#Finsubito news – FLP – TN-AA * LIQUIDAZIONI TFR E TFS: «L’INPS LASCIA A SECCO MIGLIAIA DI PENSIONATI» – Agenzia giornalistica Opinione. Notizie da Italia


23.54 – sabato 31 ottobre 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La FLP “Federazione Lavoratori Pubblici”, ha ricevuto e continua a ricevere moltissime segnalazioni da parte di pensionati, ex dipendenti pubblici statali delle Province Autonome di Trento e Bolzano, che denunciano inspiegabili e paradossali ritardi nella liquidazione sia del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) che del TFS (Trattamento di Fine Servizio).

Parliamo di dipendenti pubblici statali (Ministeriali tutti, Agenzie fiscali, Enti Pubblici non economici, ecc.), nonché della categoria dei sanitari provinciali di Trento (infermieri, ostetriche, tecnici e tutti i professionisti).

Mentre, i restanti dipendenti delle due Province Autonome di TN e BZ, beneficiano di un apposito meccanismo di salvaguardia con l’INPS, in base al quale ricevono la liquidazione entro 90 giorni da parte degli Enti di appartenenza. Enti che anticipano gli importi dovuti, in attesa poi di riceverli a posteriori dall’INPS.

I casi segnalati riguardano in particolare sia il TFR relativo a predetti dipendenti pubblici assunti a decorrere dal 2001 che il TFS riguardante i medesimi assunti prima del 2001.

Rammentiamo che sia il TFR che il TFS rappresentano le somme maturate dai lavoratori che devono riscuotere a conclusione del rapporto di lavoro, quindi sono importi che spettano ai dipendenti pubblici dopo il raggiungimento dell’agognata pensione.

Ebbene, dalle nostre informazioni risulta che nella sola Regione Trentino Alto-Adige ammontano a diverse migliaia le suddette pratiche di liquidazione TFR/TFS giacenti da lungo tempo (anche anni) e tutt’ora inevase. Tale ritardo è molto grave ed inaccettabile.

Nello specifico delle pensioni di vecchiaia (pensionamenti per raggiungimento dei limiti di età), le norme vigenti stabiliscono che la liquidazione del TFR/TFS, deve avvenire entro il termine di 12 mesi, a cui si aggiungono ulteriori 3 mesi, affinché l’INPS possa completare la pratica.

A noi risultano, invece, migliaia di pratiche inevase e giacenti da anni, oltre i suddetti termini previsti. Ci sono stati segnalati/notificati ritardi nella liquidazione nell’ordine di un anno e mezzo oltre i termini di legge.

Questa inaccettabile realtà prodotta dall’Istituto, genera anche un aggravio di costi per lo Stato che è costretto a pagare gli interessi e la rivalutazione monetaria nei casi di superamento dei termini di liquidazione stabiliti dalla medesima legge.

Pertanto, paradossalmente, pur in presenza dei fondi accantonati e già disponibili per le liquidazioni (che, da una nostra stima approssimativa, di circa 10.000 pratiche inevase, relative all’intera Regione T.A.A. per un importo medio di circa 70.000 euro ciascuna, ammonterebbero a circa 700 milioni di euro), ancor più nell’attuale situazione di crisi economica e necessità di liquidità per le famiglie, l’INPS non paga ed i pensionati continuano a restare a mani vuote.

Famiglie che, in taluni casi, sono costrette a ricorrere ai prestiti/mutui bancari per far fronte alle proprie necessità, pur essendo creditori nei confronti dell’INPS.

Contestualmente, facciamo presente che tutt’ora è pendente un ricorso del 17/01/2025 presentato da un nostro iscritto, presso il Tribunale Ordinario di Trento – sezione per le controversie di lavoro -, contro l’INPS che, in base alle ultime decisioni del giudice competente, ha disposto il rinvio della trattazione della causa agli inizi dell’anno 2027, in attesa della decisione, da parte della Corte Costituzionale, in ordine alle questioni di illegittimità costituzionale sollevate dal TAR Marche, sez. I, con ordinanza n. 105 del 15.2.2025, e dal TAR Lazio Roma, sez. V, con ordinanza n. 61 del 25.2.2015.

