Chi cerca finanziamenti a fondo perduto per l’acquisto di una tabaccheria parte da un equivoco: la rivendita di tabacchi non si compra. La legge la dichiara non cedibile «a qualsiasi titolo» (L. 1293/1957, art. 31). Si compra l’azienda che sta nello stesso locale, e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) può assegnare la rivendita a chi l’ha comprata. Nessuna delle misure a fondo perduto che abbiamo letto finanzia l’avviamento, e le due nazionali a fondo perduto che accettano le tabaccherie, Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord, sono costruite per chi apre, non per chi subentra. Con il fondo perduto si finanziano arredi, attrezzature e lavori nuovi; la merce da rivendere è fra le finalità del microcredito, che è un prestito a sé.
Tabaccheria: cosa si compra, cosa si finanzia
- Cosa si compra: l’azienda (locale, arredi, merce, avviamento); la rivendita la assegna l’ADM, che può anche non farlo.
- Cosa paga il fondo perduto: beni nuovi comprati dopo la domanda con il voucher al 100% (fino a 40.000 euro al Sud, 30.000 nel Centro-Nord), oppure beni nuovi e lavori nel programma, fino al 75% al Sud e al 65% nel Centro-Nord.
- Cosa resta fuori: avviamento, arredi usati, scorta di tabacchi in conto contributo, affitto in Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego.
- Bandi regionali: se pagati dal FESR escludono il tabacco per regolamento europeo; quello della Sardegna, che nominava i tabaccai, è chiuso.
- Il punto aperto: se chi rileva possa usare Resto al Sud 2.0 o Autoimpiego il decreto non lo dice.
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0€Contributo sull’avviamento in Resto al Sud 2.0, Autoimpiego, ON e Sabatini
10%Aggio sul prezzo al pubblico dei tabacchi
5.999,30€Contributo perso superando 120.000€ di un euro
Quali finanziamenti esistono per aprire o rilevare una tabaccheria
Il codice ATECO 2025 della tabaccheria è 47.26.01, «Commercio al dettaglio di tabacco in qualsiasi forma»: apre alcune misure e ne chiude altre. Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego non si sommano con altre agevolazioni, salvo la garanzia del Fondo di garanzia PMI e la NASpI in unica soluzione dei disoccupati GOL (DM 11/07/2025, artt. 15 e 25).
| Misura | Tabaccheria | Cosa dà | Stato al 28/10/2026 |
|---|---|---|---|
| Resto al Sud 2.0 | ammessa | voucher al 100% fino a 40.000 euro (50.000 con beni innovativi o green) o contributo fino al 75% fino a 120.000 euro di programma, 70% fino a 200.000; de minimis | aperto dal 15/10/2025, senza scadenza |
| Autoimpiego Centro-Nord | ammessa | voucher fino a 30.000 euro (40.000) o contributo fino al 65% e al 60%; de minimis | aperto dal 15/10/2025 |
| ON, Nuove imprese a tasso zero | ammessa, solo società | prestito a tasso zero fino al 90%, fino a 10 anni | aperto, fondo perduto esaurito dal 01/07/2026 |
| Nuova Sabatini | ammessa | contributo sugli interessi di un prestito per beni nuovi, da 20.000 euro | aperta |
| Microcredito | nessuna esclusione di settore | fino a 75.000 euro (100.000 per le srl), anche per la merce | permanente |
| Smart&Start Italia | fuori: solo startup innovative | non pertinente | aperta |
| Toscana, Bando 2026 PMI EU Blending (FESR) | esclusa, NACE 472600 | non pertinente | aperto dall’11/05/2026 |
| Sardegna, attività commerciali 2026 | ammessa, «tabaccai» nominati | 40% a fondo perduto | chiuso (click day 8 e 9/10/2026) |
Le regole valide per qualsiasi attività sono nella sezione sul fondo perduto per chi rileva un’attività già avviata.
Si può comprare una tabaccheria? Cosa si compra e cosa assegna l’ADM
La rivendita ordinaria è affidata a un privato «in appalto o gestione» per non più di nove anni (L. 1293/1957, art. 19): è un rapporto con l’amministrazione, non un bene del titolare. L’art. 31 della L. 1293/1957 vieta di cederla, ma se si cede l’azienda nello stesso locale l’amministrazione può consentire che il rivenditore rinunci e che il compratore ottenga la rivendita a trattativa privata.
