Dal 30 ottobre 2026 sei Camere di commercio hanno un bando aperto (dati verificati il 28 ottobre) per videosorveglianza, videoallarme e antirapina: Romagna, Modena, Firenze, Venezia Giulia, Basilicata e Frosinone-Latina. La Romagna chiude per prima, alle 13:00 del 10 novembre. Frosinone-Latina per ultima: ha aperto alle 12:00 del 30 ottobre e chiude il 20 gennaio 2027, salvo esaurimento. I tetti vanno da 960 a 15.000 euro, ma a decidere il bando giusto non è l’importo, è il momento della spesa. A Firenze e a Trieste e Gorizia si chiede a lavori finiti e pagati; in Basilicata conta solo quello che spendi dopo la concessione. Chi sbaglia bando perde la spesa.
In sintesi: i bandi camerali per la sicurezza aperti a fine ottobre 2026
- Cosa sono: contributi a fondo perduto delle Camere di commercio per impianti di videosorveglianza, videoallarme antirapina collegato alle Forze dell’ordine e, in alcune Camere, antintrusione, vetrine e serrande blindate.
- Per chi: micro, piccole e medie imprese con sede o unità locale nel territorio della Camera; in Romagna solo tabaccherie, distributori di carburante, gioiellerie e bar; a Modena solo micro e piccole imprese; a Trieste e Gorizia anche le attività professionali.
- Quanto: dal 40% al 100% della spesa, con tetti da 960 a 15.000 euro a seconda della Camera e della tipologia; il tetto di 15.000 vale solo a Trieste e Gorizia.
- Quando: Romagna 10/11, Modena 30/11, Firenze e Venezia Giulia 31/12, Frosinone-Latina 20/01/2027; la Basilicata non fissa una chiusura delle domande, ma i progetti vanno finiti entro il 31/12/2026. Ovunque, salvo esaurimento dei fondi.
- Come: sportello in ordine di arrivo, su ReStart di InfoCamere con firma digitale; a Trieste e Gorizia solo via PEC.
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6Camere con il bando aperto dal 30/10, dati del 28/10/2026
10/11prima chiusura: Romagna, alle 13:00
15.000 €tetto più alto, solo a Trieste e Gorizia
Bandi videosorveglianza delle Camere di commercio: le sei aperte, in ordine di chiusura
| Camera e atto | Domande fino a (salvo esaurimento) | Contributo e tetto | Spesa minima | Dotazione | Chi può chiedere |
|---|---|---|---|---|---|
| Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), delibera di Giunta n. 68 del 14/07/2026 | 13:00 del 10/11/2026 | 50%, fino a 3.000 euro | 1.000 euro | 50.000 euro | MPMI con ATECO principale 47.26, 47.30, 47.77 o 56.3 |
| Modena, regolamento approvato con delibera del Consiglio camerale n. 6 del 26/01/2026 | 20:00 del 30/11/2026 | 50% nei 30 Comuni aderenti, 40% negli altri; da 960 a 3.000 euro secondo la tipologia | 1.000 euro IVA esclusa | 35.000 euro camerali, più le quote dei Comuni aderenti | Micro e piccole imprese |
| Firenze, con il Comune di Firenze, disciplinare 2026 | 16:00 del 31/12/2026 | 50%, fino a 5.000 euro | 1.000 euro IVA esclusa | 75.000 euro, di cui 25.000 del Comune | MPMI della città metropolitana |
| Venezia Giulia (Trieste e Gorizia), bando su fondi della Regione FVG | 31/12/2026 (ora non indicata) | fino al 100%, fino a 15.000 euro | 1.000 euro IVA esclusa | 650.000 euro: 416.000 Trieste, 234.000 Gorizia | MPMI e attività professionali |
| Basilicata, bando pubblicato il 20/05/2026 | nessuna data di chiusura; progetti finiti entro il 31/12/2026 | 70%, fino a 2.500 euro | nessuna soglia d’accesso; spesa effettiva almeno il 70% dell’ammessa (art. 12) | 50.000 euro | MPMI, solo videoallarme antirapina |
| Frosinone-Latina, delibera di Giunta n. 65 del 15/10/2026 | 16:00 del 20/01/2027 (ha aperto alle 12:00 del 30/10/2026) | 70%, fino a 7.000 euro | 2.500 euro IVA esclusa | 200.000 euro | MPMI delle province di Frosinone e Latina |
Ogni riga vale salvo esaurimento delle risorse, e nessuna delle sei Camere pubblica quanto resta. Il catalogo nazionale incentivi.gov.it indica per Trieste e Gorizia 850.000 euro: il bando dice 650.000 (art. 2), e qui vale il bando.
