#Finsubito news – Voucher doppia transizione Frosinone Latina 2026: 10.000€


Il Voucher Doppia Transizione Digitale ed Ecologica 2026 della Camera di commercio di Frosinone-Latina chiude martedì 10 novembre 2026 alle 16:00, salvo esaurimento delle risorse prima di quella data. Copre il 70% delle spese per tecnologie digitali e green, consulenza e formazione, fino a 10.000 euro per impresa, e ammette anche le spese già fatte dal 1° gennaio 2026. Con quattro giorni utili il punto non è più capire se il bando esiste, ma se la domanda regge. Nell’edizione 2025 la Camera ha chiuso finora l’istruttoria di 144 domande e ne ha respinte 63: la causa più frequente, in 24 casi, è stata la polizza contro le catastrofi naturali. Il progetto c’entra poco: quasi tutti quei rigetti sono nati da requisiti dell’impresa e da carte che si possono controllare prima dell’invio, ed è da lì che conviene partire.

Il voucher di Frosinone e Latina in sei righe

  • Che cosa finanzia: 19 famiglie di tecnologie (dall’intelligenza artificiale ai gestionali, dalla cybersecurity al monitoraggio dei consumi), più consulenza e formazione sulla doppia transizione digitale ed ecologica.
  • Per chi: micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità locale attiva nelle province di Frosinone o Latina.
  • Quanto: il 70% delle spese ammissibili, con un voucher massimo di 10.000 euro e una spesa minima di 4.000 euro; 250 euro in più con rating di legalità o certificazione della parità di genere.
  • Quando: invio su ReStart fino alle 16:00 del 10/11/2026, salvo esaurimento dei 500.000 euro; le spese valgono dal 01/01/2026 al 30/04/2027.
  • Come: sportello in ordine cronologico, tre documenti firmati digitalmente dal legale rappresentante e polizza catastrofale allegata, pena l’esclusione.
  • Regime: de minimis, non cumulabile con altri aiuti o agevolazioni pubbliche.

10.000 €Voucher massimo per impresa, al 70% delle spese

63 su 144Domande respinte nel 2025, sulle 144 istruttorie chiuse finora

10/11, ore 16Chiusura dello sportello, salvo esaurimento

Il bando 2026 della Camera di Frosinone e Latina in una tabella

Voce Cosa prevede il bando 2026
Ente Camera di commercio di Frosinone-Latina, tramite il Punto Impresa Digitale (PID)
Base del finanziamento Aumento del diritto annuale autorizzato con decreto MIMIT del 17/03/2026 (art. 1 del bando)
Dotazione 500.000 euro, che la Camera può aumentare, oppure chiudere prima per esaurimento (art. 3)
Contributo Voucher a fondo perduto, massimo 70% delle spese e 10.000 euro; premialità di 250 euro
Spesa Minimo 4.000 euro al netto dell’IVA, nessun tetto all’investimento (art. 7 c. 6)
Periodo delle spese Dal 01/01/2026 al 30/04/2027 (art. 7 c. 5)
Regime di aiuto De minimis, Reg. UE 2023/2831 (art. 8)
Procedura Valutativa a sportello in ordine cronologico, art. 13 c. 2 lett. a del D.Lgs. 184/2025 (art. 11)
Invio Piattaforma ReStart di InfoCamere, dalle 11:00 del 25/09/2026 alle 16:00 del 10/11/2026
Rendicontazione Entro le 16:00 del 01/06/2027, su ReStart (art. 13 c. 3)

«Salvo esaurimento» non è una formula di rito. Il bando lascia alla Camera la facoltà di chiudere i termini se le risorse finiscono prima (art. 3 c. 9) e non pubblica un contatore delle somme richieste: al 28 ottobre 2026 la pagina del bando riportava lo stato «Aperto», senza avvisi di chiusura o di proroga. È già successo altrove, nella stessa famiglia di misure: il voucher doppia transizione di Venezia e Rovigo, chiuso in anticipo dopo quattro giorni.

Cosa cambia rispetto al voucher 2025

Chi ha in mano la scheda o il modulo dell’anno scorso rischia di sbagliare i conti. Nel 2025 la misura aveva due binari, digitale ed ecologico, con tetti e soglie diversi; nel 2026 il voucher è unico.

