Il bando welfare aziendale 2026-2027 della Regione Toscana paga per intero un piano di conciliazione vita-lavoro scritto sui bisogni dei tuoi dipendenti: permessi aggiuntivi, servizi per figli e anziani, un pacchetto per chi diventa genitore. Il massimale è di 25.000 euro fino a 20 ULA (unità lavorative annue) e sale di 800 euro per ogni ULA in più, fino a 100.000. Lo ha approvato il decreto dirigenziale n. 23619 del 20 ottobre 2026. Possono chiederlo i datori di lavoro con almeno un dipendente e una sede in Toscana: imprese, studi professionali, associazioni, enti del Terzo settore. Al 30 ottobre 2026 le domande non si possono ancora inviare: si aprono il giorno dopo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana (BURT), che la Regione indica per il 4 novembre 2026.
In sintesi, il bando welfare della Toscana in 30 secondi
- Cos’è: un contributo a fondo perduto del Fondo sociale europeo plus (FSE+) che copre il 100% dei costi diretti del piano di welfare, più il 7% forfettario per i costi indiretti.
- Per chi: ogni datore di lavoro con almeno un dipendente e una sede in Toscana; restano fuori solo gli enti pubblici territoriali e le famiglie che assumono colf e badanti.
- Quanto: 25.000 euro fino a 20 ULA, 29.000 con 25, 89.000 con 100; i 100.000 euro servono circa 114 ULA (113,75 se contano le frazioni, calcolo nostro).
- Quando: domande dal 5 novembre 2026, se il BURT esce il 4, fino alle 12:00 del 30 ottobre 2027 o all’esaurimento dei fondi.
- Come: sul Sistema informativo FSE della Regione; le domande si valutano mese per mese e passano solo con almeno 65 punti su 100.
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4,75 mlnDotazione FSE+ 2026-2028
800 €Per ogni ULA oltre la ventesima
65/100Punteggio minimo per il contributo
| Voce | Che cosa dice l’avviso | Allegato A |
|---|---|---|
| Atto | Decreto dirigenziale 23619 del 20/10/2026, su elementi essenziali fissati dalla delibera di Giunta 1035 del 10/08/2026 | Decreto |
| Dotazione | 4.750.000 euro del PR FSE+ 2021-2027, attività 1.c.4, sul bilancio 2026-2028 | Art. 5 |
| Beneficiari | Tutti i datori di lavoro (imprese, enti, associazioni, liberi professionisti), esclusi enti pubblici territoriali e datori di lavoro domestico | Artt. 3 e 4 |
| Massimale | 25.000 euro fino a 20 ULA; più 800 euro per ogni ULA aggiuntiva; tetto 100.000 | Art. 5 |
| Copertura | 100% dei costi diretti ammissibili più 7% forfettario, nessun cofinanziamento privato | Art. 5 |
| Regime | De minimis, Reg. (UE) 2023/2831 | Art. 5 |
| Finestra | Dal giorno dopo il BURT alle 12:00 del 30/10/2027, chiusura anticipata se i fondi finiscono | Art. 6 |
| Selezione | Sportello con valutazione: soglia 65/100, di cui almeno 40 sulla qualità del progetto | Art. 11 |
| Durata del progetto | 18 mesi dall’avvio, misure fruite per almeno 12 | Art. 9.2 |
Chi può chiedere il contributo per il welfare aziendale in Toscana
La platea è più larga di quanto faccia pensare la parola «aziendale». L’avviso parla di «tutti i datori di lavoro (imprese, enti, associazioni, liberi professionisti)» (art. 3): ci stanno quindi lo studio del commercialista con due dipendenti, la cooperativa sociale, la fondazione, l’associazione sportiva con personale assunto. Gli esclusi sono due: gli enti pubblici territoriali (Comuni, Province, Regione) e le persone fisiche che assumono un lavoratore domestico. Che gli altri enti pubblici possano partecipare, secondo noi, lo conferma l’art. 14: esonera dalla fideiussione il beneficiario che «è un ente pubblico».