«Può» significa che l’assegnazione non segue il contratto in automatico. Per questo suggeriamo di subordinare il rogito all’assegnazione (condizione sospensiva): la legge non la impone, ma senza di essa si rischia di pagare l’avviamento di un’azienda che senza tabacchi vale un’altra cosa.
Contano i tempi: una rivendita nuova resta tre anni in esperimento senza cambiare titolare (salvo l’assegnazione al coadiutore se il titolare muore), le altre si cedono solo dopo due anni dalla fine dell’esperimento, dalla cessione precedente o dal trasferimento fuori zona (DM 38/2013, art. 10 c. 7).
Attenzione. Modulistica, tempi e costi del subentro non li abbiamo potuti leggere sul portale ADM. Prima del preliminare chiedi all’ufficio dei Monopoli se la rivendita è in esperimento e quando è stata ceduta l’ultima volta.
Come nasce una tabaccheria nuova: concorso, asta e distanze
Una rivendita nuova la istituisce l’ADM con due piani semestrali l’anno; le proposte dei privati non creano diritti (DM 38/2013, art. 3). Servono una distanza minima dalla rivendita più vicina, sul percorso pedonale più breve, di 300 metri nei comuni fino a 30.000 abitanti, 250 fino a 100.000 e 200 oltre, e non più di una rivendita ogni 1.500 abitanti (DM 38/2013, art. 2).
Nei comuni fino a 30.000 abitanti la rivendita nuova va a concorso riservato a invalidi e vedove di guerra, categorie equiparate e decorati al valor militare; negli altri comuni e nei capoluoghi a un’asta pubblica, vinta dal sopracanone più alto (L. 1293/1957, art. 21).
Chi può fare il tabaccaio: requisiti e incompatibilità
L’art. 6 della L. 1293/1957 esclude, fra gli altri, i cittadini non UE, chi ha un fallimento non cancellato, chi ha condanne per una serie di delitti (per il contrabbando qualunque sia la pena), chi nei cinque anni prima ha rinunciato a una rivendita o è stato rimosso dalla sua gestione, anche come coadiutore o commesso. Il requisito che si dimentica è l’idoneità professionale, da conseguire entro sei mesi dall’assegnazione con i corsi convenzionati fra ADM e associazioni di categoria (n. 9-bis): se manca, è causa di esclusione.
L’art. 7 aggiunge le incompatibilità: lavoro dipendente continuativo presso altri, un’altra rivendita o ricevitoria, convivenza con chi lavora ai Monopoli o nella Guardia di finanza. Chi accede a Resto al Sud 2.0 o ad Autoimpiego come lavoratore a basso reddito (working poor) e ha un rapporto di lavoro dipendente continuativo deve rimuovere l’incompatibilità entro i termini fissati dall’amministrazione. La rivendita è poi gestita personalmente dall’assegnatario (art. 28): se una società possa esserne titolare, o solo proprietaria dell’azienda, gli atti letti non lo dicono, ed è un punto da chiarire con l’ADM.
Cosa pagano gli incentivi e cosa resta fuori
Avviamento, arredi esistenti e merce, cioè quasi tutto il prezzo di chi rileva, il fondo perduto nazionale non li tocca.
| Spesa | Rientra | Resta fuori | Fonte |
|---|---|---|---|
| Avviamento pagato al venditore | in nessuna misura letta | sempre, in conto contributo | DM 11/07/2025, artt. 13 e 23; FAQ ON spese n. 14 |
| Arredi e attrezzature usati | in nessuna misura letta | Resto al Sud 2.0, Autoimpiego, ON e Sabatini vogliono beni nuovi | DM 11/07/2025, artt. 13 e 23; FAQ Invitalia n. 8 |
| Arredi, attrezzature, software nuovi | se comprati dopo la domanda | se comprati prima | DM 11/07/2025, artt. 13, 21, 23; FAQ Invitalia n. 9 |
| Lavori di ristrutturazione | nel programma fino al 50%; in ON fino al 30% | nel voucher | DM 11/07/2025, artt. 21 e 23; DM 04/12/2020, artt. 15 e 19 |
| Scorta di tabacchi e merce | microcredito | Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego | DM 176/2014, art. 2; DM 11/07/2025, art. 24 |
| Affitto del locale | ON, società fino a 36 mesi, nel circolante | Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego | FAQ ON spese n. 15; DM 11/07/2025, art. 24 |
| Notaio, consulenze, sopracanone d’asta | in Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego no; per le altre misure i testi letti non lo dicono | Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego: consulenze per la domanda, legali e fiscali escluse; notaio e sopracanone non sono fra le spese ammesse (nostra lettura) | DM 11/07/2025, artt. 21 e 23 |
La scorta si paga subito: il rivenditore paga i tabacchi all’acquisto, con dilazione solo dietro cauzione (L. 1293/1957, art. 24). Fra le misure lette, a nominare le «merci destinate alla rivendita» è il microcredito, un finanziamento senza garanzie reali spiegato nella guida al microcredito per il primo magazzino. Se il microcredito o il Fondo di garanzia PMI coprano anche il prezzo dell’azienda i testi letti non lo dicono: va chiesto all’operatore o alla banca.