Voce Edizione 2025 Edizione 2026
Dotazione 550.000 euro 500.000 euro
Voucher massimo 10.000 euro per il digitale, 5.000 per l’ecologico 10.000 euro, tetto unico
Spesa minima 4.000 euro per il digitale, 2.000 per l’ecologico 4.000 euro, soglia unica
Consulenza e formazione digitale Ammesse entro il 30% dei costi ammissibili; contributo al 30%, e non al 70%, se la domanda era solo di consulenza e formazione Nessun limite percentuale, intensità del 70% come le tecnologie
Premialità 200 euro con rating di legalità 250 euro con rating di legalità o certificazione della parità di genere
Report Selfi4.0 Non più vecchio di 6 mesi Non più vecchio di 3 mesi
Finestra di invio Dal 30/01/2026 al 02/03/2026 Dal 25/09/2026 al 10/11/2026

Chi ha ricevuto il voucher 2025 può ripresentarsi solo per tecnologie o servizi diversi, e la sua domanda va in coda: viene esaminata dopo quelle delle imprese che nel 2025 non hanno avuto il contributo (art. 4 c. 3).

Quanto si ottiene: tre conti sulla spesa

Il calcolo parte dal 70% delle spese ammissibili, con un massimo di 10.000 euro, più 250 euro se l’impresa è iscritta nell’elenco del rating di legalità o ha la certificazione della parità di genere alla data della domanda. Il punto che sfugge è un altro: il tetto morde già a 14.285,71 euro di spesa (10.000 diviso 0,70). Oltre quella cifra ogni euro in più è tutto a carico dell’impresa.

Spesa ammissibile (IVA esclusa) Voucher Con premialità Copertura effettiva
4.000 euro (minimo) 2.800 euro 3.050 euro 70%
8.000 euro (gestionale più consulenza) 5.600 euro 5.850 euro 70%
14.285,71 euro (soglia del tetto) 10.000 euro 10.250 euro 70%
20.000 euro 10.000 euro 10.250 euro 50%
30.000 euro 10.000 euro 10.250 euro 33,3%

Due soglie da non confondere: la spesa minima di 4.000 euro riguarda le spese e va rispettata sia in domanda sia a consuntivo, dopo l’istruttoria; il tetto di 10.000 riguarda il contributo. Se in istruttoria la Camera taglia una voce e la spesa ammessa scende sotto 4.000 euro, il voucher salta tutto.

Quante imprese ci stanno? Con tutte le domande al tetto, i 500.000 euro bastano per 50 imprese. Nel 2025 il contributo medio concesso è stato di circa 8.690 euro (512.738,86 euro a 59 imprese): con quella media la dotazione 2026 copre circa 57 domande (calcolo nostro sugli atti di concessione).

Chi può chiederlo e il requisito che ha fatto cadere più domande

Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese secondo la Raccomandazione 2003/361/CE, iscritte al Registro delle imprese, con sede legale o unità locale attiva nelle province di Frosinone o Latina. I requisiti vanno posseduti dalla domanda fino alla liquidazione (art. 4 c. 1): diritto annuale in regola dal 2022 al 2026 (con sette giorni lavorativi per sanare), DURC regolare, norme sulla sicurezza sul lavoro rispettate, nessuna procedura liquidatoria (il concordato in continuità è ammesso), nessuna causa ostativa antimafia o condanna dei legali rappresentanti, nessuna sanzione interdittiva del D.Lgs. 231/2001 o altro divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, nessuna fornitura di servizi in corso con la Camera o con la sua Azienda speciale (il divieto non vale per le imprese individuali e per gli altri soggetti esclusi dalla nota 2 del bando).

Senza polizza catastrofale la domanda non passa. L’impresa deve aver stipulato la polizza contro i danni da eventi catastrofali prevista dall’art. 1 c. 101 della L. 213/2023 su terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature, anche se i beni non sono di sua proprietà, salvo quelli già coperti da un’altra polizza. Alla domanda va allegata la copia con quietanza di pagamento, e l’indirizzo del rischio deve coincidere con quello in visura (art. 10 c. 5). Nel 2025 questo requisito ha fatto respingere 24 domande su 63.

Conviene a chi nel 2026 ha già comprato o sta per comprare un gestionale, una soluzione di cybersecurity, sensori IoT o un sistema di monitoraggio dei consumi da un fornitore che rientra nelle regole del bando, e ha i documenti dell’impresa in ordine. Non fa per chi pensa a computer, telefoni e sito aziendale: sono spese escluse.

Cosa si può finanziare e cosa resta fuori

Le tecnologie ammesse sono 19 (art. 7 c. 1), fra cui cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale, robotica, IoT, big data, gestionali integrati come CRM, ERP e MES, supply chain digitale e sistemi per l’energia e la sostenibilità, come il monitoraggio dei consumi e i report di sostenibilità. L’e-commerce entra solo se nel progetto è collegato davvero a un’altra tecnologia dell’elenco, per esempio a un gestionale.

