Quei banchetti fra mafia e politica a Catania: «Un deputato regionale ci serve»

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Nelle carte del blitz “Mercurio” le cene elettorali uno dei capitoli più importanti

Politica e mafia, a Catania, stringevano accordi davanti a un bicchiere di vino e un piatto di carne arrustuta. La spartizione del potere d’altronde si è (quasi) sempre decisa a tavola. Le “cene elettorali” sono uno dei capitoli più suggestivi del faldone di 1.300 pagine del blitz Mercurio. Sono tanti i banchetti a cui partecipava Giuseppe Castiglione, arrestato lunedì mattina dal Ros.

Il deputato regionale catanese avrebbe assecondato i «desiderata» dell’addetto delle strisce blu, Domenico Colombo. Fin qui nulla di strano. La linea di rottura sarebbe stata la consapevolezza dell’onorevole che Colombo aveva più di un piede dentro la famiglia Santapaola-Ercolano. E c’era anche stata la discovery in un articolo, pubblicato sul Mensile S nel 2021, che dava conto delle “confessioni del boss” Silvio Corra. Il pentito citava Colombo parlando dei suoi “passaggi” al boss di Lineri, Enzo Sapia. Colombo commentava con una certa preoccupazione l’inchiesta giornalistica. Ma tutto durava pochi giorni.

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L’abbuffata

Poi i giochi per la campagna elettorale si avvicinavano e c’era da fare sul serio. Gli investigatori cominciarono ad alzare le antenne e a febbraio 2022 sono state monitorate una serie di “mangiate” in trattorie catanesi e ristoranti gourmet. Il 3 marzo 2022 Castiglione alzava la cornetta e contattava Colombo per invitarlo a una cena: «Una cosa, vedi che lunedì sera non prendere impegni che siamo a cena». E attorno al tavolo ci sarebbe stato Matteo Marchese, anche lui arrestato nella retata antimafia del Ros di Catania. All’abbuffata , con vista sulla spiaggetta nera di San Giovanni Li Cuti, i carabinieri notavano un perfetto sconosciuto. La rete per pescare voti si sarebbe estesa fino ai paesi etnei.

Castiglione accettava di buon grado l’invito di Colombo a partecipare a un pranzo, organizzato da persone di Ramacca e Palagonia. Invito che l’ex dipendente della partecipata comunale, arrestato nel 2022 per concorso esterno e poi condannato in primo grado, ha allargato a Antonino Bergamo. E gli balenava l’idea di spiegare al deputato regionale che l’organizzatore del pranzo fosse proprio l’esponente mafioso catanese in modo da «apprezzarne l’aiuto».

L’ospite d’onore

La lista degli ospiti aumentava. Ma quello d’onore era sempre uno. Colombo al telefono lo precisava: «Quello che gli dobbiamo dare il voto, è il presidente del consiglio di Catania!». E poi aggiungeva: «’Mbare è un deputato della regione, ci può servire per te. Mbare è un pezzo grosso!». Colombo spiegava al suo interlocutore l’importanza di sostenere Castiglione: «Certo, ‘mbare, ma allora perché … stai scherzando!? Allora perché … ‘mbare, è una persona di un certo livello e nuatri nu stamu puttannu ppa famigghia…». Per la gip, queste conversazioni sarebbero la voce di quella che sarebbe stata la merce di scambio. E cioè che «l’appoggio elettorale a Castiglione aveva come scopo quello di ottenere favori e vantaggi che potessero agevolare l’intera associazione». Colombo parla di Castiglione come «un deputato amico nostro».

A Castel di Judica sarebbe avvenuto un evento conviviale in una masseria. Colombo il giorno dopo commentava l’appuntamento gastronomico con Nino Bergamo, chiamato nella malavita catanese Nino Sferro. Colombo «ricordava la bella giornata trascorsa insieme il giorno precedente, in occasione del pranzo con Castiglione», annota la gip Anna Maria Cristaldi. Il deputato regionale, secondo la versione di Colombo, sarebbe «rimasto entusiasta della giornata» e su Bergamo avrebbe detto «ieri ‘mbare alla grande, è rimasto no contento, stracontento, dice “c’è quel cristiano Nino che è oro colato, dice è una persona”».

Richieste e promesse

Il procacciatore di voti spiegava a Bergamo «la necessità di creare un bacino di elettori più ampio possibile, in grado di assicurare l’elezione del Castiglione all’Assemblea Regionale Siciliana, in modo che, al momento opportuno, avrebbero potuto chiedere la concretizzazione di quanto promesso dal politico». «Per il momento non ti stiamo chiedendo niente poi come diventi deputato ti veniamo sotto casa ma per il momento non ci interessa la cosa, per il momento facciamo voti e cose». Il fato poi ci metteva lo zampino e Colombo qualche giorno la vittoria di Castiglione finiva dietro le sbarre.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA





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