Milano, Centro Storico.
Ottobre 2026. Finalmente una buona notizia per uno degli angoli più trascurati del Centro Storico di Milano. Piazza Santi Pietro e Lino, piccola piazzetta situata tra via Meravigli e via Giulini, a pochi passi dal Cordusio, sarà completamente riqualificata, pedonalizzata e arricchita con nuove alberature. Un intervento che Urbanfile auspicava da oltre un decennio e che ora trova conferma nell’ambito del progetto di rinnovamento della sede milanese di EY (Ernst & Young), firmato dallo studio di architettura Piuarch.
La società di consulenza occupa dal 2017 il grande complesso per uffici di via Meravigli 12-14, un edificio realizzato alla fine degli anni Sessanta che si estende fino alla retrostante via Giulini, occupando buona parte dell’isolato. Dopo l’ultimo restyling curato circa dieci anni fa da DEGW, brand del gruppo Lombardini22, l’immobile è oggi interessato da una nuova e importante trasformazione, destinata a concludersi entro il 2027.
Come avevamo già raccontato nel nostro aggiornamento dell’agosto 2025, il progetto non riguarda soltanto gli ambienti interni dell’edificio, ma anche il rapporto tra il complesso direzionale e la città circostante. E proprio la riqualificazione della piazzetta rappresenta, a nostro avviso, uno degli aspetti più interessanti dell’intera operazione.



Una piazza finalmente restituita ai pedoni
Per decenni piazza Santi Pietro e Lino è stata poco più di un parcheggio, uno slargo asfaltato e occupato dalle automobili, quasi irriconoscibile come spazio pubblico. Eppure ci troviamo in pieno Centro Storico, a cavallo tra Porta Magenta, il Castello e Cordusio, in una zona ricca di storia, attività e importanti edifici.
Già nel 2015 avevamo sottolineato quanto sarebbe stato opportuno eliminare le auto in sosta e introdurre alberature, panchine e una pavimentazione adeguata, trasformando questo spazio anonimo in una vera piazzetta.
Ora, a distanza di oltre dieci anni, quella che sembrava una semplice proposta potrebbe finalmente diventare realtà.
Secondo quanto riportato in questi giorni dal Corriere della Sera, EY si farà carico della riqualificazione dello spazio pubblico, che diventerà il nuovo ingresso principale della sede aziendale.
A confermarlo è Gino Garbellini, founding partner di Piuarch, lo studio incaricato del progetto, che ha illustrato come l’intervento comprenderà anche la trasformazione della piazza in uno spazio pedonale alberato, in continuità con i nuovi giardini interni dell’edificio.
Non sono ancora stati resi noti il numero degli alberi che verranno piantati, le essenze prescelte e i dettagli definitivi delle pavimentazioni e degli arredi urbani. L’auspicio è che si scelgano materiali di qualità, possibilmente in pietra, e che il verde non sia un semplice elemento decorativo, ma contribuisca a creare un luogo piacevole, ombreggiato e realmente fruibile da tutti.
Soprattutto, ci auguriamo che la nuova piazzetta non venga percepita come una sorta di ingresso privato dell’azienda, ma rimanga uno spazio pubblico aperto e accogliente, come dovrebbe essere ogni piazza cittadina.
(la piazzetta come appare ora e come sarà trasformata -non si tratta del progetto scelto ma solo una suggestione)




La trasformazione della sede EY: due grandi giardini e nuovi spazi di lavoro
Il progetto di Piuarch si basa sul concetto di retrofitting, ovvero la riqualificazione e l’aggiornamento di un edificio esistente, senza ricorrere alla sua demolizione e ricostruzione.
Una scelta interessante, soprattutto in un periodo in cui molte grandi aziende preferiscono trasferirsi in complessi direzionali di nuova realizzazione, spesso situati in quartieri più periferici o nelle aree di recente sviluppo.
EY ha invece scelto di rimanere nel cuore di Milano, investendo sulla trasformazione della propria sede e sul miglioramento delle prestazioni energetiche dell’immobile, anche attraverso la futura installazione di pannelli solari.
Uno degli elementi centrali del progetto sarà la trasformazione dei due cortili interni in altrettanti giardini. Attualmente si tratta di spazi prevalentemente pavimentati e poco visibili dalla strada, che verranno completamente ripensati.