I requisiti dell’art. 4 vanno posseduti alla domanda:
- sede legale o unità operativa interessata dal piano in Toscana, e almeno un dipendente;
- iscrizione attiva al Registro delle imprese per chi è tenuto; per i professionisti, iscrizione all’albo, a un’associazione professionale della legge 4/2013 o della legge regionale 73/2008, oppure alla Gestione separata INPS, sempre con partita IVA attiva;
- niente liquidazione, concordato o cessazione, niente condanne per i reati di sfruttamento del lavoro negli ultimi cinque anni;
- regolarità contributiva e verso gli enti paritetici previsti dal contratto collettivo, sicurezza sul lavoro, Codice delle pari opportunità, assunzioni obbligatorie dei disabili (legge 68/1999), margine de minimis.
Le misure del piano possono andare a dipendenti a tempo indeterminato o determinato, soci lavoratori di cooperativa e collaboratori; non ai membri del consiglio di amministrazione che non lavorano in azienda, né al titolare. Per un ente del Terzo settore il quadro delle altre misure regionali è nella nostra guida ai contributi regionali per ODV, APS e fondazioni.
Quanto si ottiene: il massimale si calcola sulle ULA dell’anno prima
Il conto lo fa l’art. 5, che porta anche gli esempi: 25.000 euro fino a 20 ULA, poi 800 euro per ciascuna unità in più. Il tetto di 100.000 euro si tocca a 113,75 ULA (calcolo nostro): per la gran parte delle piccole imprese toscane il numero da tenere in testa è 25.000, non 100.000.
| ULA medie dell’anno solare precedente | Massimale | Costi diretti massimi se il 7% sta dentro il massimale | Consulenze al massimo (30%) | Beni e materiali al massimo (20%) |
|---|---|---|---|---|
| 18 | 25.000 | 23.364,49 | 7.009,35 | 4.672,90 |
| 25 | 29.000 | 27.102,80 | 8.130,84 | 5.420,56 |
| 50 | 49.000 | 45.794,39 | 13.738,32 | 9.158,88 |
| 100 | 89.000 | 83.177,57 | 24.953,27 | 16.635,51 |
| 120 | 100.000 | 93.457,94 | 28.037,38 | 18.691,59 |
Massimali delle righe 18, 25, 100 e 120 dall’art. 5; riga 50 e colonne successive, calcolo nostro. Il massimale non è il contributo: la Regione paga i costi diretti ammissibili più il 7% forfettario, e solo se il piano è «congruo» con le attività. L’avviso non dice se il 7% stia dentro il massimale o sopra: la tabella usa la lettura prudente.
Le ULA non sono quelle del bilancio
Le ULA si leggono dal «dato medio della forza aziendale ottenuto dagli UniEmens dei 12 mesi dell’anno solare precedente» (art. 5). L’avviso non dice rispetto a che cosa l’anno sia «precedente»: secondo noi è l’anno della domanda, quindi chi presenta a novembre o dicembre 2026 usa il 2025 e chi presenta nel 2027 usa il 2026. Conviene una conferma scritta della Regione. Non è il metodo europeo per la dimensione d’impresa. Quel metodo esclude gli apprendisti, che invece nelle denunce UniEmens compaiono, e l’avviso non dice di toglierli. Due punti restano aperti: come si arrotonda una media di 25,5 e se i part time vanno riproporzionati, visto che la forza aziendale delle denunce mensili e le ULA possono non coincidere.
Presentare nel 2026 o nel 2027? Se la tua media è di 20 ULA nel 2025 e di 30 nel 2026, presentando a gennaio 2027 il massimale sale da 25.000 a 33.000 euro (calcolo nostro, se vale la nostra lettura dell’anno di riferimento). Il prezzo è il rischio che i fondi calino: lo sportello impegna le risorse fino a esaurimento e 4.750.000 euro bastano per 190 progetti da 25.000 (calcolo nostro). Se i numeri del 2025 già ti portano vicino al tetto che ti serve, non aspettare.