Perché i bandi regionali FESR escludono le tabaccherie
Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) non sostiene «la fabbricazione, la trasformazione e la commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco» (Reg. UE 2021/1058, art. 7 par. 1 lett. c). La regola vincola il fondo: nella nostra lettura vale per ogni bando finanziato con il FESR, anche quando il testo non la ripete. In Toscana il Bando 2026 PMI EU Blending (DD 9506 del 30/04/2026), aperto dall’11/05/2026, mette il NACE 472600 fra i codici esclusi nell’Allegato 6, e conta il codice primario della sede agevolata.
Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego vengono invece dal FSE+, che per il tabacco non prevede esclusioni. La Sardegna, con fondi propri, nominava i «tabaccai» fra i beneficiari (Avviso attività commerciali 2026) del 40% per le attività commerciali, ma il click day era l’8 e il 9 ottobre 2026 (Det. 1875 del 15/09/2026); i contributi agli esercizi di vicinato della Valle d’Aosta hanno chiuso il 09/10/2026.
Il bar tabacchi è il caso delicato: con il bar come codice primario, un bando che guarda solo al primario può ammetterlo, uno che guarda alle attività finanziate può escluderlo. A ogni bando si chiedono due cose: da quale fondo è pagato e quali codici esclude. Per i bandi rivolti al commercio c’è la guida ai bandi e contributi per i negozi, per le scadenze il calendario dei bandi a fondo perduto aperti; nessuno dei due elenchi garantisce che i tabacchi siano ammessi.
Chi rileva una tabaccheria può usare Resto al Sud 2.0, Autoimpiego o ON?
Le due misure nazionali a fondo perduto che accettano la tabaccheria sono pensate per chi apre. ON, che oggi dà solo il prestito, in alcuni casi ammette chi rileva, ma non finanzia beni usati né quello che si paga per rilevare (tabella qui sotto).
| Controllo | Rientri se | Resti fuori se | Fonte |
|---|---|---|---|
| Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego: impresa nuova | la ditta è avviata nel mese prima della domanda ed è inattiva alla domanda | hai già comprato l’azienda e vendi | DM 11/07/2025, art. 6 c. 1 |
| Stesso codice ATECO | nei sei mesi prima non eri titolare o socio di un’attività 47.2 | avevi una tabaccheria, un alimentari o un altro 47.2, anche chiuso | DM 11/07/2025, art. 6 c. 5 |
| ON: forma | società con oltre metà di soci e quote a under 36 o donne | ditta individuale | DM 04/12/2020, art. 5 |
| ON, società fino a 36 mesi | non ha rilevato l’attività di un’altra impresa, o pesa meno del 10% del fatturato | nasce per comprare la tabaccheria | FAQ ON requisiti n. 2 |
| ON, società fra 36 e 60 mesi | può rilevare | niente beni usati né costi per rilevare gli attivi | FAQ ON spese n. 14 |
Il punto che decide non è risolto: comprare un’azienda già avviata è «avvio» di un’iniziativa? Per una lettura restrittiva no: chi compra un’azienda in esercizio la continua. Per una favorevole sì: la ditta che fa domanda è nuova e inattiva, e il contributo copre solo le spese nuove. Il decreto non tratta il subentro, e nelle FAQ di Invitalia che abbiamo letto il 28/10/2026 il caso non compare. L’unica sequenza compatibile con l’art. 6 è aprire la ditta, presentare la domanda da inattiva e solo dopo comprare l’azienda e chiedere il subentro all’ADM. Prima di firmare, va chiesto a Invitalia per iscritto. La regola della terza cifra è la stessa che ferma chi apre un negozio di frutta e verdura o un alimentari: tutto il gruppo 47.2. I requisiti di età e di lavoro sono nelle guide a Resto al Sud 2.0 e ad Autoimpiego Centro-Nord.