La consulenza copre audit digitali o green, piani di sviluppo, implementazione delle tecnologie, sistemi di gestione come ISO/IEC 27001 o ISO 50001, Innovation Manager o Energy Manager temporaneo, progettazione di una comunità energetica rinnovabile a cui partecipa l’impresa e servizi ESG. La formazione è ammessa per il personale impiegato stabilmente, su competenze digitali o green collegate alle tecnologie dell’elenco.

Sono escluse, fra le altre (art. 7 c. 4): PC, notebook, tablet, smartphone e stampanti non 3D; siti vetrina che non vendono online; pubblicità sul web, SEO e SEM; consulenza fiscale, contabile, legale o commerciale ordinaria; adeguamenti a norme di legge; vetrine nei marketplace; beni in comodato o in leasing; canoni per aggiornare tecnologie che l’impresa ha già; beni e servizi fuori dalle sedi delle due province. L’IVA non è ammessa, salvo che resti un costo non recuperabile.

Chi può fare consulenza e formazione

Per le tecnologie basta un fornitore non collegato né controllato ai sensi dell’art. 2359 del codice civile (niente soci, amministratori, loro congiunti o società partecipate da loro), che a sua volta non può chiedere il voucher (art. 6 c. 1-2). Per consulenza e formazione, invece, l’elenco è chiuso (art. 6 c. 3): Competence Center, parchi scientifici e tecnologici, centri di ricerca e di trasferimento tecnologico, EDIH, cluster tecnologici, incubatori certificati, FabLab, startup e PMI innovative, enti di formazione accreditati o soggetti certificati ISO 9001 nel settore EA37 (per percorsi di almeno 40 ore), Esperti in gestione dell’energia certificati UNI CEI 11339, Innovation Manager certificati UNI 11814 o iscritti nell’elenco di Unioncamere. Il consulente che non rientra in nessuna categoria passa solo se ha svolto, dal 2024 al 2026, almeno tre attività per imprese diverse sui temi del bando, e lo autocertifica con il modulo della Camera.

Perché nel 2025 sono state respinte 63 domande su 144

Fra aprile e ottobre 2026 la Camera ha chiuso l’istruttoria di 144 domande del voucher 2025 con cinque determinazioni: 59 imprese ammesse per 512.738,86 euro, 63 non ammesse, 22 rinunce. Il conto non è definitivo: le determinazioni parlano di istruttoria «finora completata». Ogni determinazione ha un elenco delle domande non ammesse con l’articolo del bando che le ha fatte cadere. Li abbiamo letti tutti e cinque e raggruppati per motivo, accanto alla regola che nel bando 2026 corrisponde.

Motivo del rigetto (bando 2025) Domande Regola corrispondente nel bando 2026
Obbligo di polizza catastrofale non rispettato 24 Art. 4 c. 1 lett. l, con copia della polizza a pena di esclusione
Irregolarità previdenziale e contributiva 15 Art. 4 c. 1 lett. h, DURC regolare
Sede legale o unità locale attiva fuori dalle due province 9 Art. 4 c. 1 lett. b
Documenti obbligatori mancanti o non conformi 8 Art. 10 c. 5
Spese fuori dal periodo ammesso 4 Art. 7 c. 5, dal 01/01/2026 al 30/04/2027
Diritto annuale non in regola 2 Art. 4 c. 1 lett. g
Spesa minima non raggiunta 2 Art. 3 c. 5 e art. 7 c. 6, almeno 4.000 euro
Altri motivi, uno ciascuno: fornitura in corso con la Camera, documenti firmati da chi non è il legale rappresentante, integrazioni chieste e non fornite in modo completo 3 Art. 4 c. 1 lett. k; art. 10 c. 6; art. 11 c. 3

I numeri della colonna sommano 67 perché quattro domande sono cadute per due motivi insieme. La lettura è netta: 57 rigetti su 63, nove su dieci, sono arrivati soltanto dai requisiti dell’impresa e dalle carte; gli altri sei riguardano le spese, fuori dal periodo ammesso o sotto la soglia minima. Polizza, DURC, sede in visura e diritto annuale si controllano prima dell’invio, e in uno sportello cronologico rifare la domanda dopo un rigetto significa ripartire in fondo alla fila, se nel frattempo lo sportello è ancora aperto.

