fisso per litro o chilo, mese per mese e carburante per carburante; solo se il totale supera 500 euro, fino al tetto de minimis di 300.000 euro, con ritenuta del 4%.
- Quando: dalle 10:00 del 4 novembre 2026, fino alla comunicazione di chiusura per esaurimento delle risorse.
- Come: una sola domanda per impresa sulla piattaforma bandifincalabra.it, firmata digitalmente, con il foglio di calcolo e la certificazione di un professionista.
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10 milionidotazione per il trasporto merci su strada
0,278 euroal litro di gasolio comprato a settembre 2026
4/11/2026apertura dello sportello, alle 10:00
| Voce | Cosa prevede | Dove sta scritto |
|---|---|---|
| Atto | Decreto dirigenziale n. 18546 del 30/10/2026, Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree Produttive, con l’Avviso (allegato A) e gli allegati da 1 a 5 | DD 18546/2026 |
| Base normativa | Art. 3, comma 5, della L.R. Calabria n. 32 del 07/10/2026 (assestamento del bilancio di previsione per gli anni dal 2026 al 2028) e DGR n. 662 del 14/10/2026 | Avviso par. 1.1 e 1.3 |
| Dotazione | 10.000.000 euro, integrabili con altri fondi tramite un nuovo provvedimento | Avviso par. 1.3 |
| Beneficiari | Imprese di trasporto merci su strada, ATECO 2025 49.41.00, con sede legale o unità operativa in Calabria | Avviso par. 2.1 e 2.2 |
| Spesa di riferimento | Benzina, gasolio, GPL, metano e GNL comprati da marzo a settembre 2026 | Avviso par. 3.1 |
| Regime di aiuto | De minimis, Reg. (UE) 2023/2831; minimo oltre 500 euro, massimo 300.000 euro | Avviso par. 1.2, 3.1 e 3.2 |
| Procedura | Sportello cronologico dalle 10:00 del 4/11/2026 fino a esaurimento delle risorse | Avviso par. 4.1 e 4.3 |
| Gestore | Fincalabra S.p.A., società in house della Regione: ricezione, istruttoria, pagamento | Avviso par. 4.1 |
Chi può presentare domanda e chi resta fuori
I requisiti del par. 2.2 vanno posseduti alla data della domanda e mantenuti fino al pagamento, e si dichiarano con un’autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000. I requisiti veri sono quattro; il quinto punto è una regola di procedura, e chi la sbaglia perde tutto.
- Sede in Calabria: sede legale oppure unità produttiva locale nel territorio regionale. Un’impresa con sede legale a Salerno e un deposito a Cosenza rientra, ma conta solo il carburante dei mezzi che operano dalle unità calabresi.
- Codice ATECO 49.41.00: l’impresa deve esercitare il trasporto merci su strada ed essere iscritta al Registro delle imprese con quel codice.
- Nessuna causa ostativa antimafia ai sensi dell’art. 67 del D.Lgs. 159/2011, con l’eccezione per le imprese ammesse al controllo giudiziario entro il pagamento.
- DURC (il documento che attesta la regolarità dei contributi INPS e INAIL): nella domanda si dichiara di aver già interrogato DURC On Line, con data e protocollo. Chi non ha dipendenti e ottiene l’esito «non effettuabile» lo dichiara nel modulo.
- Una sola domanda per impresa, anche con più sedi. La seconda domanda è una causa di decadenza (par. 5.3).
Non c’è un limite di dimensione: l’avviso cita la definizione europea di PMI fra i riferimenti, ma non la usa come requisito. Possono chiedere il contributo anche le imprese medie e grandi, purché nel tetto de minimis.
Chi è escluso
Resta fuori chi ha in visura un codice diverso, anche vicino: trasporto di persone, magazzinaggio, spedizioni, corrieri. Resta fuori anche l’azienda di produzione o di commercio che consegna con i propri camion: senza il 49.41.00 il carburante dei suoi mezzi non conta.