ON dal 1° luglio 2026 concede solo il prestito a tasso zero (avviso Invitalia del 30/06/2026) e vuole una società, mentre la rivendita va gestita di persona dall’assegnatario: come si incastrino è una domanda per l’ufficio ADM. Le altre condizioni sono nelle regole di ON per le nuove imprese.
Quanto si ottiene: tre programmi e il salto oltre 120.000 euro
Calcoli nostri su importi ipotetici, non pratiche reali. Una tabaccheria con 60.000 euro di arredi e attrezzature nuovi, 10.000 di software e 30.000 di lavori (il 30%, sotto il tetto del 50%). Le aliquote sono massimi: Invitalia può concedere meno. L’aliquota ridotta oltre 120.000 euro si applica all’intero programma (DM 11/07/2025, artt. 12 e 22).
| Programma (euro) | Resto al Sud 2.0 | A tuo carico | Autoimpiego | A tuo carico |
|---|---|---|---|---|
| 100.000 | 75.000 (75%) | 25.000 | 65.000 (65%) | 35.000 |
| 120.000 | 90.000 (75%) | 30.000 | 78.000 (65%) | 42.000 |
| 120.001 | 84.000,70 (70%) | 36.000,30 | 72.000,60 (60%) | 48.000,40 |
| 128.571,43 | 90.000 (70%) | 38.571,43 | 77.142,86 (60%) | 51.428,57 |
| 200.000 (massimo) | 140.000 (70%) | 60.000 | 120.000 (60%) | 80.000 |
Un euro oltre 120.000 costa 5.999,30 euro di contributo al Sud e 5.999,40 nel Centro-Nord. Il contributo torna dov’era solo a 128.571,43 euro di programma con Resto al Sud 2.0 e a 130.000 con Autoimpiego: se il preventivo sta appena sopra la soglia, conviene togliere una voce. Il voucher copre il 100% ma non i lavori: senza opere rende più del programma fino a 53.333,33 euro di spesa al Sud e 46.153,85 nel Centro-Nord (66.666,67 e 61.538,46 con la maggiorazione). Una sola domanda per iniziativa (art. 20 c. 4): se voucher e programma si combinino il decreto non lo dice in modo espresso.
Per chi rileva il metro è l’aggio, il 10% del prezzo al pubblico dei tabacchi (D.Lgs. 504/1995, art. 39-septies). Con 40.000 euro l’anno di costi fissi ipotetici servono 400.000 euro di tabacchi venduti solo per coprirli, e un contributo di 75.000 euro vale l’aggio su 750.000 euro di vendite.
Quanto resta del contributo dopo tasse e contributi INPS
Il contributo che paga beni ammortizzabili è in conto impianti: non è una sopravvenienza (TUIR, art. 88 c. 3 lett. b), entra nel reddito ogni anno attraverso ammortamenti più bassi. In bilancio va a riduzione del costo del bene oppure fra gli altri ricavi (A5) con un risconto passivo, con lo stesso utile (OIC 16, par. 88); il decreto non lo esclude dal reddito.
| Programma di 100.000 euro, Resto al Sud 2.0 | Ditta, IRPEF 23% | Ditta, IRPEF 33% | Srl, solo IRES |
|---|---|---|---|
| Contributo lordo | 75.000 | 75.000 | 75.000 |
| Imposte e contributi in più lungo l’ammortamento | 33.937,50 | 38.752,50 | 18.000 (più IRAP) |
| Valore netto | 41.062,50 | 36.247,50 | 57.000, prima dell’IRAP |
Calcolo nostro: per la ditta INPS al 24,48% (circ. INPS 14/2026), IRPEF e minore detrazione, niente IRAP (L. 234/2021, art. 1 c. 8); per la srl IRES al 24%, IRAP a parte, se la struttura con la rivendita regge. Addizionali escluse. Le quote valgono solo se il reddito resta nello stesso scaglione IRPEF per tutti gli anni di ammortamento, e l’INPS al 24,48% vale fino a 56.224 euro di reddito.
