Il Disegno di Legge di Bilancio 2027, bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato il 30 ottobre 2026 e ora all’esame della Camera, rimette mano al meccanismo con cui le pensioni vengono adeguate ogni anno al costo della vita. Lo fa con l’articolo 55 (“Modifiche alla disciplina in materia di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici”), che per il solo 2027 abbandona il sistema a scaglioni e torna alle fasce applicate sull’intero importo dell’assegno. Un modello già visto nel 2023, quando l’inflazione correva, e che oggi viene riproposto con un tasso di perequazione stimato tra il 2,8% e il 3%.
Non si tratta di un taglio secco alle pensioni già in pagamento: gli assegni continueranno a crescere, ma per chi supera quattro volte il trattamento minimo Inps l’aumento sarà sensibilmente più basso di quello che sarebbe spettato con le regole ordinarie.
Come funziona oggi e cosa cambia con l’articolo 55
Con le regole in vigore nel 2025 e nel 2026 la rivalutazione lavora per scaglioni: il 100% dell’inflazione sulla quota di pensione fino a 4 volte il minimo, il 90% sulla parte compresa tra 4 e 5 volte, il 75% sulla parte eccedente le 5 volte. Ogni euro viene rivalutato in base alla fascia in cui ricade.
Dal 1° gennaio 2027 la logica si inverte. La percentuale della fascia in cui cade la pensione si applica a tutto l’importo, non più solo alla parte che supera la soglia. Prendendo come riferimento il trattamento minimo Inps di 611,85 euro mensili, le nuove aliquote sono sei:
- 100% fino a 4 volte il minimo (2.447,40 euro lordi al mese);
- 85% oltre 2.447,40 e fino a 5 volte (3.059,25 euro);
- 53% oltre 3.059,25 e fino a 6 volte (3.671,10 euro);
- 47% oltre 3.671,10 e fino a 8 volte (4.894,80 euro);
- 37% oltre 4.894,80 e fino a 10 volte (6.118,50 euro);
- 32% oltre 10 volte il minimo.
La fascia si individua sommando tutti i trattamenti pensionistici percepiti dalla stessa persona. Il testo prevede una clausola di salvaguardia per evitare che chi supera di poco una soglia si ritrovi con un assegno rivalutato inferiore a chi resta appena sotto.
Il tasso definitivo non è scritto nella norma: lo fisserà il decreto del Ministero dell’Economia e del Ministero del Lavoro, atteso a fine novembre, sulla base dell’inflazione 2026. Chi va in pensione nel corso del 2027 non è toccato da questa misura: il suo primo adeguamento scatterà a gennaio 2028.
La simulazione: quanto si perde ogni mese
Una tabella elaborata con un indice FOI al 3% (senza tabacchi, non ancora il tasso ufficiale) rende visibile l’effetto della norma assegno per assegno.
Fino a 2.000 euro lordi mensili non cambia nulla: la rivalutazione resta piena, da 30 a 60 euro al mese a seconda dell’importo.
Il divario comincia subito sopra la soglia dei 2.447,40 euro:
- 2.500 euro lordi: con le vecchie regole l’aumento sarebbe di 74,84 euro al mese, con l’articolo 55 scende a 63,75. Differenza: -11,09 euro mensili, -144,17 euro annui.
- 3.000 euro: da 88,34 a 76,50 euro, con -11,84 euro al mese e -153,92 all’anno.
- 3.500 euro: il salto è brusco. L’aumento passa da 99,86 a 55,65 euro, cioè -44,21 euro al mese e -574,73 euro annui. È qui che si vede l’effetto del passaggio dalla fascia all’85% a quella al 53%, applicata sull’intero importo.
- 4.000 euro: da 111,11 a 56,40 euro, -54,71 mensili e -711,23 annui.
- 4.500 euro: da 122,36 a 63,65 euro, -58,71 al mese e -763,23 all’anno.
- 5.000 euro: da 133,61 a 55,50 euro, -78,11 mensili e -1.015,43 annui.
- 5.500 euro: da 144,86 a 61,05 euro, -83,81 al mese e -1.089,53 all’anno.
- 6.000 euro: da 156,11 a 66,60 euro, -89,51 mensili e -1.163,63 annui.
- 6.500 euro: da 167,36 a 62,40 euro, -104,96 al mese e -1.364,48 euro in meno in un anno.
Salendo ancora, il conto cresce: per una pensione da 8.000 euro al mese la perdita supera i 1.300 euro lordi l’anno.
Il bonus Irpef compensa solo in parte
Il governo punta sulla riforma delle aliquote prevista dall’articolo 9 della stessa manovra per attenuare l’impatto. Il recupero Irpef, però, ha un tetto massimo di 500 euro l’anno e per gli assegni fino a 3.500 euro lordi nella simulazione risulta pari a zero.
Mettendo insieme i due effetti, rivalutazione ridotta e nuove aliquote, il quadro netto resta negativo quasi ovunque: -91,99 euro l’anno a 2.500 euro di pensione, -98,18 a 3.000, -366,76 a 3.500, -132,09 a 4.000. Solo attorno ai 4.500 euro il recupero Irpef da 500 euro riesce a controbilanciare la perdita, con un saldo di +64,96 euro. Poi il segno torna negativo: -78,79 a 5.000 euro, -121,03 a 5.500, -163,27 a 6.000, fino a -277,76 euro a 6.500. Il beneficio fiscale, in sostanza, attenua il taglio ma non lo annulla.
