#Finsubito news – Il punto sull’identità digitale in Italia e in Europa, tra scadenze ravvicinate e nodo certificazione


L’Italia è tra i Paesi più avanzati per quanto riguarda lo sviluppo del portafoglio europeo (EUDI Wallet), ma la certificazione non risulta comunque completata. Ogni Stato membro dell’UE dovrà rendere disponibile almeno un wallet conforme ai requisiti entro il 24 dicembre, ma al momento nessuna delle soluzioni nazionali possiede tutte le funzionalità richieste.

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Italia avanti sui wallet per l’identità digitale, ma manca ancora qualcosa

L’ultimo report dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet del Politecnico di Milano, presentato al convegno Identity wallet: onboarding, partenza, via!, fa emergere ancora mancanze. Per quanto concerne l’Italia, sono già 12,7 milioni le persone ad aver attivato la funzione “Documenti” all’interno dell’app IO, memorizzando quasi 22 milioni di documenti in totale, ma il passaggio successivo prevede il completamento della soluzione pubblica e l’ampliamento dei servizi nei quali utilizzarla.

L’analisi valuta la preparazione dei vari Paesi europei per quanto riguarda iter normativo nazionale, sviluppo delle funzioni previste dal regolamento europeo e avanzamento della certificazione. L’Italia è tra quelli più avanti, e ha ottenuto 4 punti su 6, ossia il punteggio più alto della rilevazione. Ben 12 Paesi tra quelli considerati si fermano addirittura a 0 punti.

Nel mese di novembre 9 Stati hanno richiesto l’approvazione del proprio schema di certificazione: oltre all’Italia in lista troviamo Austria, Finlandia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Spagna. Per arrivare all’accreditamento, i wallet dovranno superare i vari controlli di sicurezza, di protezione dei dati e di interoperabilità. Ricordiamo che la scadenza è stata fissata al 24 dicembre 2026, quindi siamo ormai agli sgoccioli.

“Se il 2025 è stato l’anno della messa a punto della regolamentazione sull’EUDI Wallet, il 2026 è stato quello della progressiva attuazione e ora le scadenze ravvicinate stanno spingendo i Governi e il mercato ad accelerare i lavori“, ha commentato Giorgia Dragoni, Direttrice dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet. “Sul fronte nazionale, oggi l’IT-Wallet ha un quadro normativo di riferimento che definisce i ruoli dell’ecosistema, regola la transizione da SPID e CIE e apre la sperimentazione a soggetti pubblici e privati. Nel frattempo, gli utenti italiani hanno preso confidenza con ‘Documenti su IO’, in vista della convergenza della funzionalità verso un EUDI Wallet vero e proprio“.

Il regolamento europeo riguardante l’identità digitale è destinato a coinvolgere anche le aziende nel corso del 2027, nei settori di telecomunicazioni, banche, energia, trasporti e sanità. L’obbligo riguarda i soggetti privati che devono utilizzare l’autenticazione forte per identificare gli utenti online, sulla base della legge o di un vincolo contrattuale, con l’esclusione di microimprese e piccole imprese. Entro la fine del 2027 dovranno accettare anche il portafoglio europeo.

I cittadini italiani hanno già preso confidenza con i portafogli digitali, grazie all’integrazione della funzione Documenti nell’app IO. Dalla sua attivazione siamo arrivati a 21,8 milioni di documenti memorizzati, tra cui 11 milioni di patenti di guida, 10,6 milioni di tessere sanitarie e circa 200.000 carte della disabilità. L’ampliamento dovrà rendere il wallet utilizzabile in altre occasioni: si sta già parlando da un po’ di tessera elettorale, ISEE, certificati di diploma e laurea e non solo, per i quali stanno proseguendo i lavori.

“Il processo di convergenza della soluzione italiana verso l’EUDI Wallet e l’avvio del Sistema IT-Wallet poggiano su una base solida, ma il percorso di completamento è ancora in corso“, ha dichiarato Luca Gastaldi, Direttore dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet. “Restano da affrontare importanti tasselli normativi e tecnici“.

L’accesso poggia su SPID e CIE: secondo i dati, a settembre 2026 siamo arrivati a 43,4 milioni di identità SPID rilasciate, 32 milioni delle quali attive; negli ultimi mesi c’è stato un calo nell’utilizzo, e tra le possibili spiegazioni spicca sicuramente l’introduzione di un canone annuo da parte di diversi operatori. Al contempo cresce l’uso della Carta di Identità Elettronica, probabilmente per il medesimo motivo: a settembre le carte valide erano 57,4 milioni, il 19% in più rispetto ai 48,4 milioni dell’anno scorso.

Secondo l’Osservatorio, il 60% degli italiani usa già un portafoglio delle Big Tech (come Google Wallet e Samsung Wallet), non solo per carte di pagamento, ma anche per biglietti e carte d’imbarco. Tra questi utilizzatori, 2 su 3 vorrebbero aggiungere anche i documenti di identità, ma il 54% sceglierebbe un fornitore pubblico.

“A fine 2026, il Sistema IT-Wallet è ai blocchi di partenza, ma rendere disponibile una soluzione non basta“, ha concluso Valeria Portale, Direttrice dell’Osservatorio Digital Identity & Wallet. “Ora restano da comporre tasselli importanti, tra cui la certificazione secondo lo schema normativo, l’ampliamento delle credenziali e soprattutto lo sviluppo di casi d’uso capaci di trasformare l’infrastruttura in valore reale per gli utenti. Il 2027, infatti, sarà l’anno in cui nella maggior parte dei Paesi europei il wallet arriverà davvero nelle mani dei cittadini e capiremo se l’ecosistema di servizi sarà pronto a renderlo parte della quotidianità“.


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