Le quattro azioni del piano: due obbligatorie, due facoltative
| Azione | Obbligo | Che cosa si finanzia | Dove si inciampa |
|---|---|---|---|
| 1. Rilevazione dei bisogni e piano di welfare | Sì | Indagine sul personale (età, genere, carichi di cura, orari, turni), piano di almeno un anno con il credito welfare per lavoratore, piano di comunicazione | Il piano va adottato con regolamento aziendale o accordo sindacale dopo l’avvio del progetto (art. 3.1) |
| 2. Attuazione delle misure | Sì | Permessi aggiuntivi, settimana corta a parità di paga, servizi per figli, anziani e animali, spazi per i figli, programma per neo genitori, distributori gratuiti di prodotti per l’igiene mestruale | Le misure devono essere fruite per almeno 12 mesi (art. 9.2) |
| 3. Reti di welfare territoriale | No | Incontri, accordi di rete, convenzioni con altri soggetti per servizi a costo calmierato | Non valgono le reti che nascono da obblighi del contratto collettivo o di legge (art. 3.3) |
| 4. Piano strategico UNI/PdR 125:2022 | No | La redazione del piano strategico richiesto dalla prassi sulla parità di genere | Due delle quattro voci di costo (servizi e consulenti) rientrano nel tetto delle consulenze (art. 5) |
Che cosa paga l’azione 2, e che cosa no
I servizi «cost saving» coprono doposcuola, ripetizioni, corsi di lingua, sport extrascolastico, trasporto casa scuola, centri estivi e baby sitting per i figli minorenni; centri diurni, assistenza a domicilio e accompagnamento alle visite per anziani e non autosufficienti; il pet sitting. I servizi «time saving» devono essere resi in azienda e in orario di lavoro, con una sola eccezione: le pulizie a casa del dipendente. Restano fuori le rette di nido e scuole, i libri, le gite, università e master, le case di riposo di lunga degenza, le visite e le prestazioni sanitarie, veterinario e toelettatura (art. 3.2, note 6 a 9).
Il programma per i neo genitori ha importi suoi (art. 3.2, punto 4):
- alla madre che rientra entro l’anno del bambino, un’indennità di 200 euro per ogni mese lavorato, fino a 1.000, e un contributo fino a 1.000 euro per servizi di cura della prima infanzia, rette del nido escluse;
- al datore, fino a 6.000 euro a costi reali per sostituire la lavoratrice in maternità, solo se c’è anche l’indennità alla madre;
- al padre, l’integrazione al 100% della retribuzione nei primi tre mesi di congedo parentale, fino a 3.000 euro;
- fino ai tre anni del bambino, attrezzature per lo smart working straordinario e rimborso delle utenze di casa fino a 1.000 euro per nucleo.
Azione 4 e certificazione della parità di genere
L’azione 4 serve a chi vuole «avvicinarsi» alla certificazione della parità di genere introdotta dalla legge 162/2021, i cui parametri stanno nella prassi UNI/PdR 125:2022 (art. 3.4). Si finanzia la redazione del piano strategico, non la certificazione: l’audit dell’ente certificatore resta a tuo carico. Il piano si scrive spesso con un consulente. Le voci «servizi» e «consulenti» dell’azione 4 rientrano nel tetto del 30% dei costi diretti per le consulenze, lo stesso che deve già coprire indagine e progettazione dell’azione 1. Con 18 ULA il tetto è di circa 7.000 euro per tutto il progetto (tabella sopra): se l’azione 1 lo consuma, l’azione 4 si regge solo sulle voci di personale, interno o esterno, ammesse dall’avviso.
Per la fase successiva, ad Arezzo e Siena c’è il voucher camerale sulla fattura del certificatore della parità di genere: sono costi diversi da quelli del piano strategico, ma il divieto di finanziare due volte la stessa spesa va verificato su entrambi gli atti. Dove la certificazione fa punteggio negli altri bandi lo raccontiamo nella guida su sostenibilità, parità di genere e criteri premiali dei bandi.
Il piano che hai già non si finanzia così com’è. L’indagine deve censire «le misure di welfare già adottate» e i permessi devono essere «aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalla legge o dalla contrattazione collettiva» (artt. 3.1 e 3.2). Se rinomini un regolamento welfare già in vigore, o metti nel piano i permessi del tuo contratto collettivo, perdi punti sulla specificità delle misure e rischi spese non riconosciute.