La domanda da farsi prima: hai già speso o devi ancora spendere?
Sul momento della spesa i sei bandi seguono tre logiche diverse, e conviene guardarle prima degli importi.
| Logica | Camera | Spese che contano |
|---|---|---|
| A lavori finiti e pagati | Firenze | Fatturate e pagate dal 01/12/2025 e comunque prima della domanda (art. 4) |
| A lavori finiti e pagati | Venezia Giulia | Fatture quietanzate dal 01/01/2026, intervento concluso prima della domanda, con certificato di regolare esecuzione (art. 6) |
| Prima o dopo | Romagna | Già fatte dal 01/03/2026, oppure da concludere entro 120 giorni dall’approvazione della graduatoria; preventivi non anteriori al 01/01/2026 (art. 3) |
| Prima o dopo | Modena | Dal 01/01/2026 al 31/12/2026, con rendiconto entro 30 giorni dalla comunicazione del CUP, il codice unico di progetto (art. 4 e 10) |
| Prima o dopo | Frosinone-Latina | Dal 01/01/2026 fino al rendiconto, da presentare entro l’01/06/2027 (art. 7 e 13) |
| Solo dopo la concessione | Basilicata | Dalla data di concessione del voucher, progetto concluso entro il 31/12/2026 (art. 7) |
Chi ha installato l’impianto in primavera e l’ha già pagato è il candidato naturale di Firenze e di Trieste e Gorizia. Chi deve ancora comprare, lì, non entra finché non ha finito: con il solo preventivo la domanda non passa.
Camera per Camera: i requisiti che escludono
Romagna: solo quattro attività
Il bando antirapina 2026 della Camera della Romagna non è per tutte le PMI di Forlì-Cesena e Rimini. Serve un’attività in posto fisso aperta al pubblico con codice ATECO 2025 principale o prevalente fra quattro: 47.26 tabaccherie, 47.30 distributori di carburante, 47.77 orologerie e gioiellerie, 56.3 bar e pub (art. 2 c. 1 lett. e). Un bar che ha il 56.3 come attività secondaria resta fuori.
Paga l’acquisto e l’installazione di videoallarmi antirapina collegabili alle sale operative di Polizia, Carabinieri o istituti di vigilanza, conformi al Protocollo del 22/02/2024, e di videosorveglianza antirapina a circuito chiuso. Gli impianti devono essere nuovi; su quelli esistenti passa solo l’adeguamento sostanziale che attiva il collegamento con le Forze dell’ordine. Restano fuori ampliamenti, canoni, noleggio e leasing, saldi su acconti anteriori al 01/03/2026 e forniture da soci, amministratori, dipendenti o fornitori collegati (art. 3).
Modena: micro e piccole imprese, e conta il Comune
Il Fondo per la sicurezza 2026 di Modena è riservato alle imprese con meno di 50 addetti e fatturato o bilancio non oltre 10 milioni: le medie imprese non possono chiederlo. È escluso chi ha già ottenuto la liquidazione del Fondo nel 2023, 2024 o 2025 per la stessa sede, e la sede deve essere un’unità operativa già denunciata al Registro delle imprese: uffici, magazzini, depositi e sale mostre non valgono (art. 2).
Le tipologie sono quattro: a) videoallarme antirapina collegato a Questura e Carabinieri; b) videosorveglianza a circuito chiuso, antintrusione con allarme acustico, nebbiogeni; c) sistemi passivi come casseforti, porte e serrande blindate, inferriate, vetri antisfondamento, antitaccheggio, illuminazione notturna; d) contratti con istituti di vigilanza, canoni dal 01/01/2026. Si sceglie una sola tipologia per domanda. L’impianto deve essere completo (per la a: videoregistratore, telecamere e pulsante antirapina), altrimenti è un adeguamento e non è ammesso (art. 4).