Due regole fiscali proprie dei tabacchi. Il tabaccaio non può stare nel forfetario: ne è escluso chi usa regimi speciali IVA (L. 190/2014, art. 1 c. 57 lett. a), e l’Agenzia delle entrate mette fra questi la vendita di sali e tabacchi, con l’IVA assolta a monte sul prezzo al pubblico (DPR 633/1972, art. 74); l’esclusione vale anche per le altre attività dello stesso soggetto (circ. 10/E del 2016 e 9/E del 2019). E per le soglie della semplificata contano come ricavi gli aggi, non il venduto (DPR 600/1973, art. 18 c. 10): se tutti i ricavi fossero aggi, la soglia di 800.000 euro corrisponderebbe a 8 milioni di euro di tabacchi venduti; con il bar o altri ricavi si raggiunge prima.
La ritenuta del 4% non si applica ai contributi per beni strumentali (DPR 600/1973, art. 28 c. 2). Sui lavori in un locale in affitto ci sono due letture: sono immobilizzazioni ed esenti, oppure non sono un «acquisto» e la ritenuta si applica. Se Invitalia trattenga il 4% non risulta da fonti pubbliche. Nell’esempio varrebbe al massimo 900 euro, ed è un acconto d’imposta.
Quanto costa comprare l’azienda: registro, avviamento, debiti
La cessione d’azienda è fuori campo IVA e sconta il registro, dal 2025 bene per bene se l’atto ripartisce il prezzo, altrimenti con l’aliquota più alta (DPR 131/1986, art. 23 c. 4). Avviamento, arredi e merce scontano il 3%, gli immobili il 9%, i crediti lo 0,50%. Su un’azienda ipotetica da 150.000 euro (120.000 di avviamento, 20.000 di arredi usati, 10.000 di merce) il registro è 4.500 euro; imposta minima e termini non li abbiamo letti.
L’avviamento si ammortizza in bilancio in non più di 10 anni se la vita utile non si stima (OIC 24, par. 69) e si deduce per un diciottesimo l’anno (TUIR, art. 103 c. 3): su 120.000 euro, 6.666,67 deducibili contro 12.000 in bilancio. Il rischio nascosto sono i debiti del venditore: chi compra risponde di quelli che risultano dai libri contabili (c.c., art. 2560) e, in solido dopo il venditore ed entro il valore dell’azienda, di imposte e sanzioni dell’anno e dei due precedenti (D.Lgs. 472/1997, art. 14). Libera il certificato dei carichi pendenti, se negativo o non rilasciato entro 40 giorni.
De minimis e cumulo: 80.000 euro consumati, non 75.000
Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego sono in de minimis, il regime dei piccoli aiuti: massimo 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni, su base mobile (Reg. UE 2023/2831, art. 3 par. 2). Conta il lordo, e conta il tutoraggio da 5.000 euro che il decreto assegna a ogni iniziativa (art. 31): nell’esempio il consumo è 80.000 euro, il 26,67% del massimale. Il conteggio è nella guida al calcolo del plafond de minimis, con la visura del Registro nazionale aiuti.
Niente cumulo con crediti d’imposta e altre agevolazioni, salvo la garanzia del Fondo e la NASpI anticipata dei disoccupati GOL (DM 11/07/2025, artt. 15 e 25). Quindi niente ON e niente Nuova Sabatini insieme. Se gli aiuti del venditore passino a chi compra è un punto aperto, che trattiamo nelle domande dei lettori.
Dopo la concessione: pagamenti e vincolo di tre anni
Invitalia decide in ordine di arrivo entro 90 giorni, e prima di un diniego manda un preavviso con i motivi. Le spese del programma vanno fatte entro 16 mesi dalla concessione, prorogabili a 20; quelle del voucher entro 9, fino a 12. Dopo tre mesi si può chiedere un pagamento fra il 30% e il 70% delle spese, anche su fatture non pagate, entro 60 giorni; il saldo arriva entro 80 giorni dalla verifica dei beni (art. 28).
