Nella bozza della Legge di Bilancio non è passata inosservata l’assenza di fondi preannunciati per la diffusione dell’Intelligenza Artificiale nel tessuto produttivo del Paese. Peritore (AIIP): “L’assenza di risorse per Investo Digitale è una delusione. Confidiamo che Governo e Parlamento trovino le risorse”.
AI grande assente in Manovra. Tutti ne parlano, tutti la vogliono anche nel Governo. Ma l’AI nella Legge di Bilancio, almeno nella bozza presentata, non c’è. E’ un convitato di pietra. Un’assenza che fa rumore nel mondo industriale e lascia allibiti, condannando il tessuto industriale del nostro paese a non progredire nonostante la consapevolezza nell’esecutivi della centralità strategica dell’AI per migliorare la produttività e quindi il PIL del Paese. Mancano i fondi preannunciati per la robotica e l’AI fisica e i voucher per le PMI.
Una Legge di Bilancio senza fondi per il digitale, e ancor più grave, senza fondi per la formazione, il reskilling e l’upskilling in un paese dove le digital skill sono ai minimi termini. Su26 miliardi complessivi in Manovra è previsto soltatoo lo 0,1% per il cloud: è il termometro di un Paese che ignora il proprio futuro digitale e industriale?
Peritore (AIIP): “Assenza di risorse per ‘Investo Digitale’ grande delusione”
“L’assenza di risorse per Investo Digitale è una delusione: la competitività delle piccole imprese merita finanziamenti all’altezza degli annunci. Confidiamo che Governo e Parlamento trovino le risorse, almeno per i rilegamenti in fibra ottica delle aziende agricole lontane dalle dorsali, dove il costo del collegamento resta un ostacolo concreto. Il digitale deve arrivare anche in cascina”, commenta Giuliano Peritore, presidente di AIIP. “È però positiva l’inclusione di server GPU e infrastrutture di calcolo nel nuovo Transizione 5.0: le aziende possono acquistarli e beneficiare dell’iperammortamento, rispettandone i requisiti, per sviluppare capacità di intelligenza artificiale in Italia. La sovranità digitale si costruisce così: con reti, macchine e dati sotto il nostro controllo”.
Alla prova dei fatti AI senza soldi nella Legge di Bilancio
Ma alla prova dei fatti il Governo non trova i soldi per finanziare l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nei gangli della nostra Pubblica Amministrazione e nemmeno nel tessuto produttivo del paese, fatto per la grande maggioranza di micro PMI che fanno una gran fatica ad adottare nuovi sistemi di AI senza una spinta che è prima di tutto culturale.
Nessun fondo è stato trovato nemmeno per la formazione tecnologica, un altro grande tasto dolente per il nostro paese, agli ultimi posti da sempre nel ranking europeo delle digital skills.
La delusione nella industry del digitale è grande. E dire che il governo aveva annunciato l’arrivo di misure verticali e ingenti fondi dedicati, ma l’attuale impianto della Legge di Bilancio ha ridimensionato o escluso diversi interventi attesi. Fra questi spiccano
- Fondo per la robotica e l’IA fisica: È saltato il fondo specifico per lo sviluppo di intelligenza artificiale applicata alla robotica industriale e umanoide.
- Voucher AI per le PMI: I tanto discussi voucher (del valore stimato tra gli 8.000 e i 15.000 euro) destinati ad aiutare le micro e piccole imprese ad adottare soluzioni di AI sono al momento rimasti fuori dagli stanziamenti diretti della legge di bilancio.
Che fine ha fatto il fondo per le PMI? Dote di 200 milioni sparita
Per la misura del voucher prima della pubblicazione della bozza della Manovra si stimava che servirebbe una dotazione di circa 200 milioni. Si puntava a sostenere una maggiore diffusione dell’AI nelle piccole imprese italiane, che scontano ancora un divario rispetto alla media europea. Nel report sul Decennio digitale, la Commissione europea ricorda che la diffusione dell’intelligenza artificiale in Italia tra le imprese è in rapida crescita, ma è ancora ferma al 16,4% contro la media europea del 19,9% e, nel caso delle Pmi, al 15,7% contro il 18,9%.
Per l’assegnazione del voucher si parlava di una valutazione preliminare della maturità digitale (digital assesment) dell’impresa presso centri accreditati. I fornitori dovrebbero inoltre essere selezionati tra soggetti convenzionati. Ma è sparito tutto.
Restano 5 milioni per l’Osservatorio AI al Ministero del Lavoro
Restano invece i 5 milioni di euro per il finanziamento dell’Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro presso il Ministero allo scopo di individuare “misure volte a sostenere l’adattamento del capitale umano all’introduzione e alla diffusione dei sistemi di intelligenza artificiale, favorendo l’occupabilità, le transizioni professionali, l’aggiornamento delle competenze e la prevenzione dell’obsolescenza professionale, con particolare attenzione ai lavoratori maggiormente esposti agli effetti della trasformazione tecnologica”.
Ma senza l’AI nel mondo produttivo, senza una politica industriale per l’introduzione dell’AI nel tessuto produttivo, sembra una misura tampone ed estemporanea, un pro-forma per arginare possibili proteste di natura sindacale prettamente. Davvero troppo poco.
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