Il contributo dipende dal Comune della sede. Nei 30 Comuni aderenti (Modena città, Carpi, Sassuolo, Mirandola, Vignola e gli altri elencati dalla Camera) si arriva al 50%, con tetti di 3.000 euro per la tipologia a) e 1.200 per le altre; negli altri Comuni al 40%, con tetti di 2.400 e 960 euro (art. 6). Il rating di legalità aggiunge 250 euro fuori dai tetti.
L’ordine di arrivo conta solo a parità di punti (art. 9): 15 al videoallarme chiesto da un’impresa con ATECO in elenco (commercio al dettaglio, ristorazione, taxi e NCC, parrucchieri ed estetisti e altri), 10 alle altre tipologie chieste da quelle imprese, 5 al videoallarme di un’impresa fuori elenco, zero a tutto il resto. Le imprese fuori elenco, dice l’art. 2, sono finanziate solo dopo tutte le altre ammissibili; il bando però concede con un atto mensile e non chiarisce se la priorità vale dentro ogni atto o su tutto lo sportello.
Firenze: l’unico che paga anche la spaccata
Il disciplinare sicurezza 2026 di Camera e Comune di Firenze ha due ambiti. Il primo è il ripristino dei danni da atti vandalici, la spaccata appunto: vetrine, bandoni, porte, dehors, allarmi, videosorveglianza e anche registratori di cassa, con la denuncia all’Autorità di pubblica sicurezza allegata e il contributo calcolato sulla spesa al netto del rimborso dell’assicurazione. Il secondo è la sicurezza della sede: installazione, potenziamento o adeguamento di vetrine, bandoni, porte, allarmi, videosorveglianza e antintrusione (art. 4).
Possono chiedere le MPMI con sede o unità locale nella città metropolitana di Firenze, iscritte e attive al Registro delle imprese: la sola iscrizione al REA non basta. Chi ha avuto il contributo sicurezza 2024 o 2025 presenta una domanda irricevibile (art. 3 c. 4). Dei 75.000 euro, i 25.000 del Comune vanno prima alle imprese del Comune di Firenze. Con il rating di legalità il contributo sale di 100 euro, entro il 100% della spesa ammissibile (art. 2 c. 5).
Venezia Giulia: fino al 100%, ma con una telecamera esterna
Il bando videosorveglianza 2026 della Camera Venezia Giulia attua la LR FVG 19/2025, art. 9, commi 96-99, integrata dall’art. 13 della LR 3/2026, con fondi regionali. È il più generoso dei sei: fino al 100% della spesa e fino a 15.000 euro di contributo. Il tetto riguarda il contributo, non la spesa: la «spesa da 1.000 a 15.000 euro» che si legge in giro non è nel bando.
Il requisito tecnico che esclude è almeno una telecamera all’esterno, remotizzabile presso gli organi di pubblica sicurezza, orientabile sulla pubblica via dove possibile e conforme al Protocollo Quadro (art. 1). Beni solo nuovi di fabbrica, e nessun contributo se impresa e fornitore sono legati da un rapporto societario, di coniugio, di parentela o di affinità fino al secondo grado (art. 6). Le attività professionali sono ammesse, ma per uno studio non iscritto al Registro delle imprese il bando lascia un dubbio (art. 3), che trovi nelle domande frequenti in fondo.
Basilicata: si spende solo dopo il voucher
Il bando voucher videoallarme antirapina 2026 della Camera della Basilicata, nato dal Protocollo con la Prefettura di Potenza del 19/11/2025, finanzia solo videoallarmi antirapina digitali di nuova fabbricazione, conformi al Disciplinare tecnico; esclusi ampliamenti e adeguamenti. L’installatore deve essere abilitato ai sensi del DM 37/2008 lettera B, iscritto al Registro delle imprese e con il Nulla Osta Tecnico, o l’impegno a ottenerlo (art. 6).
Il voucher arriva fino a 2.500 euro e al 70% della spesa, più 250 euro con il rating di legalità e altri 250 con la certificazione di parità di genere o per l’impresa a guida femminile. Lo sportello è aperto dalle 9:00 del 29/06/2026 senza data di chiusura, ma la Camera concede o nega entro 90 giorni dalla domanda e il progetto va concluso entro il 31/12/2026 (art. 7 e 11). Una domanda inviata a novembre può ricevere la concessione a dicembre o più tardi, e le spese contano solo da quel giorno. Per chi parte adesso è il bando più stretto dei sei: prima della concessione non si compra, e se la concessione arriva a ridosso del 31/12 il tempo per installare e pagare può non bastare. Il bando non prevede proroghe: conviene sentire la Camera prima di inviare.