Quanti pensionati sono coinvolti
Le stime sulla platea variano a seconda della base di calcolo. Considerando il numero di pensioni per classe di importo del Casellario dei pensionati 2025, la stretta interesserebbe tra 3,2 e 3,5 milioni di pensioni su un totale di 23.181.898.
Dal lato dei conti pubblici, la relazione tecnica stima un monte pensioni 2026 di circa 344,9 miliardi (al netto di pensioni e assegni sociali), di cui circa il 55% riferito a trattamenti fino a 4 volte il minimo, che mantengono la rivalutazione piena. Le pensioni oltre 10 volte il minimo pesano per il 6,27%. Il risparmio per lo Stato è quantificato in 14,2 miliardi in dieci anni.
Il conto complessivo dal 2023
Sommando i 36 miliardi del decennio 2023-2032 e i 14 miliardi del periodo 2027-2036, il prelievo derivante dalla ridotta indicizzazione arriva a circa 50 miliardi, oltre 60 considerando l’inflazione sull’intero arco 2023-2036. Si tratterebbe della penalizzazione più ampia dal 1996, e di un contributo ben superiore ai 5,5 miliardi chiesti a banche e assicurazioni.
La critica di fondo è che la rivalutazione a fasce rompe il principio di proporzionalità e trasforma la perequazione in un prelievo mascherato, che colpisce proprio quando il costo della vita torna a crescere e pesa su chi, nel corso della carriera, ha versato i contributi più alti.
Cosa può succedere adesso
Il testo non è ancora legge. Camera e Senato devono approvarlo entro il 31 dicembre e in sede di esame parlamentare la norma può essere modificata con emendamenti. Le associazioni dei pensionati chiedono a Governo e Parlamento di rivedere l’articolo 55 e ripristinare una rivalutazione piena e uniforme, secondo il meccanismo ordinario di perequazione. La partita si giocherà nelle prossime settimane, in parallelo con il decreto che fisserà il tasso definitivo di adeguamento per il 2027.
Confronto tra le regole ordinarie e le nuove fasce (Art. 55 DDL Bilancio) con simulazione FOI al 3% e impatto Bonus IRPEF
Trattamento Minimo INPS
611,85 € /mese
Tasso FOI Ipotizzato
3,00%
Soglia Taglio
> 2.447,40 €
Platea Interessata
3,2 – 3,5 Mln
Simulazione dell’Impatto Lordo e Netto sul Portafiglio (mensile e annuo)
| Pensione Lorda Mensile | Aumento Ordinarie (100-90-75%) | Aumento Art. 55 (Fasce uniche) | Perdita Lorda Mensile | Perdita Lorda Annua | Recupero IRPEF | Saldo Netto Annuo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Fino a 2.000 € | Da +30 € a +60 € | Da +30 € a +60 € | 0,00 € | 0,00 € | 0 € | 0,00 € |
| 2.500 € | +74,84 € | +63,75 € | -11,09 € | -144,17 € | +52,18 € | -91,99 € |
| 3.000 € | +88,34 € | +76,50 € | -11,84 € | -153,92 € | +55,74 € | -98,18 € |
| 3.500 € | +99,86 € | +55,65 € | -44,21 € | -574,73 € | +207,97 € | -366,76 € |
| 4.000 € | +111,11 € | +56,40 € | -54,71 € | -711,23 € | +579,14 €* | -132,09 € |
| 4.500 € | +122,36 € | +63,65 € | -58,71 € | -763,23 € | +828,19 €* | +64,96 € |
| 5.000 € | +133,61 € | +55,50 € | -78,11 € | -1.015,43 € | +936,64 €* | -78,79 € |
| 5.500 € | +144,86 € | +61,05 € | -83,81 € | -1.089,53 € | +968,50 €* | -121,03 € |
| 6.000 € | +156,11 € | +66,60 € | -89,51 € | -1.163,63 € | +1.000,36 €* | -163,27 € |
| 6.500 € | +167,36 € | +62,40 € | -104,96 € | -1.364,48 € | +1.086,72 €* | -277,76 € |
Le Nuove Aliquote di Perequazione 2027 (Art. 55)
| Fascia Importo Pensione | Soglia Mensile (Lorda) | Aliquota Rivalutazione | Stato Perequazione |
|---|---|---|---|
| Fino a 4 volte il minimo | Fino a 2.447,40 € | 100% | Piena |
| Da 4 a 5 volte il minimo | 2.447,41 € – 3.059,25 € | 85% | Ridotta |
| Da 5 a 6 volte il minimo | 3.059,26 € – 3.671,10 € | 53% | Ridotta |
| Da 6 a 8 volte il minimo | 3.671,11 € – 4.894,80 € | 47% | Ridotta |
| Da 8 a 10 volte il minimo | 4.894,81 € – 6.118,50 € | 37% | Ridotta |
| Oltre 10 volte il minimo | Oltre 6.118,50 € | 32% | Ridotta |
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