Non è tutto oro quello che luccica. Questo antico e di fatto sempre attuale adagio torna utile per descrivere l’operato della nuova Amministrazione statunitense che, se da un lato ha certamente avuto sin da principio una certa impronta pro life – con la grazia a numerosi pro life arrestati durante la presidenza Biden, siti abortisti oscurati e il vice JD Vance alla Marcia per la Vita di Washington -, dall’altro ha purtroppo già dato anche qualche chiaro segnale di tenore opposto. Il riferimento, qui, è ad Expanding Access to In Vitro Fertilization, ordine esecutivo firmato dal Presidente Donald Trump lo scorso 18 febbraio. Si tratta di una disposizione, come recita chiaramente il nome, finalizzata ad ampliare l’accesso alla fecondazione in vitro.
L’ordine esecutivo di Trump
«Gli americani hanno bisogno di un accesso agevole alla FIV e di opzioni di trattamento più convenienti», recita il testo dell’ordine esecutivo, «poiché il costo per ciclo può variare da $ 12.000 a $ 25.000. Fornire supporto, consapevolezza e accesso a trattamenti per la fertilità convenienti può aiutare queste famiglie a percorrere il loro cammino verso la genitorialità con speranza e sicurezza. […] Riduzione dei costi e dei limiti all’accesso alla fecondazione in vitro. Entro 90 giorni dalla data del presente ordine, l’Assistente del Presidente per la politica interna dovrà presentare al Presidente un elenco di raccomandazioni politiche sulla tutela dell’accesso alla fecondazione in vitro e sulla riduzione radicale dei costi diretti e di quelli del piano sanitario per il trattamento di fecondazione in vitro». Sono parole che si commentano da sé e che descrivono un quadro preoccupante, che porterà al sacrificio di centinaia di migliaia di vite umane.
Milioni di embrioni abortiti
«Solo il 7% degli embrioni umani creati tramite fecondazione in vitro darà luogo a una nascita», ha ricordato su “X” la presidente di Live Action, Lila Rose, la quale ha anche aggiunto: «il 93% di queste vite vengono congelate a tempo indeterminato, abortite o distrutte […] Oltre 1.000.000 di embrioni vengono congelati negli Stati Uniti. La fecondazione in vitro non è pro life». Chi ha provato a fare dei calcoli, stimando al 4% la quota futura di nati in provetta rispetto al numero di nascite annuali negli Stati Uniti – e fissando, appunto, al 93% la quota di embrioni deceduti -, ha evidenziato come ogni anno, anche a causa dell’ordine esecutivo di Trump, gli embrioni che moriranno saranno 1 milione e 900.000, una strage senza precedenti. E di questo non si può non tenere conto.
Perché la fecondazione in vitro è immorale
Non solo. Bisogna anche ricordare che la fecondazione in vitro – che al di là delle davvero innumerevoli vite delle quali, come appena detto, comporta il sacrificio – è immorale anche perché, di base, considera l’essere umano allo stadio embrionale semplicemente come qualcosa, e non come qualcuno, offendendo in radice la sua dignità. Non vanno inoltre dimenticati altri aspetti che rendono questa tecnica inaccettabile, a partire dal fatto che i bambini nati tramite fecondazione assistita scontano un maggior rischio di nascere prematuri, con anomalie congenite e mortalità perinatale. Uno studio pubblicato nel 2013 sulla rivista scientifica Journal of American Medical Association aveva rilevato che, nei casi di infertilità maschile, i trattamenti di fecondazione in vitro sono associati ad un aumentato rischio di ritardo mentale e autismo nei bambini sono associati.
Rischi per la salute delle donne
La fecondazione in vitro presenta conseguenze serie anche per la donna. Molte aspiranti madri, infatti, escono fisicamente e psicologicamente stremate dall’iter della fecondazione extracorporea, con ricadute negative spesso anche relazionali con il loro partner. Non va inoltre dimenticato come un passaggio chiave di questa tecnica – la stimolazione ovarica – può provocare nella donna numerose e gravi conseguenze quali: distensione addominale; ciste ovariche; ingrossamento abnorme delle ovaie; nausea; vomito e diarrea; accumulo di trasudato nel peritoneo e nella zona della pleura; alterazione della respirazione; ipercoagulazione, che a sua volta può causare trombi; patologie neurotiche; cancro al seno e all’utero e, in alcuni casi, pure la morte. Tutto questo però non viene quasi mai ricordato sui media. Il motivo? Semplice e perfino banale: la fecondazione in vitro è un enorme business. Che l’ordine esecutivo di Trump non farà che accrescere, immolando centinaia di migliaia di vite umane; il che per chiunque si riconosca come pro life è qualcosa di orrendo e inaccettabile.
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