Frosinone-Latina: il bando più nuovo, aperto dal 30 ottobre
Il bando videosorveglianza digitale 2026 della Camera di Frosinone-Latina è il più recente dei sei, e per dotazione e tetto viene subito dopo Trieste e Gorizia: 200.000 euro, voucher fino a 7.000 euro al 70%, più 250 euro con il rating di legalità e 250 con la certificazione di parità di genere. Serve però una spesa ammessa di almeno 2.500 euro, la soglia più alta dei sei.
Finanzia cinque tipologie, tutte di nuova fabbricazione: videosorveglianza con allarme antirapina collegabile alle centrali operative, videosorveglianza e controllo anche biometrico, videosorveglianza di aree estese con drone (da registrare su D-Flight), antintrusione, illuminazione notturna esterna. Per ciascuna il bando fissa dotazioni minime da indicare nel preventivo (art. 7). Chi ha avuto il bando 2025 può chiedere per spese diverse, ma va in coda a chi non lo ha avuto (art. 4 c. 3).
Quanto prendi davvero: lo stesso impianto in sei Camere
Prendiamo un videoallarme antirapina completo, l’unico impianto ammesso in tutte e sei le Camere (a Modena è la tipologia a), con tre livelli di spesa al netto dell’IVA e senza premialità. Il conto applica percentuale e tetto di ciascun bando, ed è nostro.
| Camera | Spesa 2.000 euro | Spesa 5.000 euro | Spesa 10.000 euro |
|---|---|---|---|
| Romagna (solo 4 ATECO) | 1.000 | 2.500 | 3.000 (tetto) |
| Modena, Comune aderente | 1.000 | 2.500 | 3.000 (tetto) |
| Modena, Comune non aderente | 800 | 2.000 | 2.400 (tetto) |
| Firenze (solo spese già pagate) | 1.000 | 2.500 | 5.000 |
| Venezia Giulia (solo interventi già conclusi) | 2.000 | 5.000 | 10.000 |
| Basilicata (solo spese dopo la concessione) | 1.400 | 2.500 (tetto) | 2.500 (tetto) |
| Frosinone-Latina | non ammessa (minimo 2.500) | 3.500 | 7.000 (tetto) |
Il punto in cui il tetto si raggiunge cambia molto da un bando all’altro. In Romagna e a Modena, per il videoallarme, a 6.000 euro di spesa; a Firenze e a Frosinone-Latina a 10.000. In Basilicata già a 3.571,43 euro: oltre, il voucher resta a 2.500, e con entrambe le premialità arriva a 3.000. A Trieste e Gorizia il 100% va ridotto dei costi della domanda, 16 euro di bollo e 50 di diritti di segreteria.
Le dotazioni sono piccole. Se ogni impresa prendesse il contributo pieno, basterebbero per 16 domande in Romagna, 15 a Firenze (14 con il rating di legalità), 20 in Basilicata (16 con entrambe le premialità) e 28 a Frosinone-Latina (26 con entrambe), 27 a Trieste e 15 a Gorizia, che hanno dotazioni separate; per Modena il conto non si fa perché le quote dei Comuni non sono pubblicate. È un ordine di grandezza, non il residuo. In Romagna, aperta dal 2 settembre, e in Basilicata, aperta dal 29 giugno, una ventina di domande al tetto basta a esaurire i fondi.
Regole comuni ai sei bandi: de minimis, polizza catastrofale, cumulo
Tutti e sei concedono il contributo in de minimis (Reg. UE 2023/2831): il tetto degli aiuti de minimis che una stessa impresa unica può ricevere è di 300.000 euro nell’arco di tre anni, su base mobile (art. 3 par. 2). Un contributo di qualche migliaio di euro quasi mai lo sfora, ma il conto va fatto prima della domanda, sommando gli altri aiuti de minimis ricevuti dall’impresa unica negli ultimi tre anni: il metodo è nella nostra guida al calcolo del plafond de minimis. Frosinone-Latina scrive ancora «nell’arco di tre esercizi finanziari» (art. 8 c. 2), la formula del regolamento precedente: per il Reg. 2023/2831 vale la regola dei tre anni su base mobile.
