Il caso Sirti esuberi Mimit arriva al Ministero delle Imprese e del Made in Italy: il 6 novembre 2026 l’azienda ha comunicato a Fim, Fiom e Uilm 430 esuberi tra i dipendenti diretti, a cui si aggiungono 190 lavoratori somministrati in uscita alla scadenza dei contratti. I sindacati chiedono di portare il dossier al Mimit prima dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo, prevista dall’azienda a metà novembre. Per lunedì 16 novembre 2026 è annunciato uno sciopero di quattro ore.
In sintesi
- 430 esuberi tra i dipendenti diretti di Sirti, più 190 somministrati: 620 persone in tutto, circa un quarto della forza occupata (dati riportati dalla stampa).
- Motivo indicato: il calo del fatturato 2027, atteso in diminuzione di oltre 200 milioni di euro, legato alla fine delle attività del Pnrr.
- L’azienda intende aprire il licenziamento collettivo a metà novembre; sciopero di quattro ore il 16 novembre 2026.
- Fim, Fiom e Uilm chiedono l’intervento del Mimit: al momento non risulta una convocazione fissata.
- Sedi interessate e ammortizzatori sociali non sono ancora noti.
Che cosa ha comunicato Sirti ai sindacati?
Secondo quanto riportato dalla stampa economica, l’azienda ha presentato il piano a Fim, Fiom e Uilm il 6 novembre 2026. Il dato complessivo è di 620 persone coinvolte, di cui 430 dipendenti diretti e 190 somministrati.
La ripartizione indicata degli esuberi diretti:
- circa 135 operatori sul campo;
- 45 addetti alla logistica;
- 50 nelle funzioni di staff;
- 195 nella catena di controllo delle attività operative.
Il motivo dichiarato è il calo del fatturato 2027, atteso in diminuzione di oltre 200 milioni di euro, per la conclusione delle attività legate al Pnrr. Si tratta di numeri comunicati dall’azienda in sede sindacale: al momento non è stato pubblicato un atto istituzionale che li confermi.
Perché i sindacati portano il dossier al Mimit?
Fim, Fiom e Uilm vogliono fermare la procedura prima che parta e hanno chiesto che la vertenza arrivi al Ministero. Le richieste riportate sono tre:
- un piano industriale per Sirti Telco;
- un confronto sul futuro di Sirti Digital;
- un intervento del Ministero sui problemi strutturali del settore, come le gare al massimo ribasso.
Il Mimit gestisce le vertenze aziendali complesse attraverso i tavoli di crisi, in cui siedono azienda, sindacati, Regioni e, quando serve, il Ministero del Lavoro. Per Sirti, la convocazione non risulta ancora fissata: finora c’è la richiesta dei sindacati, non un atto di convocazione. Sirti aveva già avuto tavoli ministeriali sul fronte esuberi negli anni scorsi, ma ogni vertenza segue il proprio percorso.
Come funziona il licenziamento collettivo e quali tempi prevede?
La procedura è disciplinata dagli artt. 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223. Si applica alle imprese con più di 15 dipendenti che intendono effettuare almeno cinque licenziamenti nell’arco di 120 giorni.
- Comunicazione di apertura: l’azienda scrive alle rappresentanze sindacali e alle organizzazioni di categoria, indicando motivi, numero e collocazione aziendale dei lavoratori in esubero.
- Fase sindacale: l’esame congiunto dura fino a 45 giorni, con l’obiettivo di individuare alternative e misure sociali.
- Fase amministrativa: se non c’è accordo, segue un confronto in sede pubblica, di norma entro 30 giorni.
È in questa lettera di apertura che l’azienda dovrà indicare la mappa territoriale degli esuberi, oggi non ancora nota.
Quali strumenti possono attenuare l’impatto sui lavoratori?
Per il caso Sirti non sono ancora stati indicati ammortizzatori sociali. Per i somministrati, la stampa riferisce solo che le uscite seguiranno le scadenze dei contratti.
Sul piano generale, la fase sindacale della procedura è la sede in cui azienda e sindacati valutano le alternative ai licenziamenti, come strumenti di sostegno al reddito o percorsi di ricollocazione. Quali strumenti saranno attivati, e con quali condizioni, dipenderà dall’esito del confronto e dagli atti ufficiali che seguiranno.
Che cosa significa per le aziende della filiera e del settore?
La vicenda segnala un effetto da monitorare: la fine dei cantieri Pnrr sulle reti di telecomunicazioni riduce i volumi per chi opera in appalto e subappalto. Per le imprese della filiera, installatori e fornitori di servizi, il tema è la visibilità sul portafoglio ordini 2027 e la dipendenza da commesse legate a bandi e gare pubbliche.
Per chi pianifica investimenti, resta utile seguire gli avvisi e i bandi a sportello aperti dalle amministrazioni, che richiedono documentazione pronta e tempi di invio rigorosi. Sul fronte Sirti, i prossimi passaggi da seguire sono l’avvio della procedura, lo sciopero del 16 novembre 2026 e l’eventuale convocazione del tavolo al Mimit.
Domande frequenti
Quanti sono gli esuberi di Sirti?
L’azienda ha comunicato 430 esuberi tra i dipendenti diretti, più 190 lavoratori somministrati che usciranno alla scadenza dei contratti, per un totale di 620 persone.
Il tavolo al Mimit è già stato convocato?
Quando parte la procedura di licenziamento collettivo?
L’azienda intende aprirla a metà novembre 2026. Lo sciopero di quattro ore è previsto per il 16 novembre 2026.
Quali sedi sono coinvolte?
La collocazione territoriale non è ancora nota: sarà indicata nella lettera di apertura della procedura.
Fonti
Prossimi passi da seguire: la lettera di apertura della procedura prevista a metà novembre, lo sciopero del 16 novembre 2026 e l’eventuale convocazione del tavolo di crisi al Mimit. Aggiorneremo l’articolo quando saranno disponibili atti ufficiali.
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