Attenzione al codice aggiunto per l’occasione. L’avviso chiede di «esercitare l’attività» con il 49.41.00 e di essere iscritti con quel codice, ma non dice se basta come attività secondaria: chi lo ha così deve chiedere conferma a Fincalabra prima di presentare. Se il codice viene aggiunto in visura a ridosso dello sportello, l’avviso non dice se il carburante comprato da marzo a settembre resta riferibile all’attività ammessa: anche questo va chiesto al gestore. E se l’attività di trasporto è nuova anche nei fatti, la posizione INAIL dell’impresa va valutata con chi segue le paghe, non solo con chi prepara la domanda.
Cosa si rimborsa e come si calcola
Il contributo non segue la spesa ma la quantità. Per ogni carburante e ogni mese, la Regione ha calcolato il 60% della differenza fra il prezzo medio del mese (accisa compresa, IVA esclusa) e la media dei prezzi medi di gennaio e febbraio 2026, sui dati del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (par. 3.1, comma 2). Il risultato è un valore fisso per litro o per chilo: si moltiplica per le quantità comprate, senza guardare il prezzo pagato al distributore.
| Mese 2026 | Benzina (euro/l) | Gasolio (euro/l) | GPL (euro/l) | Metano (euro/kg) | GNL (euro/kg) |
|---|---|---|---|---|---|
| Marzo | 0,060 | 0,150 | 0,002 | 0,043 | 0,017 |
| Aprile | 0,059 | 0,204 | 0,048 | 0,086 | 0,143 |
| Maggio | 0,141 | 0,159 | 0,065 | 0,078 | 0,131 |
| Giugno | 0,109 | 0,133 | 0,046 | 0,078 | 0,123 |
| Luglio | 0,130 | 0,169 | 0,034 | 0,084 | 0,114 |
| Agosto | 0,175 | 0,205 | 0,036 | 0,120 | 0,165 |
| Settembre | 0,226 | 0,278 | 0,038 | 0,187 | 0,238 |
Due cose che la tabella non dice. La prima: i valori pubblicati nell’avviso hanno tre decimali, ma il foglio di calcolo ufficiale (allegato 2) usa gli stessi valori a sei decimali, per esempio 0,277635 per il gasolio di settembre. È il foglio che fa fede, e un calcolo fatto con la tabella non coincide al centesimo con quello che chiede la domanda. La seconda: i mesi non pesano allo stesso modo. Il gasolio di aprile vale più di quello di maggio, e il GPL di marzo vale quasi niente (mille litri fanno 1,64 euro).
Quali litri contano
Contano solo i carburanti comprati con fattura datata dal 1° marzo al 30 settembre 2026 e riferibili ai veicoli che operano dalle unità locali in Calabria, o ai serbatoi aziendali che stanno in quelle unità. Il foglio chiede di attribuire ogni quantità ai mezzi, in quest’ordine (note 7, 8 e 9 dell’allegato 2):
- A: le quantità per cui l’impresa ha chiesto il rimborso delle accise all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli;
- B: le quantità attribuite a un veicolo direttamente in fattura;
- C: le quantità attribuibili con altra documentazione idonea (schede carburante, report analitico del fornitore, fattura riferita a una sola unità locale), mai con i registri interni dell’azienda.
I litri per cui hai già chiesto il rimborso delle accise restano nel calcolo, anzi sono i primi da indicare. Il rimborso non si toglie dal contributo: si sottrae dall’importo della fattura, che fa da tetto. Il foglio, per ogni fattura, prende il minore fra «litri per valore unitario» e «imponibile della fattura meno gli altri ristori indicati». Poiché il valore per litro è una piccola frazione del prezzo pagato, quel tetto scatta solo se la fattura è già coperta quasi per intero da altri aiuti.