Come si tassa e come si contabilizza il contributo
L’avviso non parla di fisco: quello che segue è la nostra lettura delle norme, con le fonti. Il contributo copre costi correnti, quindi in bilancio va fra i contributi in conto esercizio (voce A5 del conto economico, OIC 12). Ai fini IRES è un ricavo (art. 85, comma 1, lettera h, del Testo unico delle imposte sui redditi, TUIR) e concorre all’IRAP (art. 5, comma 3, del decreto legislativo 446/1997). Il progetto dura 18 mesi a cavallo di due esercizi: secondo noi il contributo si imputa negli anni in cui si sostengono i costi che rimborsa, non tutto nell’anno del decreto.
Perché il regolamento aziendale decide la tassazione
Le opere e i servizi di utilità sociale offerti volontariamente sono deducibili solo nel limite del 5 per mille delle spese per il personale (art. 100, comma 1, TUIR). Se li eroghi in base a un regolamento che ti vincola, o a un accordo sindacale, li deduci per intero (art. 95 TUIR, circolare dell’Agenzia delle Entrate 28/E del 15 giugno 2016, paragrafo 2.1). L’avviso chiede proprio un regolamento o un accordo. Se è scritto in modo vincolante, il contributo diventa quasi neutro: il ricavo tassato è compensato da costi deducibili. Con un piano volontario e 600.000 euro di costo del personale, il limite di deduzione sarebbe 3.000 euro mentre il contributo resterebbe tutto imponibile (calcolo nostro su cifre ipotetiche).
Secondo noi restano tassati davvero due pezzi: il 7% forfettario, che non richiede costi nuovi da documentare, e la quota che rimborsa ore di personale interno già in forza (progettazione, gestione del piano), perché quel costo l’avresti sostenuto comunque.
| ULA | Massimale | Forfait 7% | IRES 24% sul forfait | IRAP 3,9% sul forfait | Forfait netto | Ritenuta 4%, se applicata |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 18 | 25.000 | 1.635,51 | 392,52 | 63,78 | 1.179,21 | 1.000,00 |
| 25 | 29.000 | 1.897,20 | 455,33 | 73,99 | 1.367,88 | 1.160,00 |
| 100 | 89.000 | 5.822,43 | 1.397,38 | 227,07 | 4.197,98 | 3.560,00 |
| 120 | 100.000 | 6.542,06 | 1.570,09 | 255,14 | 4.716,83 | 4.000,00 |
Calcolo nostro: progetto al massimale con il 7% dentro, società di capitali in utile, regolamento vincolante, personale a tempo indeterminato, IRAP all’aliquota base del 3,9% (verifica quella del tuo settore). Per l’IRAP c’è un dettaglio da paghe: il costo dei dipendenti a termine non è deducibile, quindi secondo noi la parte di contributo che lo rimborsa resta fuori dalla base (art. 5, comma 3, e art. 11, comma 4 octies, del decreto legislativo 446/1997).
Sulla ritenuta del 4% (art. 28, comma 2, del DPR 600/1973) le letture sono due: non si applica, perché il Reg. (UE) 2021/1060 vuole che il beneficiario dei fondi europei riceva l’importo «integralmente», senza ritenute (art. 74); oppure si applica, perché è un acconto d’imposta e non un taglio del contributo. L’avviso tace, e nessuna prassi sul ciclo 2021-2027 risolve il punto. Per studi professionali e associazioni senza attività commerciale la ritenuta non scatta, secondo la scheda dell’Agenzia delle Entrate sui contributi degli enti pubblici. Lo schema generale, regime per regime, è nella guida alla tassazione IRES e IRAP dei contributi a fondo perduto.
