#Finsubito news – Calcio e Finanza, ecco quanto pesano i debiti sui conti di Milan, Inter e Juventus. I rossoneri aumentano del 38%


I debiti complessivi del Milan aumentano del 38% e raggiungono quota 542,8 milioni di euro. L’Inter registra una crescita più contenuta, mentre la Juventus riesce a ridurre la propria esposizione complessiva. È la fotografia che emerge dai bilanci consolidati al 30 giugno 2026 delle tre principali società del calcio italiano, analizzati da Calcio e Finanza. Un quadro nel quale, però, il dato sui debiti deve essere affiancato all’indebitamento finanziario netto, agli impegni legati al calciomercato e alla capacità di generare liquidità.

Debiti complessivi: Milan in aumento del 38%

Al 30 giugno 2026 la Juventus presenta il livello più alto di debiti complessivi, con 685,4 milioni di euro. Segue l’Inter con 663,4 milioni, mentre il Milan si attesta a 542,8 milioni. Queste cifre comprendono le passività verso banche e altri finanziatori, società calcistiche, fornitori, dipendenti, intermediari, fisco, previdenza e altri soggetti.

Rispetto all’esercizio precedente, la Juventus è l’unica delle tre a ridurre i debiti complessivi, con una diminuzione di 7,9 milioni. Il calo riguarda soprattutto le somme ancora da versare ad altre società calcistiche, personale e agenti. Un risultato maturato in una stagione comunque chiusa con una perdita di 66 milioni di euro, ma caratterizzata anche dal contenimento dei costi della rosa.

La crescita più marcata è invece quella del Milan. Nel bilancio chiuso al 30 giugno 2026, che registra una perdita di 23,7 milioni, i debiti complessivi aumentano di 151,5 milioni, soprattutto per effetto delle rate ancora da pagare per gli acquisti dei calciatori. A incidere sul quadro finanziario è stata anche l’assenza dalle competizioni europee nella stagione 2025/26, che ha ridotto le entrate del club controllato da RedBird.

Per interpretare correttamente questi numeri occorre distinguere le diverse tipologie di passività. Un finanziamento bancario comporta l’ingresso di risorse da restituire, mentre l’acquisto di un calciatore con pagamento dilazionato consente di distribuire nel tempo il costo del trasferimento. Entrambe le operazioni generano debito, ma hanno caratteristiche e scadenze differenti.

Va inoltre precisato che nei debiti del Milan non rientra quello contratto direttamente da RedBird con Comvest Credit Partners nell’ambito del rifinanziamento del vendor loan originariamente sottoscritto con Elliott. L’accordo, siglato nel gennaio 2026, ha consentito alla proprietà rossonera di rifinanziare 550 milioni di euro.

L’Inter, dal canto suo, registra un incremento dei debiti complessivi di 6,1 milioni. Nel corso dell’esercizio il club controllato da Oaktree ha generato liquidità attraverso la gestione operativa, ma gli investimenti hanno assorbito risorse superiori a quelle prodotte. Sul confronto con la stagione precedente pesa anche il minore apporto dei premi UEFA, dopo il percorso che aveva portato i nerazzurri alla finale di Champions League nel 2024/25.

Indebitamento finanziario netto: aumenta per tutte e tre

Il quadro cambia quando si considera l’indebitamento finanziario netto, che mette in relazione i debiti finanziari con la liquidità disponibile e determinate attività finanziarie. In questo caso l’esposizione aumenta per tutte e tre le società.

La Juventus conserva il valore più elevato, con 331,1 milioni di euro, davanti ai 292,9 milioni dell’Inter e ai 145,3 milioni del Milan. Rispetto al 30 giugno 2025, l’incremento maggiore è quello rossonero, pari a 52,7 milioni. Seguono i bianconeri con 50,9 milioni e i nerazzurri con 13,2 milioni.

Il dato della Juventus dimostra come una riduzione dei debiti complessivi non comporti necessariamente un miglioramento dell’indebitamento finanziario netto. In questo caso, infatti, l’aumento dell’esposizione finanziaria è legato anche alla diminuzione della liquidità disponibile.

Le tre società presentano inoltre strutture finanziarie differenti. L’Inter fa affidamento soprattutto su un prestito obbligazionario emesso nel giugno 2025, con valore nominale di 350 milioni di euro, scadenza nel 2030 e tasso annuo del 4,52%. Nel bilancio al 30 giugno 2026 il bond è iscritto per 346,8 milioni, al netto degli effetti contabili dei costi di emissione.

A questa voce si aggiungono 34,7 milioni di debiti bancari, relativi principalmente ai finanziamenti per i centri sportivi, e 31,4 milioni verso soci per finanziamenti, costituiti da interessi maturati e non ancora liquidati. L’indebitamento finanziario lordo nerazzurro raggiunge così 412,9 milioni, che scendono a 292,9 milioni sottraendo la liquidità disponibile.

La Juventus combina invece obbligazioni, finanziamenti bancari e anticipazioni da factoring. Il bond emesso nel settembre 2025, con scadenza nel 2037, è iscritto a bilancio per 149,3 milioni. Seguono 108,9 milioni verso società di factoring, 60 milioni di altri debiti bancari e 41,1 milioni di mutui legati agli immobili, tra cui le strutture della Continassa e il J|hotel. Considerando anche circa 3,5 milioni di passività per affitti e noleggi, il debito finanziario lordo raggiunge 362,7 milioni. Al netto della liquidità e delle attività finanziarie correnti, l’esposizione si attesta a 331,1 milioni.