Come presentare la domanda entro le 16:00 del 10 novembre

La domanda si invia solo su ReStart di InfoCamere, con SPID, CNS o CIE. Può inviarla il titolare o legale rappresentante, un delegato indicato dall’impresa in piattaforma, oppure un intermediario con il modulo di procura firmato a mano dal legale rappresentante, con il suo documento d’identità, e firmato digitalmente dall’intermediario. Ogni impresa presenta una sola domanda: se ne invia più di una, vale la prima formalmente ammissibile.

Prima di cliccare su invia, servono pronti:

  1. Tre documenti firmati digitalmente dal legale rappresentante: il Modello di riepilogo generato da ReStart, il Modulo di domanda e il Modulo servizi, con tecnologie e servizi dell’art. 7, fornitori con partita IVA e dettaglio dei costi. La firma di chiunque altro, anche quando invia un intermediario, rende la domanda irricevibile (art. 10 c. 6).
  2. La polizza catastrofale con numero, date, eventi e beni assicurati, quietanza e ubicazione del rischio uguale alla visura.
  3. I preventivi, intestati all’impresa, datati e su carta intestata del fornitore, con la scheda tecnica per beni e software; non anteriori al 01/01/2026, e niente autopreventivi.
  4. Il report Selfi4.0 sulla maturità digitale (in alternativa il report Zoom 4.0 fatto con il Digital Promoter della Camera), compilato indicando la provincia di Frosinone o Latina e non più vecchio di tre mesi; per spese green anche il report SUSTAINability.
  5. Gli allegati eventuali: autocertificazione dei fornitori «ulteriori», autocertificazione sui requisiti dei legali rappresentanti, programma e ore della formazione, certificazione della parità di genere per la premialità.
  6. Una PEC identica nel modulo e nell’anagrafica della domanda: tutte le comunicazioni passano da lì.

Consiglio operativo. Fai i controlli che il 2025 ha mostrato decisivi prima di firmare: DURC, diritto annuale degli ultimi cinque anni con l’Ufficio diritto annuale della Camera, indirizzo dell’unità locale in visura confrontato con la polizza. Se l’unità locale da cui parte il progetto non risulta attiva in visura, quella è la prima cosa da sistemare.

Dopo la domanda: tempi, concessione e rendicontazione

La Camera esamina le domande in ordine di arrivo: istruttoria formale, poi verifica di merito (attinenza alla doppia transizione, fornitori, spese conformi all’art. 7). Per le integrazioni ci sono sette giorni lavorativi: se non arrivano, o arrivano incomplete, la Camera decide sulle carte che ha. Prima di un rigetto arriva un preavviso con dieci giorni solari per le osservazioni, salvo i casi di irricevibilità e di inammissibilità che il bando individua espressamente, come la firma di chi non è il legale rappresentante o un requisito dell’art. 4 che manca (art. 11 c. 3). Gli esiti escono all’albo camerale e valgono come notifica: la prima, per circa 15 domande, entro 90 giorni dalla presentazione, le successive entro 60 giorni dalla precedente.

Sui tempi reali conviene guardare il 2025. Lo sportello aveva chiuso il 02/03/2026, la prima concessione è del 21/04/2026 e l’ultima, finora, del 28/10/2026: le nove imprese ammesse in quel giro hanno avuto la risposta un mese dopo la fine del periodo di spesa, che era il 26/09/2026. Nel 2026 il periodo di spesa chiude il 30/04/2027: chi aspetta la concessione per firmare l’ordine rischia di non avere il tempo per realizzare e pagare il progetto.

Con la concessione arriva il CUP, il codice unico di progetto, da riportare su ogni fattura. Per le fatture già emesse senza CUP il bando rimanda al servizio di integrazione dell’Agenzia delle Entrate (provvedimento n. 563301/2025); senza integrazione la spesa non è ammessa. Il voucher si incassa solo dopo la rendicontazione, e il bando non prevede anticipi. I vincoli sono questi (art. 13):

  • fatture elettroniche passate dallo SDI, non di cortesia, e pagamenti tracciabili con numero e data della fattura nella causale; niente contanti né compensazioni;
  • pagamenti per almeno il 70%, IVA esclusa, di ciascuna tipologia di spesa ammessa, non solo del totale: chi paga per intero la tecnologia ma lascia aperta metà della consulenza rischia la revoca;
  • attestato di frequenza ad almeno l’80% delle ore per la formazione, relazione finale e nuovo report Selfi4.0 dopo l’intervento;
  • invio entro le 16:00 del 01/06/2027, oppure entro 30 giorni dalla concessione per chi è ammesso a ridosso di quella data.

I documenti di spesa si conservano per almeno cinque anni dalla data del provvedimento di erogazione, i beni strumentali agevolati per almeno tre (art. 12). In caso di revoca il voucher si restituisce entro 30 giorni con gli interessi legali dalla data della liquidazione (art. 15).