Le misure viste dal dipendente
Il contributo va al datore e non cambia la natura di ciò che arriva al lavoratore: vale l’art. 51 TUIR, e sulla stessa base si calcolano i contributi INPS.
| Misura del piano | Per il dipendente | Norma |
|---|---|---|
| Indennità di rientro 200 euro al mese, integrazione del congedo dei padri | Retribuzione: IRPEF e contributi pieni | Art. 51, comma 1, TUIR |
| Doposcuola, centri estivi, baby sitting, trasporto scolastico, servizi per la prima infanzia | Esenti | Art. 51, comma 2, lettera f bis |
| Assistenza ad anziani e non autosufficienti | Esente | Art. 51, comma 2, lettera f ter |
| Rimborso utenze fino a 1.000 euro | Esente nel tetto dei fringe benefit: 1.000 euro, 2.000 con figli a carico, per il 2025, 2026 e 2027 | Legge 207/2024, art. 1, comma 390 |
| Pet sitting, servizi time saving | Fringe benefit, nello stesso tetto | Art. 51, comma 3, TUIR |
Sull’indennità alla madre e sull’integrazione al padre paghi anche i contributi a tuo carico: su 1.000 euro di indennità sono circa 300 euro con un’aliquota del 30%, tipica del terziario (calcolo nostro, la cifra dipende dal contratto e dall’inquadramento). L’avviso fissa i massimali di quelle voci ma non dice se dentro ci stiano i contributi del datore: se non ci stanno, sono un costo vero. Il confronto fra aumento in busta e welfare, con i limiti fiscali aggiornati, lo trovi nella nostra guida al welfare aziendale e ai bandi che lo finanziano.
Come si presenta la domanda sul Sistema informativo FSE
- Accesso. Il Sistema informativo FSE della Regione Toscana si apre con SPID, CNS (anche la tessera sanitaria toscana attivata) o CIE. Chi non è registrato compila la richiesta di accesso, che va presentata almeno 10 giorni lavorativi prima della scadenza: oltre, la Regione non garantisce la risposta (art. 7). Per la chiusura delle 12:00 di sabato 30 ottobre 2027 vuol dire, per stare larghi, entro venerdì 15 ottobre 2027 (calcolo nostro, sabato non lavorativo); ma con la valutazione mensile conviene registrarsi subito.
- Documenti. Domanda in bollo da 16 euro (allegato 1), dichiarazione di affidabilità e di rispetto della legge 68/1999 (allegato 2), formulario descrittivo (allegato 3), dichiarazione de minimis (allegato 5), eventuale esenzione dal bollo (allegato 7), documento d’identità; firma digitale in CAdES o PAdES (art. 8). I modelli editabili sono nella pagina dei bandi aperti del PR FSE+ 2021-2027.
- Preventivo. Il piano economico si compila nel formulario online con le sole voci di costo ammesse dall’art. 5.
- Invio. Lo fa il legale rappresentante. Se mandi due domande, la Regione istruisce l’ultima (art. 7).
Le spese di indagine e progettazione contano dalla pubblicazione dell’avviso e solo se il progetto viene finanziato; le consulenze sostenute prima della domanda non possono superare il 10% dei costi diretti (art. 5). Le fatture anteriori all’avvio citano il nome dell’avviso; dopo, riportano il CUP, il codice unico di progetto assegnato con il decreto di ammissione.
Valutazione mese per mese: punteggi e tempi
«A sportello», qui, non significa solo ordine di arrivo. Un nucleo di valutazione dà i punti, e il progetto passa con almeno 65 su 100 e almeno 40 sul primo macrocriterio (art. 11). Le risorse si impegnano fino a esaurimento (art. 12).
| Macrocriterio | Criteri e punti | Massimo |
|---|---|---|
| 1. Qualità e coerenza | Chiarezza e logica 10; analisi del contesto e delle misure già attive 12; rilevanza delle misure 14; dettaglio delle azioni 14; coerenza con l’avviso 10 | 60 |
| 2. Innovazione e risultati | Efficacia sulla popolazione aziendale 14; innovazione rispetto al modello attuale 8; continuità dopo il progetto 8 | 30 |
| 3. Valutazione economica | Congruità del piano finanziario 6; rispetto dei massimali 4 | 10 |
Il decreto arriva entro 90 giorni dalla fine del mese in cui la domanda è protocollata (art. 12): una domanda di novembre 2026 entro il 28 febbraio 2027, una di dicembre entro il 31 marzo 2027 (calcolo nostro). Gli elenchi escono sul BURT e valgono come notifica: nessuna comunicazione personale. Le irregolarità formali si sanano entro il termine fissato dalla Regione, al massimo 10 giorni, pena l’esclusione. Non si sanano invece quelle che rendono incerto chi presenta o mancano documenti essenziali (art. 10). Il primo macrocriterio pesa 60 punti, e 22 vengono dall’analisi dei bisogni e dalla rilevanza delle misure: un piano generico, uguale per un’officina e per uno studio legale, rischia di non arrivare a 40.
