ITA Airways ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 226 dipendenti, pari a circa il 4,3% dell’organico. La comunicazione è stata trasmessa al ministero del Lavoro, al ministero dell’Economia e alle organizzazioni sindacali. Gli esuberi riguardano 10 piloti, 90 assistenti di volo e 126 addetti di terra. La procedura è stata aperta il 28 ottobre sulla base della legge 223 del 1991.
Al 15 ottobre 2026 la compagnia contava 5.269 dipendenti. Gli esuberi vengono definiti dalla società come strutturali e non temporanei, ma l’apertura della procedura non equivale al licenziamento immediato delle 226 persone indicate. Il numero definitivo delle uscite, i criteri con cui saranno individuati i lavoratori interessati e le eventuali misure alternative dovranno essere affrontati nel confronto con i sindacati.
Secondo quanto indicato nella comunicazione aziendale, un primo gruppo di lavoratori potrebbe uscire entro il 30 dicembre 2026. In caso di accordo sindacale, la procedura potrà invece rimanere aperta fino al 30 dicembre 2027 per un secondo gruppo di dipendenti.
Dove si concentrano gli esuberi
La componente numericamente più rilevante riguarda il personale di terra, con 126 posizioni. Le riduzioni si concentrerebbero soprattutto nelle attività commerciali e nell’assistenza ai passeggeri, ma interesserebbero anche informatica, manutenzione e servizi aeroportuali. Parallelamente, ITA Airways avrebbe censito circa 320 contratti a termine tra personale di terra e di cabina, 51 dei quali in scadenza entro dicembre 2026.
Il dato più significativo è però il coinvolgimento di tutte le principali categorie professionali della compagnia. Oltre al personale di terra, la procedura comprende infatti 90 assistenti di volo e 10 piloti. Un elemento che rende la riorganizzazione più ampia rispetto a un semplice intervento sulle strutture amministrative.
Carburante, domanda e aerei fermi tra le cause indicate da ITA
ITA Airways attribuisce la necessità di ridurre l’organico a una combinazione di fattori economici, operativi e tecnologici. Tra questi figura l’aumento del costo del carburante, legato anche alle tensioni geopolitiche e ai conflitti internazionali.
Nella documentazione aziendale viene indicato un aumento del prezzo del jet fuel da circa 670 a 1.700 dollari per tonnellata, insieme agli effetti delle modifiche delle rotte causate dalle crisi internazionali. Percorsi più lunghi significano infatti maggiori tempi di volo, consumi più elevati e aumento dei costi operativi.
La compagnia segnala inoltre una contrazione della domanda su alcune direttrici e le difficoltà provocate dalla disponibilità della flotta. I problemi ai motori Pratt & Whitney hanno costretto a terra alcuni aeromobili di nuova generazione, mentre ritardi nelle consegne Airbus avrebbero contribuito a rallentare il programma di espansione, soprattutto sulle rotte intercontinentali.
Il problema della capacità operativa si inserisce in una fase delicata per ITA, impegnata nel processo di integrazione con il gruppo Lufthansa, entrato nel capitale della compagnia con una quota del 41%.
Il paradosso delle 400 nuove assunzioni
La riorganizzazione presenta un elemento apparentemente contraddittorio. Mentre ITA punta a gestire 226 uscite, il CEO Joerg Eberhart ha indicato la prospettiva di circa 400 assunzioni di piloti e assistenti di volo nel 2027, nell’ambito dei programmi di sviluppo della compagnia. Il dato suggerisce che il problema non sia semplicemente il numero complessivo dei dipendenti, ma la distribuzione delle competenze, delle funzioni e delle risorse all’interno dell’azienda.
La riorganizzazione è infatti collegata al processo di integrazione con Lufthansa, che dovrebbe comportare la condivisione di sistemi, strutture e attività e quindi l’eliminazione di alcune sovrapposizioni. Già a luglio ITA e sei organizzazioni sindacali avevano firmato un accordo che contemplava la possibilità di “potenziali eccedenze” da gestire attraverso soluzioni considerate non traumatiche.
I sindacati chiedono uscite volontarie e incentivi
Il confronto si concentra ora sulle condizioni con cui verranno gestiti gli esuberi. Cgil, Cisl e Uil chiedono che le uscite avvengano su base volontaria, con il consenso dei lavoratori interessati e con adeguate garanzie economiche.
Il nodo principale riguarda però gli incentivi. Nella lettera di apertura della procedura ITA Airways precisa di non prevedere, allo stato attuale, attribuzioni economiche aggiuntive rispetto a quanto previsto dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Sarà quindi questo uno dei punti centrali del negoziato.
Sul tavolo ci sono anche gli ammortizzatori sociali. Le organizzazioni sindacali stanno valutando il ricorso alla Naspi, agli strumenti del Fondo di solidarietà del trasporto aereo e alle possibilità di accompagnamento alla pensione per i lavoratori più vicini ai requisiti previdenziali.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