L’esempio su tre scenari
Calcolo nostro con i valori a sei decimali del foglio ufficiale, per tre imprese con trattori stradali e quantità tutte attribuite ai mezzi.
| Scenario | Carburante comprato | Contributo lordo | Ritenuta 4% | Accredito netto |
|---|---|---|---|---|
| 1. Piccola flotta, tre fatture | Gasolio: 10.000 l a marzo, 8.000 l ad aprile, 12.000 l a settembre | 6.460,40 euro | 258,42 euro | 6.201,98 euro |
| 2. Un solo rifornimento grosso | Gasolio: 3.000 l a giugno | 398,89 euro | nessuna | nessun contributo (sotto la soglia) |
| 3. Flotta media con GNL | Gasolio: 25.000 l al mese da marzo a settembre; GNL: 4.000 kg ad agosto e 4.000 kg a settembre | 34.057,89 euro | 1.362,32 euro | 32.695,57 euro |
Scenario 1. Marzo: 10.000 per 0,149709, cioè 1.497,09 euro. Aprile: 8.000 per 0,203961, cioè 1.631,69 euro. Settembre: 12.000 per 0,277635, cioè 3.331,62 euro. Totale 6.460,40 euro lordi, 6.201,98 accreditati. Con la tabella a tre decimali verrebbe 6.468,00 euro: 7,60 euro in più, che il foglio ufficiale non riconosce.
Scenario 2. 3.000 litri per 0,132963 fanno 398,89 euro. L’avviso concede l’aiuto solo se il contributo è superiore a 500 euro (par. 3.1, comma 4): qui non si prende niente, e con 500,00 euro esatti nemmeno. La soglia vale sul totale della domanda, non sulla singola fattura. Per superarla col solo gasolio servono più di 3.760 litri comprati a giugno, oppure più di 1.800 litri comprati a settembre: per un’impresa con un solo furgone conviene fare il conto prima di pagare il professionista che certifica.
Scenario 3. Il gasolio, 175.000 litri in sette mesi, vale 32.444,78 euro; il GNL 1.613,11 euro (4.000 per 0,164940 più 4.000 per 0,238338). Totale 34.057,89 euro lordi.
Il massimo di 300.000 euro (par. 3.1, comma 5) è il tetto del de minimis, non un importo realistico: al valore più alto, il gasolio di settembre, servirebbero oltre un milione di litri comprati in quel solo mese. Per chi ha già ricevuto altri aiuti de minimis il limite vero è più basso, come spieghiamo nella sezione sul cumulo.
Come si tassa e come si contabilizza il contributo
L’avviso lo qualifica come contributo a fondo perduto in conto esercizio (par. 3.2): copre un costo di gestione, il carburante, e non un investimento. Da questa qualifica dipendono ritenuta, imposte e scrittura in bilancio.
Ritenuta del 4%. Fincalabra trattiene il 4% a titolo d’acconto ai sensi dell’art. 28, comma 2, del DPR 600/1973 e accredita il netto. La ritenuta non è un costo: è un acconto d’imposta che l’impresa scomputa dall’IRES, o dall’IRPEF del titolare e dei soci nelle ditte individuali e nelle società di persone. Il foglio di calcolo e il modulo di domanda riportano già lordo, ritenuta e netto.
IRES e IRPEF. L’avviso non richiama alcuna norma che escluda il contributo dal reddito. I contributi spettanti in conto esercizio a norma di legge sono ricavi (art. 85, comma 1, lettera h, del TUIR) e concorrono al reddito nell’esercizio di competenza.
IRAP. Per le società di capitali il contributo entra nel valore della produzione, e quindi nella base IRAP (art. 5 del D.Lgs. 446/1997). Le ditte individuali non pagano l’IRAP dal 2022 (art. 1, comma 8, della L. 234/2021); per le società di persone che non hanno scelto la base da bilancio la verifica va fatta sulle regole proprie.
Bilancio. Il contributo va fra gli altri ricavi e proventi (voce A5 del conto economico) nell’esercizio in cui il diritto a riceverlo diventa certo (OIC 12). Qui, a nostro giudizio, la certezza arriva con il decreto di finanziamento della Regione, non con la domanda: se il decreto esce nel 2027 il ricavo non sta nel bilancio 2026, anche se il carburante è tutto del 2026. Al 31 ottobre 2026 le date dei decreti non si conoscono. Conviene poi seguire alla lettera il par. 5.1, che chiede una contabilità separata o una codifica contabile dedicata alle somme ricevute dalla Regione: un conto specifico per il contributo e uno per la ritenuta subita bastano a renderlo tracciabile.