Dopo l’approvazione: convenzione, anticipo, rendiconto
| Passaggio | Termine | Fonte |
|---|---|---|
| Convenzione con la Regione | Entro 60 giorni dalla graduatoria sul BURT | Art. 14 |
| Avvio delle attività | Entro 60 giorni dalla firma, pena la possibile revoca | Art. 9.2 |
| Adozione del piano | Dopo l’avvio, con regolamento o accordo sindacale | Art. 3.1 |
| Anticipo | 20% con fideiussione, a cui si può rinunciare | Art. 14 |
| Spese trimestrali | Entro 10 giorni dal 31/03, 30/06, 30/09 e 31/12; valgono come richiesta di rimborso, fino al 90% | Art. 14 |
| Fine progetto e rendiconto | 18 mesi dall’avvio; rendiconto entro 60 giorni, poi il saldo | Artt. 9.2 e 14 |
La fideiussione deve restare efficace fino a 12 mesi dopo la fine del progetto ed essere escutibile a prima richiesta. Su un progetto da 25.000 euro l’anticipo è di 5.000, una somma che può non valere il costo della polizza. Gli obblighi di pubblicità del FSE+ (poster A3 all’ingresso, sito, social, una breve video intervista entro la fine, artt. 3.1 e 15) contano: se mancano emblema, poster o descrizione sul sito, il contributo può essere tagliato fino al 3% (art. 15). La revoca, totale o parziale, scatta per requisiti persi, progetto non realizzato, trasferimento fuori dalla Toscana, variazioni sostanziali, inadempimenti (art. 13). Chi ha ancora aperto un progetto dell’edizione 2023-2025 può partecipare, ma firma la nuova convenzione solo dopo averlo chiuso (art. 9.2).
Che cosa cambia rispetto al bando welfare 2023-2025
| Voce | Edizione 2023-2025 | Edizione 2026-2027 |
|---|---|---|
| Atto | DD 23985 dell’08/11/2023, rettificato dal DD 15458 dell’01/07/2024 | DD 23619 del 20/10/2026 |
| Dotazione | 7.570.949,85 euro | 4.750.000 euro |
| Massimale | 25.000 euro per tutti, almeno l’80% indicativo sulle azioni 1 e 2 | 25.000 euro fino a 20 ULA, poi 800 per ULA fino a 100.000; la quota dell’80% non c’è più |
| Destinatari citati | Anche somministrati, apprendisti e tirocinanti | Tempo indeterminato e determinato, soci di cooperativa, collaboratori |
| Chiusura | 12:00 del 31/12/2025 | 12:00 del 30/10/2027 |
Dati dell’edizione precedente dalla pagina regionale del bando 2023-2025, dove al 30 ottobre 2026 risultano approvati, con decreto 7644 del 1° aprile 2026, gli esiti delle domande di dicembre 2025. La scala per ULA è la vera novità: per chi supera 20 ULA il bando vale fino a quattro volte di più. La dotazione però scende di oltre un terzo. Sugli apprendisti, che per legge hanno un contratto a tempo indeterminato, secondo noi nulla cambia; somministrati e tirocinanti non sono più nominati, e prima di metterli fra i destinatari conviene chiedere alla Regione.
