La stretta sulla rivalutazione delle pensioni non è più un’ipotesi: è scritta nell’articolo 55 del disegno di legge di Bilancio 2027, il cui testo è arrivato in Parlamento. Dal 1° gennaio gli assegni fino a circa 2.450 euro lordi al mese recupereranno tutta l’inflazione; sopra quella soglia l’aumento sarà molto più basso di quanto previsto dalle regole attuali, con perdite che per le pensioni più alte superano i mille euro l’anno.
A rendere il tema ancora più sentito c’è l’inflazione di ottobre: secondo la stima preliminare dell’Istat i prezzi sono saliti del 5,4% su base annua, e l’inflazione acquisita per il 2026 è arrivata al 3,4%. Vediamo cosa cambia e quanto vale fascia per fascia.
Cosa prevede l’articolo 55 della manovra
Oggi la rivalutazione funziona a scaglioni: ogni parte della pensione viene rivalutata con la percentuale della sua fascia, come accade con l’Irpef. La manovra torna invece al sistema a fasce, già applicato nel 2023 e nel 2024: in base all’importo complessivo, la pensione finisce in una fascia e la percentuale di quella fascia si applica a tutto l’assegno.
Le soglie sono calcolate sul trattamento minimo INPS del 2026, pari a 611,85 euro al mese:
| Pensione lorda mensile | Multiplo del minimo | Quota di inflazione riconosciuta |
|---|---|---|
| Fino a 2.447,40 € | fino a 4 volte | 100% |
| Da 2.447,41 a 3.059,25 € | da 4 a 5 volte | 85% |
| Da 3.059,26 a 3.671,10 € | da 5 a 6 volte | 53% |
| Da 3.671,11 a 4.894,80 € | da 6 a 8 volte | 47% |
| Da 4.894,81 a 6.118,50 € | da 8 a 10 volte | 37% |
| Oltre 6.118,50 € | oltre 10 volte | 32% |
Il testo prevede anche una clausola di salvaguardia: chi supera di poco una soglia non può ritrovarsi, dopo l’adeguamento, con una pensione più bassa di chi si trova esattamente sulla soglia. Senza questa regola, basterebbe un euro in più al mese per perdere decine di euro di aumento.
Rispetto alla bozza circolata nei giorni precedenti, che indicava 90%, 60%, 50%, 40% e 35%, le percentuali definitive del testo sono più basse in tutte le fasce sopra i 2.447 euro.
Quanto aumentano le pensioni: il confronto
La percentuale ufficiale di rivalutazione sarà fissata da un decreto del Ministero dell’Economia entro il 20 novembre, sulla base dell’indice FOI dell’Istat. Le simulazioni che seguono usano il 3,4% di inflazione acquisita indicato dall’Istat il 30 ottobre: si tratta di una stima, e il dato definitivo potrà essere un po’ diverso. Gli importi sono lordi; la differenza annua è calcolata su 13 mensilità.
| Pensione lorda mensile | Aumento con le regole attuali | Aumento con la manovra | Differenza annua |
|---|---|---|---|
| 1.000 € | +34,00 € | +34,00 € | nessuna |
| 2.000 € | +68,00 € | +68,00 € | nessuna |
| 2.447 € | +83,21 € | +83,21 € | nessuna |
| 2.500 € | +84,82 € | +72,25 € | −163 € |
| 3.000 € | +100,12 € | +86,70 € | −174 € |
| 3.500 € | +113,17 € | +63,07 € | −651 € |
| 4.000 € | +125,92 € | +63,92 € | −806 € |
| 5.000 € | +151,42 € | +62,90 € | −1.151 € |
| 6.000 € | +176,92 € | +75,48 € | −1.319 € |
Il salto più evidente è oltre i 3.059 euro: una pensione da 3.500 euro lordi, con le nuove regole, aumenterebbe meno di una da 3.000 euro. Con un’inflazione al 2,9%, la stima usata fino a metà ottobre, le perdite sarebbero un po’ più contenute: circa 556 euro l’anno su 3.500 euro e 982 euro su 5.000 euro.
Non si tratta di tagli a quanto già incassato: l’assegno non scende, ma cresce meno dell’inflazione. Il problema è che la differenza si trascina negli anni successivi, perché ogni nuova rivalutazione parte dall’importo già ridotto.
Chi è coinvolto e quanto risparmia lo Stato
La stretta riguarda chi supera quattro volte il minimo, circa 2.447 euro lordi al mese. Secondo le stime riportate in queste ore dalla stampa, sono circa 3,5 milioni di pensionati. Chi prende di meno, cioè la grande maggioranza dei pensionati, non è toccato dal nuovo meccanismo.
Per lo Stato la misura vale circa 1,5 miliardi l’anno, secondo la relazione tecnica, e oltre 14 miliardi lordi in dieci anni (8,5 miliardi al netto delle minori entrate fiscali). Le risorse servono, tra l’altro, a finanziare il fondo da 850 milioni l’anno per la flessibilità in uscita dal lavoro.
Lo stesso meccanismo, applicato nel 2023-2024, è già stato giudicato legittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 52 del 2026. I sindacati dei pensionati hanno annunciato che chiederanno modifiche durante l’esame parlamentare.
Pensioni minime: aumento ridotto
Per chi prende il trattamento minimo l’aumento sarà inferiore a quanto suggerisce l’inflazione. Nel 2026 il minimo di 611,85 euro era integrato da un incremento straordinario dell’1,3%, che lo portava a 619,80 euro. La manovra non lo rinnova: la rivalutazione si applicherà sulla base di 611,85 euro, e con un indice del 3,4% il minimo salirebbe a circa 632,65 euro, poco meno di 13 euro in più rispetto a quanto si incassa oggi.
Integrare la pensione con un lavoro da remoto
Con aumenti che crescono meno dei prezzi, una parte dei pensionati valuta di integrare l’assegno con qualche collaborazione. Tra le possibilità ci sono i lavori da remoto per madrelingua italiani: valutare e correggere testi per l’intelligenza artificiale, tradurre, rivedere contenuti o registrare audio, spesso con orari flessibili. OpenJob raccoglie le offerte di lavoro da remoto in italiano, con paga, requisiti e Paesi ammessi indicati per ogni annuncio, e la candidatura sempre gratuita sul sito ufficiale della piattaforma.
Prima di iniziare conviene verificare due aspetti. Il primo è il cumulo: le pensioni di vecchiaia e le anticipate ordinarie sono cumulabili con i redditi da lavoro, mentre chi è uscito con Quota 100, 102 o 103 può svolgere solo lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi l’anno fino all’età della pensione di vecchiaia. Il secondo è il fisco: i compensi vanno dichiarati e si sommano al reddito da pensione ai fini Irpef. Per un quadro più completo sul tema c’è anche la nostra guida al lavoro da remoto: tempo, spese e dove trovare le offerte.
Cosa succede adesso
- Prima metà di novembre: iniziano le audizioni in Parlamento sul disegno di legge.
- Entro il 20 novembre: decreto MEF con la percentuale provvisoria di rivalutazione.
- Entro il 31 dicembre: approvazione definitiva della legge di Bilancio. Fino ad allora soglie e percentuali possono ancora cambiare con gli emendamenti.
- Gennaio 2027: primo cedolino con gli aumenti.
Per capire come funziona la rivalutazione e come calcolare il proprio aumento passo passo, si può leggere anche la nostra guida sulla rivalutazione delle pensioni 2027 e il calcolo degli aumenti.
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