Se cessi volontariamente l’attività, la alieni o la dai in locazione prima di tre anni dall’ultimo titolo di spesa, Invitalia può revocare il contributo; lo stesso vale se vendi o destini ad altro uso i beni agevolati o li porti fuori dal territorio della misura (art. 30). Per chi pensa di rivendere presto, i tre anni di Invitalia si sommano ai due che l’ADM chiede fra una cessione e l’altra.
Domande dei lettori
Esistono finanziamenti a fondo perduto per l’acquisto di una tabaccheria già avviata?
Per il prezzo pagato al venditore no: avviamento e arredi usati non sono ammessi in nessuna misura nazionale letta, e la merce non rientra nel fondo perduto. Il fondo perduto copre beni nuovi e lavori comprati dopo la domanda, e solo se Invitalia considera il subentro un avvio. Il microcredito può finanziare le merci destinate alla rivendita, ma se si possa affiancare a Resto al Sud 2.0 o ad Autoimpiego i testi letti non lo dicono: il decreto vieta il cumulo con altre agevolazioni, salvo la garanzia del Fondo di garanzia PMI. Va chiesto a Invitalia.
Posso intestare la tabaccheria a una srl per usare ON a tasso zero?
ON finanzia solo società, oggi solo con il prestito, e una società fino a 36 mesi che rileva l’attività di un’altra impresa non è ammessa. La rivendita è gestita personalmente dall’assegnatario: se una srl possa esserne titolare, gli atti letti non rispondono. Va chiarito con l’ufficio ADM prima di costituire la società.
Il contributo di Resto al Sud 2.0 per una tabaccheria è tassato?
Sì, attraverso ammortamenti più bassi, perché è un contributo in conto impianti. Nel nostro esempio 75.000 euro valgono circa 41.000 netti per una ditta nello scaglione IRPEF del 23% e 57.000 per una srl prima dell’IRAP.
Il tabaccaio può stare nel regime forfetario?
No. La vendita di tabacchi segue un regime speciale IVA, che esclude dal forfetario anche le altre attività dello stesso soggetto (L. 190/2014, art. 1 c. 57; circolare 10/E del 2016). Resta la contabilità semplificata o ordinaria; per le soglie della semplificata contano gli aggi.
Ho un bar: posso vendere tabacchi e chiedere un bando regionale per il locale?
Senza una rivendita, per vendere tabacchi al bar serve il patentino: lo rilascia l’ufficio dei Monopoli a sua valutazione, come servizio complementare alle rivendite (orari, distanza, frequentazione del locale), e mai se la rivendita più vicina è a 100 metri o meno. Vale due anni e si rifornisce di norma dalla rivendita ordinaria più vicina. Per i bandi conta come leggono i codici: se guardano solo all’ATECO primario del bar possono ammetterti, se il fondo è il FESR e guardano alle attività finanziate, i tabacchi restano fuori. Va letto ogni bando.
Il venditore aveva aiuti de minimis: pesano sul mio plafond?
Dipende da come si legge «acquisizioni» nel regolamento: solo operazioni fra imprese, o anche acquisto dell’azienda. Prassi che chiuda la questione non l’abbiamo trovata: chiedi al venditore la visura del Registro nazionale aiuti e tienine conto se si avvicina a 300.000 euro.
In che ordine muoversi per rilevare una tabaccheria?
- All’ufficio dei Monopoli: rivendita non in esperimento e due anni dall’ultima cessione.
- Su di te e sul venditore: requisiti, codici ATECO dei sei mesi prima, libri contabili, carichi pendenti, visura aiuti.
- Con Invitalia: domanda scritta sul subentro prima di firmare, poi ditta aperta nel mese prima e nessun acquisto prima della domanda.
- Dal notaio: condizione sospensiva sull’assegnazione, prezzo ripartito, deposito entro 30 giorni (c.c., art. 2556).
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Fonti e data della verifica. Verifica del 28/10/2026: DM Lavoro 11 luglio 2025 (GU n. 193 del 21/08/2025) e FAQ Invitalia per Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord; DM 4 dicembre 2020 e FAQ Invitalia per ON; L. 1293/1957 e DM 38/2013; D.Lgs. 504/1995; Reg. UE 2021/1058 e 2023/2831; pagina MIMIT della Nuova Sabatini; art. 111 TUB e DM 176/2014; DD Regione Toscana 9506/2026; Det. Regione Sardegna 1875/2026; norme fiscali e civili citate nel testo, OIC 16 e 24.
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