Quanto resta davvero, sullo scenario 1, a una società di capitali con utili: l’IRES al 24% pesa 1.550,50 euro. Dei 258,42 euro già trattenuti con la ritenuta, che si scomputano dalle imposte, in dichiarazione sulla sola IRES se ne versano 1.292,08 (calcolo nostro). A questo si aggiunge l’IRAP, con l’aliquota regionale dell’anno in cui il ricavo entra in bilancio: va letta nelle tabelle del Dipartimento delle Finanze e qui non la calcoliamo.
De minimis, cumulo e Registro nazionale aiuti
Il contributo è un aiuto de minimis: il tetto di aiuti pubblici di piccolo importo che una stessa impresa unica può ricevere, pari a 300.000 euro nell’arco di tre anni su base mobile (Reg. UE 2023/2831, art. 3, paragrafo 2). L’«impresa unica» comprende le società collegate da controllo di diritto o di fatto (art. 2, paragrafo 2, riportato nel par. 3.2 dell’avviso): due società di trasporto controllate dalla stessa società hanno un solo plafond. Prima di presentare conviene sapere come si calcola il plafond de minimis ancora libero e scaricare la visura aiuti dal Registro nazionale aiuti di Stato.
L’avviso richiama il massimale (par. 3.1 e 3.2), ma non descrive la consultazione del Registro nazionale aiuti, il modulo di domanda non contiene una dichiarazione sugli altri aiuti de minimis ricevuti e il foglio di calcolo non ha un campo per il plafond residuo. Non dice neppure se un contributo che supera il plafond libero viene ridotto o respinto. Sono punti da chiarire con il gestore se il tuo gruppo è vicino al tetto.
Il cumulo con gli altri ristori sul carburante
La regola generale del par. 3.3 è doppia: il de minimis non si cumula con altri aiuti di Stato sugli stessi costi oltre l’intensità massima fissata da un regolamento di esenzione o da una decisione della Commissione; si cumula con agevolazioni che non sono aiuti di Stato, purché la somma non superi il valore del bene. In pratica l’avviso non esclude gli altri ristori, ma li fa dichiarare e sottrarre fattura per fattura. Il foglio ha tre colonne: il rimborso delle accise sul gasolio commerciale (art. 24-ter del D.Lgs. 504/1995), le somme dell’art. 3 del DL 33/2026, il «Decreto Carburanti» citato fra i riferimenti dell’avviso, e una colonna «Altro», che richiede una relazione con la descrizione analitica di ogni contributo. Vanno indicati tutti gli aiuti ottenuti o anche solo richiesti su quella fattura.
Il credito d’imposta nazionale del DL 193/2026 non è nominato. L’avviso, gli allegati e il foglio di calcolo non citano il DL 193/2026: non dicono che il credito d’imposta sul gasolio rifinanziato dal DL 193/2026 si somma al contributo regionale, e non dicono che lo esclude. Il par. 5.2 annuncia controlli, anche a campione, «con particolare riferimento alle altre eventuali agevolazioni nazionali ottenute (credito imposta “caro gasolio”, ecc.)». Chi ha chiesto o ottenuto il credito nazionale lo indichi sulle fatture interessate e chieda per iscritto a [email protected] in quale colonna va riportato, prima di far firmare la certificazione.
