Non con il referendum, strumento di democrazia diretta regressivo, pesante, di incerto risultato, molto costoso, che richiede il tempo che non abbiamo…
Molto meglio la democrazia diretta propositiva che invita all’azione collettiva e costruttiva la Cittadinanza, in grado di alimentare l’entusiasmo partecipativo per cambiare il futuro e farlo a misura di popolo e non di mediocri capipopolo.
Quella che segue è solo una bozza esemplificativa che dovrà essere implementata da chi più ne sa è più può:
Ipotesi operativa per comporre un blocco sociale progressista, che realizzi qui ed ora, la Sovranità Popolare esercitando la Costituzione, che ci darà autorità e autorevolezza.
1) Quali le finalità?
– impedire che la Costituzione Antifascista finisca I suoi giorni per mano degli eredi della RSI facendone un Bene Comune blindato
– ottenere riforme e leggi attese qui ed ora
– rilanciare una Sinistra Progressista Riformatrice
– non lasciare l’iniziativa ad una maggioranza parlamentare, minoranza nel paese (12,3 milioni di voti su oltre 50 milioni di elettori), figlia di una pessima legge elettorale
– riportare nel gioco democratico parte del mondo dell’astensione con l’invito all’azione e non alla fiducia già dissipata
2) Chi potrebbe assumere l’iniziativa?
– qualsiasi entità socio-politico-sindacale-culturale: il nuovo PD di Elly Schlein, la CGIL la Rete dei Numeri Pari, il CDC, Legambiente, Libera, etc. coinvolgendo le altre cointeressate
3) In che modo?
– Adottando, come strumento costituzionale autorevole “l’esercizio degli artt 71 e 50, ma in modo congiunto e sinergico”, per conferire ad essi quell’efficacia che singolarmente hanno dimostrato di non possedere, lanciando simultaneamente non una, ma 5/6 proposte di legge di iniziativa popolare (PLIP) a comun denominatore progressista, perché 60.000 elettori (ma non mettiamo limiti) possano firmarle tutte in modo CERTIFICATO, senza contorsioni contraddittorie, soddisfacendo così il 71.
4) Perché 5/6 PLIP?
– Perché l’impegno organizzativo per una o per alcune è praticamente lo stesso, ma saranno necessarie per coinvolgere 5/6 gruppi sociali a diversa sensibilità, indispensabili per aggregare quel grande “blocco sociale progressista”, che verrebbe a crearsi inserendo le PLIP in un’unica “formale petizione alle camere” (art 50), da lanciare con ogni mezzo possibile, per raccogliere le firme, NON CERTIFICATE, in quantità tale da realizzare, una volta nella storia, quella “Sovranità Popolare” sempre astrattamente enunciata, e tale da non poter essere ignorata da qualsiasi parlamento elettivo, pena pagarne un pesante scotto in popolarità e potenti manifestazioni avverse.
5) Quali sarebbero i temi in grado di aggregare quel blocco sociale?
– Ovviamente questa scelta spetterebbe a chi volesse adottare l’ipotesi operativa suggerita: essenziale che siano largamente popolari, comprensibili e fruibili anche dagli analfabeti funzionali! A mo’ di esempio io proporrei PLIP sui temi:
– ambiente (cessazione consumo suolo agricolo e finanziamento energie fossili)
– rappresentanza sindacale come da decenni è richiesto dai maggiori sindacati con le conseguenti ricadute sul mondo del lavoro
– SSN da rilanciare e blindare
– Pubblica Istruzione, scuola e conoscenza (perseguendo il tempo pieno nei primi cicli per migliorare educazione anche civica, conoscenza e cultura della futura società)
– nuova legge elettorale (il prof Pasquino, esperto della materia, afferma a scelta tra sistema francese o tedesco ampiamente collaudati da solide democrazie, “ma senza correzione alcuna!” per non far danni)
– e, in sostituzione a premierato, autonomia differenziata e altra feccia già depositata (come il taglio rozzo e brutale del numero dei parlamentari), la Riforma Unicamerale del Parlamento, raffinata e puntuale, dei proff Ferrara, Rodotà e altri di livello, negli archivi della Camera fin dal 1985, solo da aggiornare in punta di cesello (vedere progetto di legge IX legislatura Camera Deputati n. 2452).
Paolo Barbieri, La Spezia
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