Comunque, poiché dalle nostre informazioni, pare che il problema delle mancate erogazioni del dovuto ai legittimi aventi diritto, entro i termini tassativi stabiliti per legge, non sia circoscritto solo alla Regione Autonoma Trentino Alto-Adige ma riguarda anche altre regioni, la FLP ha sottoposto la grave problematica anche all’attenzione del Direttore Generale dell’INPS Valeria Vittimberga, oltreché ai vertici regionali e provinciali dell’Istituto (vedi nota allegata).

La FLP vigilerà costantemente sull’ingiustificata disfunzione dell’Ente, al quale chiederà dei report informativi trimestrali, per verificare l’azzeramento delle pratiche inevase e le contestuali liquidazioni nei termini stabiliti dalla legge.

 

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Per la Segreteria Regionale FLP
G. Vetrone – C. Urgesi


 

 


Segreteria Regionale Trentino Alto Adige
Email: [email protected]
PEC: [email protected]

Via S. Martino n. 70, 38122 – Trento

Trento li, 31 ottobre 2026

Al Direttore Generale dell’INPS
dott.ssa Valeria Vittimberga

Al Direttore Regionale INPS del Trentino Alto-Adige
dott. Vittorio Feliciani

Al Direttore Provinciale INPS di Trento
dott. Andrea Mario Bohuny

Al Direttore Provinciale INPS di Bolzano
dott. Gabriele Giancamilli

OGGETTO: Grave criticità e ritardi nelle liquidazioni del TFR/TFS.

Con la presente la FLP “Federazione Lavoratori Pubblici”, intende portare all’attenzione delle SS.LL. la rilevante problematica in oggetto.

Abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere moltissime segnalazioni da parte di pensionati, ex dipendenti pubblici statali delle Province Autonome di Trento e Bolzano, che denunciano notevoli ed in moltissimi casi paradossali quanto inspiegabili ritardi nella liquidazione sia del TFR che del TFS.

Il problema riguarda i dipendenti pubblici statali (Ministeriali tutti, Agenzie fiscali, Enti Pubblici non economici, ecc.), nonché la categoria dei sanitari provinciali di Trento (infermieri, ostetriche, tecnici e tutti i professionisti). Mentre i restanti dipendenti delle due Province Autonome di TN e BZ, beneficiano di un apposito meccanismo di salvaguardia con l’INPS, in base al quale ricevono la liquidazione in tempi ragionevoli (entro 90 giorni) dagli Enti di appartenenza che anticipano gli importi dovuti per poi a loro volta riceverli a posteriori dall’INPS.

Ebbene, dalle nostre informazioni risulta che nella sola Regione Trentino Alto-Adige ammontano a diverse migliaia le suddette pratiche di liquidazione TFR/TFS giacenti da lungo tempo (anche anni) e tutt’ora inevase. Tale ritardo è molto grave ed inaccettabile.

Difatti, tale anomalo e penalizzante ritardo nelle liquidazioni si somma all’intollerabile ingiustizia perpetrata da una legge dello Stato che già danneggia pesantemente i dipendenti pubblici rispetto ai privati. Questo perché la norma stabilisce il differimento e la rateizzazione delle somme dovute a titolo di TFR/TFS, per i soli predetti dipendenti pubblici. Oltretutto, ciò produce anche la negativa conseguenza di un aggravio di costi per lo Stato che è costretto a pagare anche gli interessi e la rivalutazione monetaria nei casi di superamento dei termini di liquidazione stabiliti dalla medesima legge.

La criticità è ancor più paradossale nell’attuale situazione di crisi economica e di necessità di liquidità per le famiglie, che, in taluni casi, sono costrette a ricorrere ai prestiti/mutui bancari per far fronte alle proprie esigenze, pur essendo creditrici nei confronti dell’INPS.

Tale situazione, oltretutto, pare che non sia circoscritta alla sola Regione Autonoma Trentino Alto-Adige ma riguardi anche altre regioni.

Pertanto, per tutto quanto sopra si chiede alle SS.LL. di svolgere un accurato monitoraggio sia a livello regionale che nazionale, nonché di porre in atto tutte le opportune iniziative ed azioni finalizzate a risolvere la grave criticità segnalata e garantire che le inefficienze organizzative dell’Istituto non si ripercuotano ingiustamente sul personale pubblico in quiescenza.

Per la Segreteria Regionale FLP
G. Vetrone – C. Urgesi

 


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