De minimis, cumulo e trattamento fiscale del voucher

Il voucher è concesso in de minimis, il regime che consente aiuti di piccolo importo senza notifica alla Commissione europea. Per il Reg. UE 2023/2831 il limite è di 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni, su base mobile (art. 3 par. 2). Il bando e il modulo di domanda scrivono ancora «nell’arco di tre esercizi finanziari», la formula del vecchio Reg. UE 1407/2013. Fra i regimi citati dallo stesso art. 8 resta valida solo per la pesca (Reg. UE 717/2014): anche il de minimis agricolo, dopo il Reg. UE 2024/3118, si conta su tre anni mobili. Prima della concessione la Camera controlla il plafond sul Registro nazionale degli aiuti di Stato, come ha fatto per il 2025 (determinazione n. 758 del 28/10/2026): per rifare il conto sul proprio caso c’è la nostra guida al calcolo del plafond de minimis.

Sul cumulo il bando è secco: gli aiuti «non sono cumulabili con altri aiuti o agevolazioni pubbliche» (art. 9). Non distingue fra aiuti sulle stesse spese e aiuti su spese diverse, né dice se il divieto tocchi anche le misure fiscali generali come l’iperammortamento. Finché la Camera non lo chiarisce, la lettura prudente è una sola: niente va dato per cumulabile, e se il progetto usa già altri incentivi conviene chiedere un riscontro scritto al PID ([email protected]) prima dell’invio, non dopo la concessione.

Il bando non regola il trattamento fiscale e contabile del voucher, quindi valgono le regole generali, che cambiano se il contributo paga consulenze e formazione oppure beni ammortizzabili. Le differenze, con i conti su IRES e IRAP, sono nella nostra guida alla tassazione dei contributi in de minimis.

Domande frequenti sul voucher doppia transizione di Frosinone e Latina

Posso chiedere il voucher per spese che ho già pagato nel 2026?

Sì, se l’attività è realizzata dal 01/01/2026 in poi (art. 7 c. 5): il regime è il de minimis, che non chiede di presentare la domanda prima di iniziare. Servono comunque preventivi datati non prima del 01/01/2026 e fatture che, dopo la concessione, riportino il CUP, anche tramite il servizio di integrazione dell’Agenzia delle Entrate.

Il mio commercialista o consulente può inviare la domanda?

Sì, come delegato o come intermediario con procura. I tre documenti principali però li firma digitalmente il legale rappresentante: se li firma il consulente, la domanda è irricevibile.

Per avere la premialità basta aver chiesto il rating di legalità?

No. L’impresa deve essere già iscritta nell’elenco del rating alla data della domanda, oppure avere già la certificazione della parità di genere. Come si ottiene il rating, e quanto pesa negli altri bandi, lo spieghiamo nella guida al rating di legalità per i bandi delle PMI.

Cosa succede se le risorse finiscono prima del 10 novembre?

La Camera può chiudere lo sportello in anticipo (art. 3 c. 9). Le domande arrivate ma non esaminate per esaurimento del fondo finiscono in un elenco a parte, e possono essere riprese se si liberano risorse per rinunce, entro 30 giorni dalle ultime concessioni (art. 11 c. 8).

Se non fai in tempo o il progetto non rientra

Se il progetto è più grande del voucher o comprende hardware di base, le misure nazionali e regionali sono nella nostra guida ai bandi per la digitalizzazione delle PMI nel 2026; quelle delle altre regioni e delle Camere, con le date, nella mappa dei bandi a fondo perduto con le scadenze del mese. Chi ha avuto il voucher 2025 tenga conto della coda: la sua domanda 2026 si esamina dopo tutte le altre.

Vuoi sapere se la tua domanda regge prima delle 16:00 del 10 novembre? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per controllare requisiti, fornitori e documenti sul tuo caso.

Fonti consultate il 28/10/2026: il Bando Voucher Doppia Transizione Digitale ed Ecologica Anno 2026 e la pagina del bando sul sito della Camera di commercio di Frosinone-Latina, con i moduli; la pagina del bando 2025 con il testo e le cinque determinazioni di concessione (n. 323 del 21/04/2026, n. 466 del 22/06/2026, n. 587 del 07/08/2026, n. 678 del 25/09/2026 e n. 758 del 28/10/2026, con gli elenchi delle domande non ammesse); la piattaforma ReStart di InfoCamere. I conteggi dei motivi di rigetto e le stime sulla dotazione sono nostri, sugli atti citati.


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