Il maggiore dei due, esteso per circa 1.500 metri quadrati, diventerà il cuore verde dell’edificio e uno spazio dedicato all’incontro e alla socialità dei dipendenti.
Le nuove grandi vetrate affacciate su via Meravigli consentiranno inoltre di intravedere il verde interno anche dall’esterno, creando una maggiore continuità visiva tra gli ambienti aziendali e la città. Un rapporto che proseguirà idealmente fino alla nuova piazza Santi Pietro e Lino.
Anche gli spazi di lavoro saranno profondamente riorganizzati, con l’obiettivo di favorire la comunicazione tra i diversi settori e migliorare la qualità degli ambienti. Tra le novità figurano una grande scala circolare che collegherà verticalmente i vari piani, nuovi spazi per la formazione, un auditorium, un’area dedicata alle esperienze digitali, una zona fitness e una food court con caffetteria e ristorante.
Il cantiere, articolato in due fasi, consentirà alla società di continuare a utilizzare parte dell’edificio durante i lavori, seppure con una capacità ridotta. Il completamento dell’intervento è previsto entro il 2027.







Una piazzetta con oltre mille anni di storia
Forse non tutti sanno che dietro il nome di questa piccola piazza si nasconde una storia antichissima, che risale addirittura alla Milano romana e medievale.
Ci troviamo infatti nei pressi dell’antica Porta Vercellina delle mura romane, non lontano dal grande teatro di Mediolanum, i cui resti sono ancora conservati sotto gli edifici della zona.
(Di seguito alcune immagini di come potesse apparire quest’angolo di Mediolanum e il suo teatro, coi velari – al link il nostro vecchio articolo su quest’area di Medioanum)






Sul lato settentrionale della piazza sorgeva un tempo l’oratorio dei Santi Pietro e Lino, conosciuto anche come San Pietro a Ca’ Galeni o San Pietro ad Linteum, citato negli scritti di San Carlo Borromeo. La prima testimonianza documentaria dell’edificio religioso risale addirittura al 1019.
Secondo una tradizione, il nome ad Linteum deriverebbe dalla presenza di un antico deposito di teli in lino, forse legato ai grandi velari utilizzati per proteggere dal sole gli spettatori del vicino teatro romano. Si tratta tuttavia di un’interpretazione non universalmente condivisa, mentre altre fonti riconducono il nome alla famiglia dei Ca’ Galeni, o Ca’ Galenti, che deteneva il giuspatronato dell’oratorio.
La chiesetta fu per lungo tempo legata alla corporazione dei sarti, che vi celebrava la festa del proprio patrono, San Lamberto, contribuendo al mantenimento dell’edificio.

Divenuta parrocchia, perse questo ruolo nel 1577 per decisione di San Carlo Borromeo. Venne successivamente restaurata e ampliata nel 1719 e custodiva alcune importanti opere pittoriche, tra cui dipinti di Antonio Busca, Giovanni Battista Longoni e Giuseppe Rivola.
L’oratorio fu infine demolito nel 1786 e al suo posto sorsero due palazzi, successivamente modificati, che ancora oggi delimitano la piazzetta sul lato nord-occidentale.
Di questa lunga storia rimane sostanzialmente soltanto il toponimo, che continua a ricordare un luogo di culto scomparso ormai da quasi due secoli e mezzo.
Un piccolo intervento che potrebbe fare una grande differenza
La riqualificazione di piazza Santi Pietro e Lino si inserisce nel più ampio processo di trasformazione dell’area di Cordusio, dove negli ultimi anni diversi edifici storici e direzionali sono stati recuperati e destinati a nuove funzioni.
Eppure, come spesso abbiamo sottolineato su Urbanfile, non basta riqualificare gli edifici se poi gli spazi pubblici che li circondano rimangono trascurati, invasi dalle automobili o privi di verde e di luoghi dove fermarsi.


Per questo consideriamo particolarmente positiva la prospettiva di vedere finalmente trasformata questa piazzetta, rimasta per troppo tempo una sorta di parcheggio nel cuore della città.
Sarà interessante conoscere il progetto definitivo e verificare come verranno risolti alcuni aspetti fondamentali, a cominciare dalla quantità e dalla qualità delle alberature, dalla scelta delle pavimentazioni e dall’effettiva fruibilità pubblica degli spazi.
Ci auguriamo soprattutto che il risultato non sia l’ennesima piazza prevalentemente minerale, con qualche alberello inserito qua e là, ma un piccolo e autentico salotto urbano verde, capace di offrire ombra, bellezza e un luogo di sosta nel cuore della Milano storica.
Dopo oltre dieci anni di auspici, sarebbe davvero una bella conquista per questo angolo di città, finalmente valorizzato come merita.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Piazza Affari, Cordusio, Centro Città, Arredo Urbano, EY, Riqualificazione, piazza Santi Pietro e Lino, via Meravigli, Piuarch, Ernst & Young
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