Documenti e certificazione del calcolo
La domanda è irricevibile se manca un documento o se è compilata male (par. 4.3, comma 2). L’avviso prevede il soccorso istruttorio «nei limiti delle disposizioni di legge», ma in uno sportello a esaurimento contare su un’integrazione è un azzardo: ogni giorno di attesa può valere il posto in coda.
| Documento | Chi lo firma | Note |
|---|---|---|
| Domanda (allegato 1), generata dalla piattaforma | Legale rappresentante, firma digitale p7m | Contiene requisiti, DURC, IBAN del conto, bollo assolto, obblighi |
| Foglio di calcolo (allegato 2) in Excel | Firma digitale p7m | Anagrafica, mezzi, serbatoi, fatture una per riga, colonne del cumulo |
| Certificazione del calcolo (allegato 3) | Commercialista o esperto contabile, revisore legale iscritto al registro del MEF, oppure consulente del lavoro, firma digitale p7m | Attesta il calcolo dell’allegato 2 |
| Allegati alla certificazione | Professionista | Copie delle fatture, carte di circolazione dei veicoli, registri di carico e scarico dell’Agenzia delle Dogane se ci sono cisterne interne, prove di attribuzione per le quantità C |
| Dichiarazioni antimafia (allegati 4 e 5) | Soggetti sottoposti alle verifiche antimafia | Solo se il contributo richiesto supera 150.000 euro |
| Dichiarazioni sul titolare effettivo e sulle parentele | Legale rappresentante | Antiriciclaggio, con documento e codice fiscale; parentele con dipendenti di Regione e Fincalabra |
Il foglio chiede per ogni mezzo la categoria (M1, N1, N2 o N3, con la distinzione fra accisa rimborsabile e non rimborsabile), letta dalla carta di circolazione alle voci J, F.2 e V.9, e la data di fine possesso se il mezzo è uscito dalla flotta prima del 30 settembre. Queste classi servono a riempire il foglio, non a escludere: l’avviso non pone limiti di peso o di classe Euro per l’accesso.
Consiglio operativo. Il tempo lo assorbe il professionista, non la piattaforma. Gli servono tutte le fatture di carburante da marzo a settembre, le carte di circolazione e, per le cisterne, i registri delle Dogane: su una flotta di dieci mezzi sono centinaia di righe da controllare. Conviene consegnargli il materiale nei giorni prima dell’apertura, non la mattina del 4 novembre. Il compenso del professionista non entra nel calcolo del contributo.
Come si presenta la domanda: lo sportello e i blocchi
Le domande si potranno caricare e inviare dalle 10:00 del 4 novembre 2026 fino alla comunicazione di chiusura per esaurimento delle risorse (par. 4.3, comma 1). L’esame segue l’ordine cronologico di arrivo: prima la ricevibilità (termini, completezza, codice ATECO e sede), poi l’ammissibilità (i requisiti del par. 2.2). La pagina del bando indica la piattaforma bandifincalabra.it; alle 10:37 del 31 ottobre 2026 l’elenco pubblico della piattaforma non nominava ancora l’avviso, e il manuale con le istruzioni tecniche non era pubblicato.
| Fase | Chi | Tempi scritti nell’avviso |
|---|---|---|
| Apertura e invio delle domande | Impresa | Dalle 10:00 del 4/11/2026, fino a esaurimento |
| Ricevibilità e ammissibilità, in ordine di arrivo | Fincalabra | 30 giorni dalla «data ultima di presentazione» |
| Elenchi provvisori (finanziabili, non finanziabili per fondi esauriti, non ammesse) | Regione | Anche per blocchi successivi di domande |
| Istanza di riesame | Impresa | 7 giorni dalla pubblicazione degli elenchi provvisori |
| Esito del riesame | Regione | Entro 15 giorni dall’istanza |
| Decreto di finanziamento | Dirigente generale | Pubblicato sul BURC e su Calabria Europa: la pubblicazione vale come notifica |
| Pagamento | Fincalabra | In un’unica soluzione dopo l’ammissione |
Sui tempi l’avviso usa termini che uno sportello non ha. Fissa 40 giorni per la valutazione «dalla scadenza dell’Avviso» e 30 giorni per le verifiche di Fincalabra «dalla data ultima di presentazione», ma uno sportello aperto fino a esaurimento non ha una scadenza. Al 31 ottobre 2026 non si può dire quando arriverà l’esito di una singola domanda. Gli elenchi per blocchi fanno pensare che le prime domande ricevibili saranno lavorate prima, ma l’avviso consente di derogare all’ordine di arrivo per i riesami e per le domande che richiedono approfondimenti.