De minimis, cumulo e verifica sul Registro aiuti
Il contributo è de minimis (Reg. UE 2023/2831): un’impresa unica, cioè l’insieme delle imprese legate da controllo, non può ricevere più di 300.000 euro di questi aiuti nell’arco di tre anni, su base mobile, contati dalla data di concessione, che qui è il decreto di ammissione. Prima di firmare l’allegato 5 controlla la visura aiuti sul Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA): come si fa è nella nostra guida al calcolo del plafond de minimis. Quando il contributo va direttamente all’impresa, l’iscrizione nel RNA assolve anche l’obbligo di pubblicare gli aiuti ricevuti (art. 14). L’avviso non ha una clausola dedicata al cumulo: vale la regola dei fondi europei per cui la stessa spesa non si rimborsa due volte.
Che cosa l’avviso non dice. Domande da porre alla Regione ([email protected], oppure 055 4384992 e 055 4382778 il lunedì e il giovedì dalle 9 alle 13) prima di chiudere il preventivo:
- se il 7% forfettario sta dentro il massimale o si aggiunge;
- come si trattano le ULA frazionarie e i part time;
- se i contributi a carico del datore sull’indennità alle madri e sull’integrazione ai padri sono ammessi dentro i 1.000 e i 3.000 euro;
- se l’IVA non recuperabile è una spesa ammissibile, punto che l’avviso rimanda al Manuale FSE+ della delibera 468/2026;
- la data effettiva del BURT, indicata per il 4 novembre 2026 ma non ancora uscita al 30 ottobre.
Domande frequenti sul bando welfare della Regione Toscana
Uno studio professionale con un solo dipendente può partecipare?
Sì. Servono almeno un dipendente, la partita IVA attiva e l’iscrizione all’albo, a un’associazione professionale riconosciuta o alla Gestione separata (art. 4). Il massimale resta 25.000 euro, ma il punteggio premia misure calibrate sui bisogni reali: con un solo dipendente il piano va costruito sulla sua situazione.
Se ho più sedi, conta solo quella toscana?
Serve la sede, legale o operativa, interessata dal piano in Toscana (art. 4). L’avviso calcola però le ULA sulla forza aziendale delle denunce UniEmens, senza distinguere per sede: se vuoi contare solo i dipendenti toscani, chiedilo prima alla Regione.
Posso dare la settimana corta e farla pagare al bando?
La riduzione strutturale dell’orario a parità di retribuzione è fra le misure ammesse (art. 3.2, punto 1). Per il dipendente non cambia l’imponibile mensile; secondo noi cambia il valore dell’ora per straordinari e assenze, secondo il contratto collettivo. Il conto su 12 mesi va fatto prima, perché dopo il progetto la misura costa a te.
Il contributo per la sostituzione della maternità vale anche senza indennità alla madre?
No: i 6.000 euro per la sostituzione spettano solo se il piano riconosce l’indennità di rientro alla neo madre (art. 3.2, punto 4, lettera b).
Come si tratta il contributo in un’associazione senza attività commerciale?
Non è determinabile dall’avviso. Per gli enti del Terzo settore non commerciali l’esclusione dal reddito dei contributi pubblici riguarda quelli per le attività di interesse generale (art. 79, comma 4, lettera b, del decreto legislativo 117/2017), e un contributo per il welfare del personale non è legato a una di quelle attività. Su questo non abbiamo trovato prassi.
Se la domanda viene respinta posso ripresentarla?
L’avviso non lo vieta e resterà aperto fino al 30 ottobre 2027; dice solo che, se lo stesso datore manda più proposte, si istruisce l’ultima (art. 7). Una domanda nuova riparte da zero, con il mese di protocollo nuovo e il rischio che nel frattempo i fondi scendano.
Se il welfare non è la tua priorità, gli sportelli aperti in Toscana e nelle altre regioni sono nella nostra mappa mensile dei bandi a fondo perduto in scadenza.
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Fonti verificate il 30 ottobre 2026: allegato A al decreto dirigenziale 23619 del 20/10/2026 (avviso, PDF), decreto (PDF) e pagina regionale del bando 2026-2027; TUIR artt. 51, 85, 95 e 100; decreto legislativo 446/1997; DPR 600/1973, art. 28; Reg. (UE) 2021/1060 e 2023/2831; circolare dell’Agenzia delle Entrate 28/E/2016.
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