Tutti e sei chiedono la polizza contro i rischi catastrofali (L. 213/2023, art. 1 c. 101) come requisito di accesso: senza, la domanda non è ammessa, qualunque sia l’impianto.
Sul cumulo, invece, ogni Camera fa da sé:
- Basilicata: cumulabile con altri de minimis fino al massimale e con aiuti in esenzione o autorizzati entro i loro massimali (art. 8).
- Romagna, Modena, Venezia Giulia: non cumulabile con altri aiuti sulle stesse spese.
- Firenze: non cumulabile sulle stesse spese con altri aiuti di Stato, de minimis o misure generali, anche fiscali (art. 7 c. 1).
- Frosinone-Latina: non cumulabile con nessun altro aiuto o agevolazione pubblica (art. 9).
Chi sullo stesso impianto usa già un’agevolazione fiscale deve accorgersene prima di chiedere: Firenze la esclude in modo espresso; Frosinone-Latina vieta il cumulo «con altri aiuti o agevolazioni pubbliche» senza distinguere, ed è meglio chiedere alla Camera prima di inviare.
Come si tassa il contributo per l’impianto
Il contributo per un impianto che resta in azienda è un contributo per l’acquisto di un bene strumentale. L’art. 28 c. 2 del DPR 600/1973 obbliga gli enti pubblici a trattenere il 4% sui contributi alle imprese, ma esclude proprio quelli «per l’acquisto di beni strumentali»; dal 2027 la stessa regola è all’art. 43 c. 2 del D.Lgs. 33/2025. Nemmeno è una sopravvenienza da tassare tutta nell’anno dell’incasso (art. 88 c. 3 lett. b del TUIR): segue il bene in più esercizi (il quadro completo è nella nostra guida alla tassazione dei contributi a fondo perduto). I bandi lo scrivono in modi diversi. Trieste e Gorizia lo dicono nell’Allegato 5, la dichiarazione da allegare alla domanda: la ritenuta «non si applica al contributo erogato a fronte dell’acquisizione di beni strumentali». Modena chiede in rendiconto la dichiarazione sulla ritenuta solo per la tipologia d), i contratti di vigilanza. Firenze la richiama «laddove prevista» (art. 2 c. 6), Frosinone-Latina «ove applicabile» (art. 3 c. 8); il bando della Basilicata la richiama senza riserva (art. 3 c. 6), mentre la pagina della Camera scrive «Ove previsto». Su un videoallarme acquistato e installato, quindi, la ritenuta non dovrebbe applicarsi; prima della liquidazione conviene comunque farlo confermare alla Camera.
Il ripristino dei danni a Firenze è un altro caso: rifare una vetrina rotta è una riparazione, non l’acquisto di un bene strumentale, e l’esclusione dalla ritenuta del 4% può non valere. Lì la qualificazione si decide con il commercialista, fattura alla mano.
Domanda, istruttoria e obblighi dopo il contributo
Cinque Camere su sei ricevono le domande su ReStart di InfoCamere, con firma digitale, anche tramite un intermediario. Il bollo, salvo esenzioni, si paga con il contrassegno in Romagna, in modo virtuale a Modena (16 euro) e a Frosinone-Latina, con F23 in Basilicata; il disciplinare di Firenze non ne parla. Venezia Giulia vuole solo la PEC: invio a [email protected] dalla PEC dell’impresa o del professionista indicato, oggetto «RICHIESTA CONTRIBUTO IMPIANTI VIDEOSORVEGLIANZA», con bollo e ricevuta del bonifico dei 50 euro di diritti (art. 7). Lo sportello è ovunque cronologico: conta la data di arrivo, non la qualità del progetto, salvo le priorità di Modena e la coda dei beneficiari 2025 a Frosinone-Latina.