Tutte le comunicazioni con la Regione passano per PEC. Le domande senza copertura finiscono nell’elenco dei non finanziabili per carenza di risorse e possono essere finanziate se arrivano altri fondi (par. 4.8): presentare ha quindi un senso fino alla comunicazione di chiusura dello sportello, se il calcolo è già pronto; dopo quella comunicazione l’avviso non consente più l’invio (par. 4.3, comma 1).
Dopo la domanda: pagamento, controlli e revoca
Il contributo arriva in un’unica soluzione sul conto bancario o postale intestato all’impresa e indicato in domanda come conto dedicato, anche non in via esclusiva. Non sono ammessi IBAN collegati a carte di credito o di debito, libretti postali o sistemi di pagamento elettronici (par. 4.9). Gli obblighi del par. 5.1 partono dalla pubblicazione degli esiti e sono quasi tutti documentali: conservare per cinque anni dal pagamento gli originali delle fatture e delle prove di pagamento del carburante, consentire le verifiche nei locali per lo stesso periodo, rispondere entro 15 giorni alle richieste di dati, restare in regola con i contributi.
I controlli possono arrivare in ogni momento e anche a campione (par. 5.2). Se emerge una violazione delle regole europee, nazionali o regionali, anche non penalmente rilevante, la Regione revoca tutto il contributo, recupera le somme e manda gli atti alla Guardia di Finanza. Le cause di decadenza del par. 5.3 sono tre: dichiarazioni false, inesatte o reticenti; perdita di un requisito prima del pagamento; più di una domanda. In caso di revoca si restituisce il contributo con gli interessi al tasso di riferimento della BCE maggiorato di cinque punti, dalla data del pagamento. Prima della revoca la Regione apre un contraddittorio di 30 giorni per le controdeduzioni; se entro 60 giorni dalla ricezione del provvedimento le somme non sono restituite, la Regione avvia il recupero coattivo. Per la percezione indebita con dolo o colpa grave accertata in giudizio, il par. 5.4 dell’avviso prevede anche una sanzione da due a quattro volte l’importo indebitamente ricevuto.
Il rischio vero per un autotrasportatore è nei dati del foglio: litri attribuiti a un mezzo che operava fuori regione, una fattura su una sede non calabrese, un ristoro chiesto e non dichiarato. Sono gli errori che un controllo può trovare incrociando le fatture con le carte di circolazione e con i rimborsi delle accise.
Cosa non si sa ancora al 31 ottobre 2026
- Il testo della L.R. 32/2026 e il suo numero di BURC: l’art. 3, comma 5, e i 15 milioni complessivi sono riportati dalla DGR 662 e dal decreto; la legge non l’abbiamo trovata pubblicata.
- L’allegato C della DGR 662, con i prezzi medi del Ministero da cui nascono i valori al litro: la DGR pubblicata ha quattro pagine e non contiene gli allegati. Si possono usare i valori unitari, non ricostruire i prezzi di partenza.
- Il numero di BURC del decreto 18546/2026, di cui il decreto dispone la pubblicazione.
- La procedura di verifica nel Registro nazionale aiuti e la sorte di un contributo che supera il plafond libero.
- Le imprese in difficoltà e le esclusioni settoriali del de minimis: l’avviso non le tratta.
- Il manuale della piattaforma e le FAQ: al 31 ottobre 2026 non pubblicati, e l’avviso non compariva ancora né sulla piattaforma né sul sito di Fincalabra.
- Il termine per i chiarimenti: l’avviso li ammette «fino a cinque giorni prima della data di scadenza», che lo sportello non ha; la casella [email protected] resta attiva fino alla chiusura.