Il Milan presenta invece debiti finanziari lordi per 181,2 milioni, di cui 174,2 milioni classificati verso altri finanziatori e 7 milioni verso banche. Tra le operazioni utilizzate dal club figurano il confirming con Factorit e Banca Ifis, attraverso il quale un finanziatore paga i fornitori per essere rimborsato successivamente dalla società, le anticipazioni sui contratti con Puma ed Emirates e quelle sui diritti televisivi con Banca Sistema e Banco BPM.

Sono presenti anche finanziamenti con International Bankhaus Bodensee e Oldenburgische Landesbank destinati al pagamento delle rate relative agli acquisti dei calciatori. Questi strumenti consentono di anticipare ricavi futuri o rinviare alcuni esborsi, ma impegnano una parte delle risorse degli esercizi successivi. Sottraendo liquidità e polizze liquidabili, l’indebitamento finanziario netto rossonero risulta pari a 145,3 milioni.

Calciomercato, il Milan ha il debito netto più alto

Un altro indicatore importante riguarda i rapporti economici con le altre società calcistiche. Per comprenderne il peso bisogna confrontare le somme ancora da pagare per gli acquisti con i crediti derivanti dalle cessioni dei calciatori.

La differenza tra debiti e crediti rappresenta il debito netto da calciomercato: indica quanto gli importi da versare superano quelli ancora da incassare, includendo anche operazioni concluse nelle stagioni precedenti.

Al 30 giugno 2026 il Milan registra il debito netto da calciomercato più elevato, pari a 96,8 milioni di euro. Seguono la Juventus con 87,3 milioni e l’Inter con 32,1 milioni. Rispetto all’esercizio precedente, il valore aumenta per entrambe le società milanesi e diminuisce per i bianconeri.

Il dato non racconta, tuttavia, tutta la situazione finanziaria. È fondamentale considerare anche le scadenze: un club può essere tenuto a pagare nei prossimi mesi una rata per un acquisto e avere, allo stesso tempo, un credito derivante da una cessione che verrà incassato soltanto l’anno successivo. In questo scenario, il credito non garantisce automaticamente la liquidità necessaria per rispettare gli impegni immediati.

Il saldo netto da calciomercato, inoltre, non comprende necessariamente tutte le passività legate alle operazioni di trasferimento. Restano fuori, per esempio, gli oneri verso gli agenti classificati in altre voci e i debiti verso i finanziatori che hanno anticipato gli incassi delle cessioni.

Per valutare il peso dell’esposizione è quindi necessario rapportare i debiti anche alle dimensioni economiche delle società. Un debito di 100 milioni ha un’incidenza diversa per un club che genera 500 milioni di ricavi all’anno rispetto a uno che ne contabilizza 150. Il rapporto tra debiti e ricavi permette di misurare questa differenza, pur senza fornire da solo una valutazione completa della sostenibilità finanziaria.

Cassa e investimenti: Juventus e Inter generano liquidità, Milan in difficoltà

Accanto ai ricavi contabilizzati, occorre osservare quanta liquidità venga effettivamente prodotta dalla gestione. Ricavi e plusvalenze, infatti, non corrispondono necessariamente a somme già incassate. Il rendiconto finanziario permette di verificare quante risorse l’attività ordinaria abbia generato o assorbito, dopo gli interessi e le imposte pagate.

A questo dato bisogna poi affiancare gli investimenti netti, comprendendo anche gli acquisti e le cessioni dei calciatori. Nel 2025/26 Juventus e Inter hanno generato cassa dalla gestione operativa, mentre il Milan ha assorbito liquidità. Considerando anche gli investimenti e i disinvestimenti, tutte e tre le società hanno comunque registrato un fabbisogno finanziario da coprire.

La Juventus ha generato 20,6 milioni di euro dalla gestione, a fronte di un assorbimento netto di 137,3 milioni per gli investimenti, principalmente legati al calciomercato. Il saldo complessivo è negativo per 116,7 milioni.

Per l’Inter il divario è più contenuto: la gestione ha prodotto 37,5 milioni di cassa, mentre gli investimenti netti hanno assorbito 50,2 milioni. Il fabbisogno residuo è quindi pari a 12,7 milioni.

La situazione del Milan è differente. Il club rossonero ha assorbito 34,5 milioni attraverso l’attività operativa, ai quali si sono aggiunti 18,3 milioni di investimenti netti. Il saldo negativo complessivo è stato di 52,7 milioni.

Un fabbisogno finanziario negativo non coincide automaticamente con un aumento del debito: può essere coperto utilizzando liquidità già disponibile, ricorrendo a finanziamenti oppure attraverso versamenti dei soci. Nel caso della Juventus, per esempio, nel corso dell’esercizio sono stati messi a disposizione circa 67 milioni di euro di cassa anticipati dall’azionista di riferimento Exor.

Milan, Inter e Juventus: tre situazioni finanziarie diverse

I bilanci al 30 giugno 2026 evidenziano percorsi differenti per le tre principali società del calcio italiano. La Juventus riduce i debiti complessivi, ma gli investimenti assorbono risorse superiori alla cassa generata dalla gestione. L’Inter registra una crescita limitata delle passività e un divario più contenuto tra liquidità prodotta e investimenti effettuati.

Il Milan presenta invece l’aumento più significativo dei debiti complessivi, soprattutto a causa delle somme ancora da pagare per gli acquisti dei calciatori. A questo si aggiunge una gestione operativa che ha assorbito liquidità, in un esercizio senza partecipazione alle coppe europee.

Per tutte e tre le società cresce l’indebitamento finanziario netto, ma cambiano le cause dell’incremento e la composizione delle passività. Per comprendere la reale sostenibilità degli impegni non basta quindi guardare al totale dei debiti: occorre valutare anche le scadenze dei pagamenti, gli incassi attesi, le risorse generate dalla gestione e il peso degli investimenti sulle stagioni successive.


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