| Camera | Tempi dell’esito | Dopo l’esito |
|---|---|---|
| Romagna | 120 giorni dalla chiusura se le domande sono meno di 50, più 30 ogni 50 domande | Rendiconto entro 30 giorni dalla fine dei lavori, fatture con CUP; sede mantenuta 3 anni, documenti conservati 5 |
| Modena | Concessioni con atto mensile, CUP via PEC | Rendiconto entro 30 giorni dal CUP, liquidazione entro 30 giorni; spesa effettiva almeno 70% dell’ammessa; documenti 10 anni |
| Firenze | Integrazioni in 5 giorni lavorativi; ammissione e liquidazione entro 60 giorni | Lista d’attesa cronologica per le domande non finanziate, istruite solo con nuovi fondi |
| Venezia Giulia | Concessione e liquidazione insieme, entro 90 giorni dalla domanda | Vincoli per almeno 3 anni dalla liquidazione |
| Basilicata | Concessione o diniego entro 90 giorni; scorrimento delle domande giacenti entro il 30/11/2026 | Rendiconto entro 30 giorni dalla fine, con relazione tecnica, richiesta di collegamento e NOT; spesa effettiva almeno 70%; documenti 10 anni |
| Frosinone-Latina | Elenchi per determinazione; il primo, su circa 15 domande, entro 60 giorni | Rendiconto entro le 16:00 dell’01/06/2027, pagamenti almeno al 70% per tipologia; documenti 10 anni |
Pagamenti solo con strumenti bancari tracciabili, mai in contanti, e a Modena neppure con assegni o carte prepagate; in Romagna la revoca comporta la restituzione con gli interessi legali (art. 11).
Gli errori che fanno perdere il contributo
- ATECO secondario in Romagna: i quattro codici devono essere l’attività principale o prevalente.
- Solo il preventivo a Firenze o a Trieste e Gorizia: lì serve l’intervento finito e pagato.
- Acquisto prima della concessione in Basilicata: quella spesa non conta.
- Polizza catastrofale mancante: la chiedono tutti e sei.
- Impianto incompleto a Modena: diventa un adeguamento e non è ammesso; stessa sorte per le fatture con imponibile complessivo sotto i 1.000 euro.
- Nessuna telecamera esterna a Trieste e Gorizia.
- Contributo recente: Firenze esclude i beneficiari 2024 e 2025, Modena chi ha avuto il Fondo dal 2023 al 2025 sulla stessa sede.
Domande frequenti sui bandi camerali per la videosorveglianza
Posso chiedere il contributo per un impianto installato prima del 2026?
Solo a Firenze, se fatture e pagamenti sono dal 01/12/2025 in poi. Romagna parte dal 01/03/2026, Venezia Giulia, Modena e Frosinone-Latina dal 01/01/2026, la Basilicata dalla concessione.
Un professionista di Trieste può chiedere il contributo?
Il bando ammette le attività professionali (art. 3 c. 1), ma chiede l’iscrizione al Registro delle imprese «ove previsto». Per uno studio non iscritto il testo non è chiaro: conviene chiedere conferma alla Camera prima di inviare la PEC.
Come so se ci sono ancora fondi?
Dall’esterno no: nessuna delle sei Camere pubblica il residuo. Lo sportello si chiude con un avviso sulla pagina del bando, che va riletta prima di inviare; a Firenze le domande oltre la dotazione restano in lista d’attesa.
Serve il collegamento con le Forze dell’ordine?
Per i videoallarmi antirapina sì: in Romagna, Modena (tipologia a), Basilicata e Frosinone-Latina (tipologia a) l’impianto deve poter dialogare con le centrali operative. A Modena il rendiconto richiede le due attestazioni di collegamento a Questura e Carabinieri.
Da dove partire
Prima la visura: ATECO principale, dimensione, sede o unità locale nel territorio giusto. Poi la data delle fatture, che separa Firenze e Trieste e Gorizia dai bandi che finanziano spese ancora da fare. Per i negozi la nostra guida ai contributi per negozi e commercio al dettaglio raccoglie le altre misure dell’anno, e per un quadro più largo c’è la panoramica sui bandi per il commercio. Le scadenze di tutti gli sportelli aperti, camerali e regionali, sono nel nostro calendario dei bandi a fondo perduto in scadenza.
Vuoi sapere quale dei sei bandi fa per la tua sede e se le tue fatture rientrano? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per una valutazione sul tuo caso.
Fonti lette il 28 ottobre 2026, oltre ai bandi linkati sopra: pagine ufficiali della Camera della Romagna, della Camera di Modena (dotazione camerale e Comuni aderenti), della Camera di Firenze e il suo elenco dei contributi aperti, della Camera Venezia Giulia, della Camera della Basilicata e della Camera di Frosinone-Latina. Gli articoli citati sono quelli dei rispettivi bandi; gli esempi di calcolo sono nostri.
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