Se non rientri, o se vuoi investire sulla flotta
Questo avviso restituisce una parte di costi già sostenuti, non finanzia mezzi nuovi. Chi cerca contributi per rinnovare la flotta o il magazzino trova il quadro dei bandi per trasporti e logistica del 2026, mentre per gli incentivi del MIT agli investimenti nell’autotrasporto conviene guardare che cosa è venuto dopo l’annualità chiusa. In Calabria Fincalabra gestisce anche il FRI Calabria, con fondo perduto e prestito agevolato per gli investimenti e il fondo FEERI per efficienza energetica e fotovoltaico, utile a chi ha un capannone o un’officina. Le altre misure con le date dei prossimi mesi sono nel calendario aggiornato dei bandi a fondo perduto aperti.
Domande frequenti sul Caro Carburante Calabria
Quando apre lo sportello del Caro Carburante in Calabria?
Alle 10:00 del 4 novembre 2026, e resterà aperto fino alla comunicazione di chiusura per esaurimento dei 10 milioni di euro. Le domande saranno esaminate in ordine di arrivo.
Serve l’iscrizione all’Albo degli autotrasportatori o il conto terzi?
No. L’avviso chiede il codice ATECO 49.41.00 in Camera di commercio, la sede in Calabria, l’assenza di cause antimafia e una sola domanda. Albo, conto terzi e mezzi oltre le 7,5 tonnellate non sono requisiti di accesso.
Ho già chiesto il rimborso delle accise: quei litri contano?
Sì, e sono i primi da indicare nel foglio (quantità A). L’importo del rimborso va nella colonna del cumulo e si sottrae dall’imponibile della fattura, che fa da tetto al contributo di quella fattura.
Si può sommare al credito d’imposta nazionale sul gasolio?
L’avviso non lo dice: non nomina il DL 193/2026, chiede di indicare ogni contributo ottenuto o richiesto sulla fattura e annuncia controlli sul «caro gasolio» nazionale. Prima di firmare conviene chiedere per iscritto al gestore come dichiararlo.
Il contributo è tassato?
Sì. È un contributo in conto esercizio: concorre al reddito d’impresa e, per le società di capitali, alla base IRAP. La ritenuta del 4% trattenuta al pagamento si scomputa dalle imposte.
Chi può firmare la certificazione del calcolo?
Un iscritto all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili, un revisore legale iscritto al registro del MEF o un consulente del lavoro, con firma digitale in formato p7m.
Cosa succede se i fondi finiscono prima che arrivi la mia domanda?
Se arriva prima della comunicazione di chiusura dello sportello, la domanda ricevibile e ammissibile ma senza copertura finisce nell’elenco dei non finanziabili per carenza di risorse, e potrà essere finanziata se la Regione aggiungerà fondi con un nuovo provvedimento. Dopo la comunicazione di chiusura non si possono più inviare domande.
Come procedere prima del 4 novembre
Nell’ordine: controlla in visura il codice 49.41.00 e la sede calabrese; fai il conto dei litri per mese con la tabella, per capire se superi i 500 euro; raccogli fatture, carte di circolazione e, se hai cisterne, i registri delle Dogane; elenca ogni altro ristoro chiesto o ottenuto sul carburante; interroga DURC On Line e annota protocollo e data; verifica la firma digitale del legale rappresentante e il conto su cui ricevere il pagamento. Poi il foglio di calcolo e la certificazione, da avere firmati prima delle 10:00 del 4 novembre.
Vuoi sapere quanto vale il contributo per la tua flotta e preparare il foglio di calcolo in tempo? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per guardare fatture, mezzi e altri ristori con te.
Fonti verificate il 31 ottobre 2026: decreto dirigenziale n. 18546 del 30/10/2026 con l’Avviso «Caro Carburante» e gli allegati da 1 a 5 (PDF); pagina del bando su Calabria Europa; DGR n. 662 del 14/10/2026 (PDF); allegati editabili con il foglio di calcolo (ZIP); Reg. (UE) 2023/2831; art. 28 DPR 600/1973; art. 85 TUIR; art. 5 D.Lgs. 446/1997; OIC 12; aliquote IRAP regionali pubblicate dal Dipartimento delle Finanze.
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